Destinazione sostenibile e ricca di spunti ed eventi per soggiorni e itinerari tutto l’anno.

Da un lato monti, colline, valli, fiumi e laghi per chi cerca una vacanza sostenibile e la possibilità di praticare turismo attivo; dall’altro piccoli e arroccati borghi che celano tesori, come castelli, palazzi, chiese e antichi ponti. Nel mezzo, le tradizioni legate alla viticoltura e alla produzione di grandi vini, alle ricette della tradizione, ai grandi eventi come il Carnevale di Ivrea.
Ecco il biglietto da visita di Ivrea e Canavese, territorio nel cuore del Piemonte, ampio e differenziato, composto da ben 138 comuni, tutti con la propria storia, tradizioni e specialità da scoprire.
E dove si contano ben tre dei cinque siti UNESCO del Piemonte: Ivrea, Città Industriale del XX secolo, proclamata nel 2018, con gli edifici costruiti tra il 1930 e il 1960 destinati alla produzione, ai servizi sociali e a scopi residenziali per i dipendenti dell’industria delle macchine da scrivere. Il Castello di Agliè, una delle Residenze Sabaude Patrimonio UNESCO dal 1997: sette secoli di storia e un passato nobile e antico testimoniato dagli allestimenti che caratterizzano le 300 stanze e i giardini. E dal 2011 sono UNESCO anche l’insieme dei Palafitticoli Preistorici dell’Arco Alpino, tra cui anche quelli del Lago di Viverone, nel Canavese, a cavallo tra le province di Torino e di Biella.

Inoltre, alcuni comuni del Canavese – tra cui Volpiano, Chivasso – fanno parte della Riserva della Biosfera “Urban MaB (Man and Biosphere) UNESCO CollinaPo”, che racchiude un’ampia fetta dell’area metropolitana orientale di Torino, ricca di acque, colline e boschi con crescente presenza di fauna e flora.
Il Canavese è dunque un territorio vicino a grandi centri urbani, come quelli di Torino e di Milano, nel quale vivere un’esperienza inaspettata, anche soltanto per una gita fuori porta o per un fine settimana.
Punto di partenza Ivrea, situata nell’imponente scenario della serra morenica formatasi all’epoca della glaciazione e lunga 25 chilometri. Una città a misura d’uomo, ricca di palazzi storici, chiese e musei e sede di uno dei carnevali italiani più colorati e originali, celebre per la battaglia delle arance. Una città con due anime, una antica, romana e medievale, con il castello, la Cattedrale e il Ponte Vecchio, l’altra moderna e industriale, sorta tra il 1930 e il 1960 e costituita dalle architetture del progetto industriale e socioculturale di Adriano Olivetti.
Da qui si può partire alla scoperta del Canavese per una vacanza che non conosce stagionalità, perché il territorio è fruibile tutto l’anno.

D’inverno, si possono fare escursioni in ciaspole sui monti del Parco Nazionale del Gran Paradiso, provare l’arrampicata su ghiaccio e anche sciare, mentre d’estate ci si dedica a tour, cicloturismo, equitazione, golf, rafting e parapendio oppure a visitare i numerosi castelli e ville con una diversificata offerta culturale. Non mancano i laghi: oltre quelli di Candia e Viverone, nei pressi di Ivrea, ci sono ben 5 laghi, anch’essi di origine glaciale, Sirio, San Michele, Pistono, Cascinette e Nero, collegati tra loro da alcuni sentieri panoramici.
Inoltre, il territorio è ricco di eccellenze gastronomiche e la sua particolare conformazione, grazie alla ricchezza di acqua e alla sua zona collinare, dà vita alla produzione di ottimi vini, come il rosso e pregiato Carema e il bianco e profumato Erbaluce DOCG. Non a caso il Canavese fa parte del circuito Strada Reale dei Vini Torinesi e la passione per il vino vanta radici antiche, che risalgono al tempo dei Romani.

Le strutture ricettive presenti sul territorio sono prevalentemente piccole realtà e tra queste alcune si distinguono per charme e fascino. Ci sono anche bed&breakfast, agriturismi e piccoli hotel, tutti molto curati. La tradizione culinaria si basa su una ristorazione che serve piatti di ricette tipiche, a chilometro zero e accompagnati da vini autoctoni e non mancano le stelle Michelin, incluso una stella verde.
Molto ricco il calendario degli eventi in programma a Ivrea e in Canavese che offrono l’opportunità di scoprire qualche cosa in più su questa zona.
Inoltre, ricordiamo anche l’appena inaugurata la Big Bench intitolata alla Ninfa di Caluso, la panchina gigante con vista sui vigneti, intitolata alla Ninfa Erbaluce: la leggenda dice che dalle sue lacrime nacque l’Erbaluce di Caluso.
