L’opera sarà esposta dal 28 aprile al 3 luglio nel foyer del Teatro Giuditta Pasta, nell’ambito del calendario continuativo di mostre Art Foyer promosso da Helianto e ArtigianArte. In occasione dell’inaugurazione pubblica, in programma sabato 30 aprile alle ore 18, è previsto un intervento performativo degli attori dell’associazione culturale Helianto.

Associazione culturale Helianto e associazione ArtigianArte (dell’artista Sabrina Romanò), inaugurano una nuova e importante iniziativa culturale in collaborazione con il Teatro Giuditta Pasta.
Il 15 gennaio ha preso infatti avvio Art Foyer, calendario continuativo di mostre allestite nel foyer del teatro. Una proposta nata con l’intenzione da un lato di valorizzare gli spazi del Giuditta Pasta, vero e proprio punto di riferimento della cultura saronnese, e dell’altro di accogliere e “intrattenere” il pubblico del teatro con brevi ma significative esposizioni che rappresentino piccoli assaggi d’arte e bellezza. Un calendario di mostre che, nelle intenzioni dei promotori, coinvolgeranno artisti di primo piano del territorio. Dopo “Un’anima indocile”, collettiva dedicata ad Alda Merini, si prosegue con la terza proposta di questa stagione.
Il 28 aprile, in occasione dello spettacolo “Gagman Upgrade”, con Lillo e Greg, l’artista Enrico Cazzaniga presenterà un’inedita installazione sensoriale e ludica, ricreando all’ingresso del foyer il classico ed internazionale gioco di strada detto “Campana”. Un sorta di tappeto stradale – “Road Carpet” – di guaina bitumata ardesiata (micro asfalto), materiale utilizzato e amato dall’artista sin dai primissimi esperimenti del 1996. Unico intervento, il disegno con gessetto del gioco della campana. Tutte le persone che passeranno dal foyer, luogo per eccellenza di incontro e di scambio prima e dopo ogni spettacolo, saranno invitate e invogliate a praticare questo fanciullesco gioco di strada, magari riscoprendo quei momenti di spensieratezza legati alla propria infanzia. L’opera calpestabile dialogherà con un’altra installazione “Polaroad Alphabet Street”, un breve poema sul fiume Lambro, scritto da Gian Battista Galli, realizzato con 501 lettere dell’alfabeto ricavate dalle linee di intersezione dei parcheggi e segnaletica stradale orizzontale, fatte a mano con smalto stradale su micro asfalto (guaina bitumata ardesiata).
Dopo questa prima presentazione riservata al pubblico di “Gagman Upgrade”, l’installazione e la proposta artistica di Enrico Cazzaniga saranno inaugurate pubblicamente sabato 30 aprile (ore 18.00). Come di consuetudine, l’evento sarà arricchito da un intervento performativo degli attori di Helianto, che dialogheranno in maniera poetica e creativa con le opere dell’artista.
Enrico Cazzaniga è nato a Mariano Comense (Como) nel 1966. vive e lavora in Brianza e Wiltshire (England).
www.enricocazzaniga.it
“Road Carpet” è a cura di Sabrina Romanò. Le installazioni saranno visitabili nel foyer del teatro dal 28 aprile al 3 luglio 2022 in occasione degli spettacoli in cartellone e negli orari di apertura della biglietteria: mercoledì e sabato dalle ore 9.30 alle ore 12.30; venerdì dalle ore 14.30 alle ore 17.30.
