Intervista con la poliedrica vincitrice della sezione over del primo “Festival di Pecetto” che ci confida che vuole sempre mettersi in gioco. Il suo sogno è poter cantare in un musical.

Lucia Boni per la prima volta l’ho ascoltata, quindi conosciuta, alcuni anni fa a Canelli alle finali di un concorso canoro: poi ho avuto modo di frequentarla in altri luoghi e varie situazioni dove ho potuto apprezzare il suo impegno.
Sabato scorso Lucia ha vinto la sezione over del primo “Festival di Pecetto”, in provincia di Alessandria (concorso organizzato dalla premiata ditta Giorgio Mengato, Elisabetta Stango e Giorgio Pagnotta), interpretando il brano “Io e te da soli” portata al successo da Mina, e sbaragliando una nutrita schiera di concorrenti, ottenendo i favori della giuria.
Tra i vari premi e riconoscimenti, Lucia si è aggiudicata anche l’intervista con la nostra rivista e con piacere l’ho sottoposta al fuoco di fila delle mie domande.
Ciao Lucia, ti vuoi presentare ai nostri lettori?
«Mi chiamo Lucia Boni, sono nata a Vercelli quasi 58 anni fa (non proprio di primo pelo), adoro tutto ciò che è arte: teatro, disegno, musica, canto e ballo che ho praticato a livello agonistico, così come il basket e il nuoto. Da questa varietà di interessi si capisce la mia voglia di imparare sempre cose nuove».

Lucia Boni premiata dal Sindaco di Pecetto

Come ti sei avvicinata al mondo della musica?
«Mi sono avvicinata alla musica da bambina, non possedevo impianti o microfoni ma solo un giranastri che poi ha lasciato il posto ad uno stereo che i miei genitori mi regalarono all’età di 12 anni. Cantavo chiusa nella mia cameretta e nessuno in famiglia sapeva di questa mia passione colpa di una grandissima timidezza (chi lo direbbe?). Ascoltavo tutti i generi musicali dal liscio, al pop, al rock, qualsiasi cosa fosse musica anche se già all’età di 6 anni avevo i miei preferiti, Baglioni e Mina che per me è un idolo, cantavo su di loro sognando di esibirmi davanti ad un pubblico, mentre le mie coetanee giocavano con le bambole il mio gioco preferito era cantare».

Che cosa significa la musica per te?
«La musica per me è una valvola di sfogo: quando canto dimentico tutto, sono in un mondo solo mio, che sia triste o felice poco importa, la cosa importante è cantare, che sia su un palco o al karaoke o sotto la doccia, musica in tutte le salse».

Cosa pensi di trasmettere agli altri quando canti?
«Credo che quando ci si emoziona interpretando un brano lo trasmetti a chi hai di fronte, quando vedo le persone che si emozionano mentre canto provo una gioia immensa e penso a quanto potere abbia la musica».

Lucia Boni mentre si esibisce al Festival di Pecetto

Cosa ha significato per te aver vinto al Festival di Pecetto?
«Aver vinto il festival di Pecetto è un’ennesima vittoria, sopratutto con me stessa: Quando affronto una competizione la prima cosa che vorrei fare è cantare bene, poi il risultato viene dopo: ovvio quando vinco sono a maggior ragione contenta come in questo caso dove non ero in forma già da due giorni, ma il cuore che ho messo deve aver fatto centro».

I concorsi canori: organizzatrice, presentatrice, concorrente… emozioni diverse?
«Come ho già detto ho sempre tanta fame di imparare quindi mi butto sempre in cose che magari ho anche cercato di capire da chi le fa da tempo, organizzare il mio  concorso EMOZIONI CON PAROLE E MUSICA è nato dalla voglia di sapere e capire come si sta dall’altra parte, ci sono stati momenti in cui ho pensato “ma chi me lo ha fatto fare” e altri invece dove sono stata soddisfatta del risultato. Presentare mi da la possibilità anche di giocare scherzosamente con i concorrenti: con alcuni di loro ci conosciamo da anni. Ma la cosa che amo di più rimane gareggiare perché ho sempre questo grande bisogno di mettermi in gioco e misurarmi con gli altri, lo so che questo è un mio difetto, ma del resto chi non ne ha?».

Come scegli un brano da interpretare?
«Quando scelgo un brano da interpretare deve colpirmi in primis il testo, lo devo sentire mio: se ascoltandolo passa un brivido sulla mia pelle allora mi dico “ok lo studio”».

Hai un sogno “musicale” nel cassetto?
«So che ho raggiunto un’età dove i sogni rimangono tali, ma so anche che sognare non costa nulla: come da bimba immaginavo di cantare con una grande platea davanti a me oggi sogno di poter cantare in un musical. Dite che è troppo? Io intanto sogno poi sarà quel che sarà come una famosa canzone di Tiziana Rivale».

E per chiudere questa intervista non voglio aggiungere altro se non allacciarmi all’ultima risposta e citare un passaggio del brano “Matto del bar” del mio amico Alberto Bertoli: “Se sogni non farlo a metà e lascia che il sogno cambi la tua realtà”… pertanto Lucia continua a sognare!