Oggi la nostra redattrice Giulia Quaranta Provenzano ci propone l’intervista al Ceo del locale milanese, il quale ha sottolineato come la sua proposta drink e food sia di valorizzare il territorio della città e quello italiano a più ampio raggio. È possibile recarvisi, da lunedì a sabato, in Via Celestino IV al civico n. 11.

Buongiorno Andrea! Vorrei iniziare col chiederti di raccontarci un po’ la storia di Zizania e come, quando, ha avvio la dedizione alla tua attuale professione (qui il collegamento a Instagram del locale). Buongiorno Giulia! Zizania è nato un po’ per caso nell’estate 2021, quando lavoravo in Sardegna, causa “visioni lavorative differenti “ con il proprietario di un locale per il quale collaboravo a Milano. A dispetto delle tensioni e della distanza di vedute, c’era comunque una gran voglia di riscatto e soprattutto un ottimo rapporto – anche nel privato – con Diego Travaglio. Nonostante quanto detto, infatti, volevamo aprire insieme un’attività… consapevoli che sarebbe stata una bella e stimolante avventura. Trovata ad ottobre 2021 la location per tale progetto, abbiamo preso nella nostra squadra il fuoriclasse degli chef e cioè Eros Picco (conosciuto e amato subito, a prima vista, durante una consulenza in occasione di un’apertura di un locale). La mia formazione ebbe inizio venticinque anni fa negli hotel, in giro per il mondo. Mi appassionai poi a trecentosessanta gradi alla professione di bar tender e nello specifico mi perfezionai presso la scuola di formazione Planet One di Bari, dove iniziai altresì il mio percorso come trainer e ivi lavorai per importanti aziende quali Campari. Mi sono specializzato in consulenze, start-up e formazione personale. Ho fatto il formatore per tanti anni finché per i motivi sopracitati, con immensa gioia e soddisfazione, ho deciso di aprire il mio locale milanese”.

Citandoti: “Facciamo drink con cose dentro e riso con cose sopra. (…) Bevete per ricordare”. Qual è il pensiero alla base di ciò e inoltre, per quello che riguarda il vostro menù, in base a quali criteri lo avete stilato? “Alla base di Zizania vi è la volontà di presentare una proposta di assoluta qualità, valorizzando il territorio della nostra penisola (soprattutto dopo gli ultimi terribili anni di pandemia). I nostri sponsor, le nostre collaborazioni e partnership sono tutti con aziende italiane. Sia la miscelazione, sia la proposta cibo contengano prodotti e materie prime d’eccellenza provenienti dall’Italia, serviti in un ambiente informale, giocoso e un poco irriverente dacché non vogliamo prenderci troppo sul serio – benché, ovviamente, sia nostro focus quello di non perdere mai di vista la qualità del servizio e, appunto, dei prodotti. Ecco quindi che sia il menù food, si quello drink si presenta innovativo, divertente e colorato nonché pronto a regalare un “effetto wow” a tutti i nostri clienti e amici”.

La ristorazione, a tuo avviso, di cosa è sinonimo e cosa è necessario non manchi mai per far vivere un’esperienza indimenticabile a coloro i quali vengono al Zizania? “Questa è una domanda che bisognerebbe fare soprattutto a Eros, che ha curato minuziosamente la proposta cibo. Di sicuro l’idea del “sushi all’italiana” è nata per regalare piacere ad ogni boccone grazie a ingredienti di primissima qualità: spigola marinata, tartare di manzo, prosciutto di tonno, pollo affumicato, senza dimenticare le proposte vegane e vegetariane. Il tutto abbinato con maestria da chef stellato”.

Nel tuo cocktail bar vi sono molte opere d’arte visiva… Ebbene cosa rappresenta per te l’Arte e altresì il bere e il mangiare – e quale ritieni esserne il potere, nonché principale pregio e valore? “Quando creo un nuovo drink parto dal mescolare ingredienti e materie prime che diano vita a un’esperienza di degustazione e olfattiva unica, dopo mi dedico alla presentazione (colore, contenitore, guarnizioni) che è altrettanto importante. Come avviene pure con le portate di cibo, per quanto riguarda i drink, la gente beve prima con gli occhi e poi con la bocca. Questo dato di fatto richiede una cura maniacale per il dettaglio, visto soprattutto che ci troviamo nell’era dell’“Instagrammabile” nella quale ogni cosa che si serve può finire in un attimo su ogni sorta di piattaforma più o meno seguita. Motivo, codesto, per cui persino il locale è pieno d’arte e particolari realizzati da artisti italiani emergenti e no… l’attenzione alle minuzie è fondamentale in qualsiasi campo, è quel qualcosa in più che fa la differenza e che serve per essere ricordati”.