Titolo: Enrico Cazzaniga. Road Carpet Tipologia: installazione sensoriale e ludica site-specific A cura di: Sabrina Romanò Promossa da: Associazione culturale Helianto - Associazione ArtigianArte Sede: Foyer del Teatro Giuditta Pasta, Saronno (VA) Indirizzo: Via I Maggio, snc - 21047 Saronno (VA) Periodo di esposizione: 28 aprile - 3 luglio 2022 Inaugurazione: sabato 30 aprile 2022, ore 18.00 Orari: mercoledì e sabato ore 9.30-12.30; venerdì ore 14.30-17.30; in occasione degli spettacoli in cartellone Ingresso libero Contatti: www.teatrogiudittapasta.it - www.helianto.it - www.facebook.com/AssociazioneHelianto - arte@helianto.it
Note critiche Enrico Cazzaniga, è un artista comasco che ha indagato la città e più approfonditamente la strada, quale luogo di vita, di incontro, di commercio, di passaggio dell’uomo. I suoi lavori hanno dapprima utilizzato il catrame e l’asfalto veri e propri, poi si sono concentrati su altri temi e mezzi, portandolo agli ultimi cicli riguardanti la tematica del “Togliere”. Pure nelle nuove opere si sente comunque l’eco del lavoro costruito servendosi degli asfalti e lo studio della segnaletica stradale, come mezzo di comunicazione diretta a tutti e basata su simboli moderni, figli della società contemporanea. [Estratto da testo critico di Flavio Arensi, 2001]
Sottrarre per aggiungere… non è un gioco da enigmista utopico ma un approccio metodologico che Enrico Cazzaniga utilizza dal 1997, dal momento in cui ha scelto il fustagno nero e la candeggina come elementi elaborativi del suo processo pittorico. Una superficie ostica per la pittura, un liquido che di solito distrugge anziché creare: il cortocircuito parte da qui, da una sottrazione sul nero che produce luminosità variabili nel momento in cui la candeggina e il pennello (s)vestono la densità del nero. Asfaltare per elaborare… anche qui non si tratta di qualche strana pratica urbanistica ma di una seconda chiave elaborativa dell’artista. La materia informe dei pavimenti automobilistici si trasforma in superficie pittorica e codice figurativo. Durissimo, selvaggio oltre l’informe, impregnato di memoria sociale eppure malleabile, pastoso, rivelatore di archeologie del presente: l’asfalto diviene qui disciplina concentrata, riduce le dimensioni spaziali e ribalta il proprio codice funzionale. Enrico Cazzaniga parte dall’intuizione linguistica, da un costrutto formale che modula l’idea e il suo sviluppo tematico. Tecnica e concetto si fondono assieme al servizio del contenuto, raccontandoci mondi che intuiamo e al contempo ci lasciano in sospensione dubbiosa. Vediamo paesaggi e corpi, i due fulcri della visione contemporanea: luoghi e persone che ci sembra di afferrare mentre rifuggono da qualsiasi certezza, presenze che scivolano dentro il nostro sguardo come la candeggina che dipinge memorie mentre dissolve il nero. Elementi del corpo (il fustagno che viene usato per gli abiti, la candeggina che viene utilizzata per le pulizie domestiche) ed elementi urbani (l’asfalto ma anche i birilli stradali con cui Cazzaniga ha realizzato alcune sculture funzionali) ci raccontano la frequenza labile del mondo attraverso i modelli tecnici che l’artista stesso ha ideato. L’opera ci invita al giusto sforzo, richiama sempre altro e dissemina punti d’ipnosi scenica, come se somigliasse a qualcosa che non è mai quella data cosa. Cazzaniga fa slittare i codici per non cadere nel tranello didascalico della figurazione, creando immagini che nascono da una partenogenesi materica, da una crescita dentro l’informe della monocromia inquieta (il nero del fustagno, il grigio dell’asfalto). Il risultato si rivela per chiavi indiziarie; ci fa seguire piste che portano verso scelte private e spazi di condivisione, gioca per similitudini che sovrappongono ricordi e presente. Il quadro evoca l’espressione del tempo interiore, modulando la natura organica del materiale e la sua appartenenza al mondo narrato. [Testo critico di Gianluca Marziani in occasione della mostra “(Ri) Tratti stradali” - Galleria Romberg - Latina 2013]
