Storie, luoghi e personaggi di una città che non c’è più. Il libro è arricchito dalle fotografie di Carla Cerati. Il libro presentato martedì scorso al Museo Bagatti Valsecchi.

Martedì 15 febbraio il Salone d’Onore del Museo Bagatti Valsecchi ha ospitato la presentazione del libro di Alberto SaibeneMILANO FINE NOVECENTO. Storie, luoghi e personaggi di una città che non c’è più”, edizioni Casagrande.
È un racconto ricco e variegato, personale ma anche perfettamente inquadrato nella sua storicità, quello di Alberto Saibene, focalizzato sulla Milano dei tre decenni successivi alla seconda guerra mondiale, un dialogo continuo con i personaggi che l’hanno rappresentata, da Bruno Munari a Rosellina Archinto, da Giovanni Einaudi a Beppe Viola, ma anche un approfondimento appassionato su alcune tematiche che stanno a cuore all’autore, come il cinema girato a Milano e l’emblematico ruolo del Piccolo Teatro.
MILANO FINE NOVECENTO. Storie, luoghi e personaggi di una città che non c’è più” è il racconto-testimonianza di Alberto Saibene di una Milano del dopoguerra a cui tutto il Paese guarda come modello di modernità e innovazione.

Umberto Eco all’inaugurazione della libreria Marco, 1971
foto Carla Cerati

Una storia densa, in cui gli incontri e i ricordi famigliari dell’autore si mescolano alle prime letture “epocali”, ai luoghi cult meneghini, e soprattutto alle vite di registi, editori, scrittori, arcitetti, grafici e designer, imprenditori, discografici, fumettisti, comici e cantanti dell’hepoca.
Donne e uomini che hanno segnato la vita culturale e politica di una città che oggi non c’è più, ma di cui, dopo aver letto questo libro, si saprà riconoscere con maggiore consapevolezza l’eredità e l’influenza sul presente.

Living Theatre, Julian Beck insieme ai principali attori della compagnia Teatro Durini, 1967, Fotografia di Carla Cerati © Courtesy Elena Ceratti

A fare da controcanto alle parole di Alberto Saibene, declinate nella forma di articoli e saggi brevi, un prezioso portfolio con le fotografie di Carla Cerati, insieme protagonista e testimone di quegli anni.
Alberto Saibene (1965), saggista e storico della cultura, lavora tra editoria, cinema e organizzazione culturale. Autore di L’Italia di Adriano Olivetti (Edizioni di Comunità, 2017) e Il paese più bello del mondo. Il FAI e la sfida per un’Italia migliore (UTET, 2019). Regista del film La ragazza Carla (2015), tratto dall’omonimo poema di Elio Pagliarani, e ha scritto, insieme a Egidia Bruno, il monologo teatrale Rosella (2021). Per Casagrande ha curato Che razza di ebreo sono io di Bruno Segre (2016).