Terzo e ultimo appuntamento con l’itinerario alla scoperta dei luoghi di meditazione e d’arte  nel cuore spirituale di Visit Emilia, tra Parma, Piacenza e Reggio.  

Cuore di strutture dall’ingegnosa progettazione e nutrimento per occhi distratti dal paesaggio urbano, i chiostri sono spazi segreti, ma aperti, a chiunque intenda la spiritualità come momento intimo e personale. Ma anche a coloro che vogliono passeggiare con lo sguardo e con i piedi in gioielli architettonici che hanno ospitato nei secoli autentiche maratone dialettiche e meditative. Con Visit Emilia – www.visitemilia.com – la Terra dello Slow Mix, dove ogni viaggio è un’esperienza eclettica e irripetibile, un itinerario tra i più affascinanti chiostri di abbazie, chiese, complessi monastici, borghi del territorio di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

Chiostro grande, Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia
credit Visit Emilia

I Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia cuore pulsante di cultura
C’è la mano inconfondibile di Giulio Romano in quel meraviglioso esempio di complesso monumentale del Rinascimento che sono i  Chiostri di San Pietro, (https://www.chiostrisanpietro.it) nel centro storico di Reggio Emilia, che colpiscono per la complessità progettuale e l’eterogeneità del disegno.  Dei due chiostri, recentemente  restaurati, attorno ai quali si articola la struttura, il più piccolo – forse ideato da Alessio Tramello – è un trionfo di volte a botte e cupolette angolari, bifore, timpani e lesene scanalate.

Chiostro piccolo, Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia
credit Visit Emilia

Le colonnine binate in marmo rosso e bianco del Clemente e le decorazioni murarie del Moresino completano il colpo d’occhio di questa oasi di pace che favorisce un senso di estrema lontananza dall’incombente caos cittadino.  Alla sua raffinatezza da miniatura emiliana, si contrappone armoniosamente l’imponenza scultorea tardo manierista del chiostro grande. La cifra stilistica di Giulio Romano permea un ambiente perimetrato, popolato da colonne ioniche alternate da aperture archivoltate a bugnato, finestre timpanate e nicchie con statue secentesche di santi dell’ordine benedettino. Oggi un percorso poliedrico, uno spazio espositivo, un centro culturale di rilievo internazionale e luogo di partecipazione e confronto, di socialità e innovazione aperta, di eventi; luogo anche di co-work con comode postazioni progettate per fornire spazio e servizi informatici, tecnologici e momenti di pause con uno spazio food e caffetteria.

Chiostri di San Domenico a Reggio Emilia
foto di Riccardo Varini, credit Visit Emilia

I chiostri del convento di San Domenico di Reggio Emilia
Il convento di San Domenico è tra i più antichi luoghi di devozione di Reggio Emilia. Fu costruito tra il 1233 e il 1236 sull’onda dell’entusiasmo suscitato nella popolazione dalla predicazione di Fra Giacomino da Reggio, poi adibito nel tempo a caserma, a deposito stalloni, a istituto per l’incremento ippico dell’esercito. Il complesso svela al suo interno due chiostri, che conservano nel loro aspetto l’aura di una storia originalissima. Sul più grande, edificato nel corso del XVI secolo, si affacciavano le celle dei frati, mentre nel chiostro piccolo, dominato dalla fiancata dell’antica chiesa dominicana, il passato si incontra col contemporaneo della scultura “Less Than” di Robert Morris. Nel passaggio fra il primo e il secondo cortile, due lunette lasciano intuire la presenza di dipinti a fresco seicenteschi raffiguranti “Cristo e una santa Domenicana” e “la Madonna con alcune Domenicane”. L’ala sud dei chiostri è oggi adibita a spazio espositivo, mentre il primo piano è sede dell’Istituto Musicale A. Peri, le cui note rendono ancora più suggestiva l’atmosfera che accoglie chi entra nel chiostro.

Il Chiostro della Ghiara vicino alla magnifica Basilica di Reggio Emilia
Suggestivo nel cuore di Reggio Emilia, il Chiostro della Ghiara, visitabile dall’ ingresso dell’Ostello della Ghiara, in via Guasco, restituito alla città come punto di incontro dove è possibile godere di eventi culturali, spettacoli musicali, mostre, gustare le specialità della cucina tipica emiliana. Fa parte della struttura annessa alla magnifica Basilica della Beata Vergine della Ghiara, (ingresso su Corso Garibaldi) da cui prende il nome, la cui origine è legata alla presenza dei Servi di Maria che si stabilirono in città nel 1313, costruendo il convento e la chiesa dedicata in una zona ghiaiosa, essendo l’antico letto del fiume Crostolo deviato dall’esterno delle mura cittadine. Un nuovo santuario fu inaugurato nel 1619 con una festosa cerimonia di macchine allegoriche, che hanno dato il via alla nascita della festa della Giaréda. Meraviglia per gli occhi per lo spirito gli affreschi e le decorazioni affidati ai più talentuosi pittori dell’epoca come Leonello Spada, Ludovico Caracci, il Guercino. La visita al chiostro e poi alla basilica è come un viaggio in una pinacoteca d’arte emiliana della prima metà del Seicento, con la differenza sostanziale che i dipinti sono ancora visibili nel luogo e nella collocazione per i quali furono pensati, tra cui la “Crocefissione di Cristo con ai piedi la Madonna e i Santi Maria Maddalena, San Giovanni e San Prospero” di Guercino.

Il chiostro della Corte Ospitale di Rubiera (RE) polo culturale e centro teatrale
A pochi km da Reggio Emilia, il Comune di Rubiera (RE) ospita la Corte Ospitale, complesso monumentale del XVI secolo al cui ingresso si può ammirare il chiostro principale, per poi scoprire un secondo chiostro di dimensioni minori. A seguito di un attento restauro, dal 2000 l’Ospitale è polo culturale del territorio e centro teatrale, con sale attrezzate, ma anche una foresteria e spazi espositivi per mostre ed eventi. Si svela all’interno anche una chiesa sconsacrata. Da non perdere anchela stagione teatrale del Teatro Herberia di Rubiera, uno dei teatri storici dell’Emilia. Progettato con caratteristiche tardo-liberty e inaugurato nel 1926 con la rappresentazione dell’opera Bohème di Puccini, fu adattato poi a cinematografo. Dopo un lungo periodo di chiusura è stato restaurato e riaperto nel 1998 con tecnologie all’avanguardia.

Per completare questo viaggio tra la bellezza e la meditazione, da Reggio Emilia passa la Via Matildica del Volto Santo (https://www.viamatildica.it), un cammino che, in uno spettacolare intreccio tra storia, religione e tradizione, congiunge i luoghi più significativi legati alla vita di Matilde di Canossa, immergendosi tra le cime e le meraviglie naturalistiche dell’Appennino Reggiano, costellato di antichi borghi e antichi castelli.
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