Sull’Instagram di @zizania.milano, numerose sono le foto con la scritta GUARDO I PORNO. Il nome del locale di cui sei il fondatore richiama il termine “zizzania” (con tre -z), dunque ti chiedo se è in ottica provocatoria o meno – verso quelli che sono ancora, per alcuni, dei tabù – che hai appeso il quadro con la citata scritta e pure tutti gli altri. Cosa, secondo la tua sensibilità, crea “discordia” e cosa, eventualmente, trovi che sia veramente “scandaloso”? “Il poster GUARDO I PORNO è stato messo non per fare polemica, né per provocazione… siamo nel 2022, chi non li guarda i porno!?… è, piuttosto, stato appeso solamente per provocare una reazione così da permettere lo scatto di una foto un po’ diversa dalle solite che si fanno in giro per locali. Si suol dire che l’importante è che se ne parli, giusto? Ebbene, e se ne parli senza alcuno scandalo visto che l’unico scandalo è che – ad oggi – non sia lecito e non si possa ancora amare liberamente chi si desidera e nemmeno si possa esprimere un qual certo amore… ne consegue che neppure talune unioni (e il sesso) sia palesabile in un modo equo, paritario e libero”. 

A proposito proprio di social, qual è il tuo pensiero al riguardo e con quale finalità ti ci approcci e li utilizzi (qui il collegamento a Instagram personale)? “Sono personalmente poco social, ma molto “sociale” e socievole… e sono, non di meno, pienamente cosciente e consapevole dell’importanza degli strumenti digitali, delle piattaforme internet, e della tecnologia specialmente per quanto concerne le attività. Alla luce di questa evidenza, con il mio socio abbiamo creato un locale che rispecchiasse i nostri gusti e stili ma che, al contempo, fosse bello da fotografare e da postare su Instagram per i nostri ospiti”.

Quale supponi sia la peculiarità del tuo locale, a distinguervi e caratterizzarvi? “Simpatia, professionalità, qualità, ospitalità, innovazione, unicità del format e unicità degli arredi in ogni loro dettaglio”.

Portare avanti un’attività ricettiva cosa significa, dal tuo punto di vista, e farlo in una cornice stimolante culturalmente e artisticamente come quella milanese – data l’eterogeneità delle sue frequentazioni e degli eventi che vi hanno luogo? “Portare avanti un’attività ricettiva in una città come Milano è uno stimolo quotidiano, significa “confrontarsi” con il meglio – in circolazione – che si può trovare sul territorio italiano… essendo, Milano, precorritrice di ogni novità. Inoltre è la capitale della moda e del design. Qui persino l’avventore medio, oltre a provenire dalle più diverse parti del globo, è abituato al nuovo e a proposte inedite. È una soddisfazione quando si riesce a stupire e a soddisfare un cliente pretenzioso e preparato”.

Quando osservi, ascolti, leggi, assapori e gusti una creazione cosa ti impressiona positivamente e più apprezzi? C’è qualche tuo collega al quale guardi con stima e con il quale ti piacerebbe collaborare? “So di un sacco di colleghi in gamba e ne conosco personalmente tantissimi molto bravi ed è, pertanto, questo uno dei motivi che mi spinge a mostrarmi e mantenermi sempre al top sia in innovazione che nella forma e nel contenuto della proposta… benché, senza dubbio, ognuno di noi abbia uno stile specifico…  c’è chi è più moderno e innovativo e chi, invece, è più vintage. Io provo immancabilmente a essere un mix di entrambi i detti mondi, ma rimanendo comunque sempre autentico e portando avanti la mia idea di miscelazione e di ospitalità”.

Infine vuoi anticiparci quali sono i tuoi prossimi progetti e, magari, rivelarci qualche chicca in anteprima? “I progetti non mancano, ciò è tipico di chi non si accontenta mai… Il proposito è quello di dare un “fratellino” o una “sorellina” a Zizania. Chi vivrà vedrà, sono solo quattro mesi che abbiamo aperto e per ora il focus è far diventare il primogenito [Zizania] un locale riconosciuto e apprezzato da più persone possibile”.