L’opera degli anni ’70 è frutto dell’ingegno intuitivo dell’artista. Rude carta di giornale quotidiano accoglie una delicata figura. Maria Marchese, curatrice di mostre e nostra redattrice, analizza il lavoro di Carlo Riva.

Donna con cappello cinese

“Cappello di donna lega l’elefante”.
Questo proverbio racconta una verità, rubata alle trame dell’assurdo: una minuta delizia può, indi, avvincere, in una terra inafferrabile, una colossale forma.
La querelle fisica, incolmabile dal palmo umano, perde la propria voce, laddove il pensiero elargisce la grazia; ciò che, infatti, viene “condannato e bandito”, per consuetudine razionale, diventa sensatezza euritmica, raccontando, allora, che garbo e eleganza seducono e “asserviscono” , grevità e gravità.
DONNA CON CAPPELLO CINESE” nasce, dall’ingegno intuitivo di Carlo Riva, negli anni ’70.
Questo periodo, lo vede avvinto da un tormentoso desìo di esperirsi ed esprimersi; l’autore di Sirone palesa, indi, ogni “appetito” , che stuzzica il suo immaginario, nutrendolo di fulminee e concrete apparizioni. Molteplici suoli divengono plausibili terre, su cui ammannire queste scelte “pietanze”
I numerosi elaborati, vengono, poi, raccolti e conservati, in diversi “epistolari” artistici, destinati all’oggi.

autoritratto Carlo Riva

In “DONNA CON CAPPELLO CINESE”, rude carta di giornale quotidiano accoglie una delicata figura: Carlo Riva polverizza la frugale grana del velo cartaceo, la consuetudine,come annulla il chiacchiericcio, celebrandovi una fanciullina garbatezza.
Dure setole rapiscono il colore, quasi sorprendendolo, mente decisi gesti lo concretano sulla carta. L’autore traduce, attraverso graffiati e sintetici versi, la poesia di una femminea e verde essenza.
Da vicino, invero, la frugalità segnica e gestuale, che lascia, peraltro, intravedere il passato loco natìo, fa percepire, apparentemente, una lacunosa perizia esecutoria… tutto ciò scompare, allorché ci si allontana dall’opera.

opere serie “MOLECOLA”

La distanza regala, infatti, il profilo di un pieno e roseo ovale, incorniciato da un composto raccolto. Il profumo di un’indoma chioma viene, allora, conservato, da Carlo Riva, addentro un morbido e signorile viluppo. L’artista ricama poi, col pennello, ribelli volants, che carezzano e celano il collo.
“Azzurra” l’aria, odorandola di femminile rosa.
Carlo Riva sposa, alfine, al capo della giovane, questo “joyeux chapeau” : un colpo di scena, questo, che apre il sipario su un temperamento artistico poliglotta e lungimirante.
L’opera era presente, con la tela “LE BAGNANTI” , alla collettiva spagnola “FRAMMENTI DELL’IO” , la cui parte organizzativa e curatoriale è stata seguita dallo storico dell’arte Valeriano Venneri e dalla poetessa e curatrice comasca Maria Marchese.
L’evento, terminato il 27 Aprile, è stato inaugurato il 27 Gennaio 2022, nella città di Alicante, in Spagna.

Marchese Houses

Del poliedrico e eclettico artista rimangono oltre 5000 opere, divise tra Carate Brianza (Mi) , Fasano e Ostuni (Br) .
Diverse si trovano presso la residenza di lusso estiva Marchese Houses, il cui perimetro si è aperto, da poco, ad accogliere esperienze letterari e artistiche, col progetto Cult&Culture, ideato dalla curatrice comasca Maria Marchese, in collaborazione con la dimora.
http://www.marchesehouses.com
Cult&Culture – https://youtu.be/963wuHkDjO0