Oggi per la Torino magica e misteriosa scriviamo di Piazza Castello, centro di energie positive e benefiche, giusto per iniziare a controbilanciare i primi luoghi trattati (Piazza Statuto e il Rondo d’la Furca” che rientrano tra i luoghi “neri” del capoluogo piemontese.
Chi è di Torino o chi forestiero ci è stato è mai passato per Piazza Castello?
E se ci è passato si è mai soffermato ad osservarla con attenzione?

Sinceramente ogni qualvolta mi trovo nel capoluogo piemontese ci passo e, sovente, sedendomi su una panchina, mi soffermo a osservarla, mi è capitato anche di notte e allora il fascino aumenta.
Piazza Castello, enorme e splendida è situata nel cuore “bianco” della città, centro delle energie positive e benefiche.
Però questa piazza presenta una caratteristica unica (quanti se ne sono mai accorti?): troviamo una chiesa senza facciata (Real Chiesa di San Lorenzo), una facciata senza palazzo (Palazzo Madama) e un palazzo senza balconi (Palazzo Reale).
Un briciolo di storia.
Piazza Castello nasce su quello che era semplicemente l’ingresso orientale dell’antico castrum romano di Julia Augusta Taurinorum, probabilmente la Praetoria o, per altri storici, la Decumana, per la quale si accedeva al decumanus maximus (l’attuale Via Garibaldi), così come dimostrato anche dai resti sotto Palazzo Madama.
Numerosi architetti e artisti diedero il loro contributo per la realizzazione della piazza: Ascanio Vitozzi, Guarino Guarini, Benedetto Alfieri, Carlo e Amedeo di Castellamonte, Federico Zuccari, Filippo Juvarra, Pelagio Palagi… e solo per citarne alcuni.
Su questa piazza si affacciano il Palazzo Reale, il Teatro Regio, l’Armeria Reale, il Palazzo del Governo, la Biblioteca Reale, l’Archivio di Stato, il Palazzo della Giunta Regionale, la Galleria Subalpina e la Torre Littoria.

Nel centro, si trova Palazzo Madama, con l’annesso castello che dà il nome alla piazza.
Degne di nota le statue dei due Dioscuri, i gemelli Castore e Polluce che si ergono nella cancellata di Palazzo Reale: i gemelli nati dall’accoppiamento della bella Leda con un cigno, sotto le cui mentite spoglie si celava nientemeno che Zeus, il re degli dei.
Secondo una diffusa versione del mito, solo uno dei due gemelli ereditò dal padre il dono dell’immortalità, Polluce, e questa sua condizione privilegiata sarebbe simboleggiata nelle statue di Piazza Castello da un’altra stella a cinque punte, identica a quella che si trovava sul capo dell’Angelo/Lucifero in Piazza Statuto.
Le due stelle rappresentano ancora una volta il dualismo che permea tutta la città.
Da qui partono le dodici linee immaginarie che suddividono la città in dodici settori, ognuno dei quali corrisponde a un segno zodiacale. La cancellata è orientata esattamente verso il punto in cui sorge il sole.

Un’altra tradizione ben nota della città afferma che il centro assoluto delle energie telluriche di Torino ovvero il suo Omphalos (ombelico) si trova proprio al centro dell’ingresso di Palazzo Reale, dove un paletto infisso nel terreno tiene legate due catene; esso assolve la duplice funzione di marcare il posto e di attingere e poi diffondere le energie benefiche del posto. Secondo la leggenda, era proprio in questo punto che veniva collocata la Sacra Sindone durante le prime ostensioni pubbliche; la reliquia miracolosa avrebbe nel corso degli anni caricato il sito.
Sulla stessa piazza si trova anche l’entrata laterale della Real Chiesa di San Lorenzo. Progettata dall’architetto Guarino Guarini, lo stesso che realizzò la Cappella della Sindone, nel vicino Duomo, è stata la prima chiesa a ospitare il prezioso telo dal momento del suo arrivo a Torino, prima della collocazione attuale nel duomo.

Ricca di simbologia, la Real Chiesa affascina soprattutto per la sua cupola “metamorfica”. Vista da una posizione non centrale, infatti, la decorazione della cupola la fa apparire come una serie di volti ghignanti, quasi mostruosi, che sembrano scrutare dall’alto il “malcapitato” osservatore.
Se ci si pone al centro della volta, invece, si vede uno splendido fiore a otto petali.
Nel vestibolo della chiesa troviamo una piccola Scala Santa, ispirata a quella ufficiale che si trova nel Palazzo Lateranense, a Roma. Anche in questo caso la scala centrale va percorsa rigorosamente in ginocchio, per ottenere un’indulgenza, mentre le due scalinate laterali possono essere salite a piedi, per ammirare la cappella posta sulla sommità, dove si trova una statua della Pietà. Sebbene il Guarini ne progettò la facciata, questa non fu mai costruita. La chiesa, infatti, si presenta ancora oggi senza facciata, in modo da continuare la naturale simmetria della Piazza.
E su Piazza Castello ritorneremo prossimamente con altre curiosità e particolarità.
