È la chiesa parrocchiale di Bruino dedicata a San Martino Vescovo protagonista del nuovo reportage della serie “Restauri d’Arte” voluta dalla Città Metropolitana di Torino.

La serie di reportage televisivi che la Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e il territorio della Città Metropolitana di Torino dedica ai “Restauri d’Arte”prosegue questa settimana con il filmato dedicato alla chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo a Bruino.
filmati dei “Restauri d’Arte” vengono messi in onda dall’emittente televisiva locale GRP sul canale 114 del digitale terrestre, il venerdì alle 21,30, il sabato alle 13,45 e la domenica alle 20,45. Per visionare la playlist dei reportage video sinora pubblicati sul canale YouTube della Città metropolitana di Torino e le fotogallery basta accedere al portale Internet della Città metropolitana di Torino (link alla pagina).

La chiesa parrocchiale dedicata al patrono San Martino Vescovo risale al sedicesimo secolo, anche se non è semplice individuarne lo stile architettonico, essendo l’edificio attuale il frutto di numerosi rimaneggiamenti. Fu Carlo della Rovereconte di Bruino, a far demolire nel 1594 l’ormai fatiscente edificio medievale e a far edificare l’attuale, così come testimonia la lapide in lingua latina conservata all’interno dell’edificio di culto. Nel corso del Novecento la chiesa è stata oggetto di due interventi di restauro.

Negli anni ‘20 venne completamente ridecorato l’interno ad opera del pittore Antonio Rolando, mentre nel 1979-1980 venne attuato un restauro conservativo, con il rifacimento del presbiterio, la posa del nuovo altare e degli arredi, secondo le disposizioni liturgiche del Concilio Vaticano II.
Nei mesi scorsi è invece terminato l’ultimo intervento di un restauro globale pensato e voluto dalla comunità locale nel 2016 in occasione del diciassettesimo centenario della nascita di San Martino Vescovo di Tours, reso possibile grazie al contributo del Comune di Bruino e delle Fondazioni, ai fondi dell’8 per Mille e a quelli raccolti dalla comunità stessa in occasione di numerose manifestazioni organizzate in paese.

don Massimiliano Arzaroli

Il lavoro, come ha spiegato il parrocodon Massimiliano Arzaroli, è stato suddiviso in due lotti. Il primo, realizzato tra il 2018 e il 2019, ha coinvolto le parti esterne, con il rifacimento delle coperture e il restauro delle facciate, che sono state ripristinate nel colore originale, individuato grazie alle indagini stratigrafiche. Il secondo lotto, realizzato tra il 2020 e il 2021, ha riguardato invece il rifacimento dei vari impianti (elettrico, di illuminazione, di riscaldamento e acustico) e le parti decorative. Nel restauro delle superfici murarie interne si è optato per mantenere la decorazione attuale che risale agli anni ‘20 del secolo scorso. Gli altari, pregevoli manufatti di marmo del ‘700, sono stati ripuliti, consolidati e stuccati, così come i confessionali settecenteschi in legno hanno ritrovato il loro splendore. Nei prossimi anni, non appena saranno reperiti i fondi necessari, si procederà al restauro delle due pale d’altare.