Oggi la nostra redattrice Giulia Quaranta Provenzano ci propone l’intervista a una giovane cantante. L’anche attrice, con l’occasione, si è un po’ raccontata sia musicalmente, che per quanto riguarda la sua visione di cosa sia l’artisticità…

Buongiorno Irida! Vorrei iniziare col domandarti quando, come e soprattutto da quale motore interiore ha avuto origine il tuo impegno e la tua dedizione in campo musicale e quale attrice. “Buongiorno Giulia! Ho iniziato a suonare il pianoforte a orecchio e a cantare, a scrivere, a produrre fin dalla tenera età… ero soltanto una ragazzina che frequentava la scuola secondaria di primo grado, la prima media. Ho sempre sentito il bisogno di fare tutto questo… Capii, già all’epoca, che la musica mi appartiene ed è anche grazie a lei se oggi sono una giovane donna determinata, forte e tenace. Cantare, per me, non è solamente una passione ma è un bisogno personale. Con la voce mi sfogo ed esprimo quello che provo”.
Da piccola chi immaginavi di diventare “da grande” e che bambina sei stata? Ci racconti con quale speranza sei arrivata a dedicarti alla musica e se in ciò ipotizzi che centri il “destino” (cos’è il destino?), o se sei dell’idea che l’essere umano sia il solo artefice della propria sorte? “Da piccola mi facevo chiamare Irida Star, perché ho sempre saputo quale sarebbe stata la mia strada… tra l’altro, mi ispiravo ad Hannah Montana, cercavo di imitarne la grinta sopra il palco e da allora ho scoperto le mie doti artistiche. Alle maestre della scuola elementare chiedevo di cantare alle recite e non solo, infatti domandavo loro il permesso di farlo anche durante la ricreazione. Ad oggi sono orgogliosa di me. Ho idea che la vita abbia in serbo per ciascuno di noi una meta che, però, è raggiungibile soltanto con costanza e impegno – seppure si è destinati a diventare qualcuno, l’esistenza insegna che non tutto è dovuto e bisogna guadagnarsi ogni singolo traguardo”.

Cosa rappresenta per te l’Arte, la musica e la recitazione in particolare e quale ritieni esserne il potere nonché principale pregio e valore? Secondo la tua sensibilità, per ciò che ti concerne, ritieni che l’Arte abbia più a che fare con l’intimistico “auto centrico”/autobiografico o maggiormente con il sociale-politico in senso ampio? “Il mondo dello spettacolo mi ha sempre affascinato. Credo che la musica e la recitazione siano importanti. Secondo me, un artista deve essere completo ossia deve essere pronto a tutto e a cogliere le novità così da farne bagaglio… è quindi fondamentale che abbia dimestichezza, appunto, con la recitazione e con la musica.Personalmente mi rivedo in entrambe le dette arti, benché ritenga di avere un più forte legame con la musica in quanto ho un ottimo senso del ritmo e molta fantasia. A mio avviso, l’arte deve raccontare l’artista innanzitutto… però sono d’accordo anche con chi la usa per trattare tematiche sociali essendo, essa, un grande mezzo di comunicazione di massa”.

Quando osservi/leggi/ascolti un creativo, una persona di spettacolo, cosa ti impressiona positivamente e cosa più ti entusiasma tanto da fartelo ritenere un vero e valente professionista quale che sia l’ambito di attinenza? Musicalmente c’è qualcuno al quale guardi con stima e con cui ti piacerebbe lavorare? “Quando guardo e ascolto un artista, ne intuisco la professionalità dal modo in cui si atteggia sul palco e con le persone. Blanco, ad esempio, ha un’identità artistica molto forte. È diretto ed esprime immancabilmente tutto quello che vuole con una facilità incredibile. Mi piacerebbe moltissimo collaborare con lui”.
A proposito di talent e social (qui il link instagram) , qual è il tuo pensiero al riguardo e con quale finalità ti ci approcci e li utilizzi? “Attraverso i social cerco di far arrivare la mia artisticità alla gente… visto che, oggi, sono una vetrina notevole. I talenti invece, secondo me, sono un buon mezzo per accorciare i tempi e saltare alcune tappe – anche se, a volte, non sono molto incentrati sull’artisticità dei concorrenti ma sul solo audience”.

I ricordi, la pianificazione e la progettualità, la sperimentazione e l’osare quanto sono fondamentali nel tuo vivere e in che misura veicolano o meno il tuo quotidiano a livello artistico? “I ricordi, la pianificazione e i progetti sono stati e sono essenziali per creare le basi del mio percorso. Poi, tramite l’istinto, probabilmente riuscirò ad aprirmi pure altre inedite strade rispetto a quelle attuali”.
A proposito del tuo primo singolo “Nemico Mio” [https://youtu.be/R8oX75__0pc], puoi rivelarci la sua genesi e da quale “spinta” interiore, motivazionale e progettuale specifica è nato? “Mi sono sempre prefissa di scrivere “Nemico mio” nel periodo movimentato della mia adolescenza, periodo durante il quale si attraversano fasi di profonda paranoia e insicurezza. Ho voluto, di conseguenza, mettere su carta questi momenti”.
È stato sottolineato «Nihil inimicius quam sibi ipse», che letteralmente significa «Nulla ci è più nemico di noi stessi». Ci spieghi, concretamente, tu cosa cerchi di combattere di te stessa ossia da quali tuoi aspetti negativi provi a non farti sopraffare? “Spesso mi capita di sentirmi ostacolata da me stessa… in particolare tento di combattere le mie paranoie, le mie incertezze, le mie paure in maniera tale da non farmi opprimere dall’io negativo”.

Benché io non voglia indurti ad alcuna categorizzazione riduttiva e ingabbiante, dal tuo punto di vista cos’è l’Amore per se stessi, per gli altri, per situazioni, luoghi, attività etc.? “Amare se stessi è importantissimo. Talvolta non è facile accettarsi per quelli che si è e, di conseguenza, è difficile amare gli altri e certe situazioni, persino talune attività. Ad esempio, mi è capitato di odiare tanto me stessa sino al punto di perdere la concentrazione e sviare dal mio percorso artistico… non di meno è vero che senza amore non si intraprende alcun cammino con coraggio e serenità – ed è questo il motivo per cui, ogni giorno, mi impegno a essere meno paranoica e ad amare ciò che faccio e chi sono a prescindere da tutto quello che mi accade intorno”.
Infine puoi anticiparci quali sono i tuoi prossimi progetti e, magari, rivelarci qualche chicca in anteprima? “Sto attendendo la conferma a un contest musicale televisivo ma, siccome sono scaramantica, preferisco non dire di quale si tratta… ecco, sono tornata paranoica! Nell’attesa, comunque, ho in progetto alcune pubblicazioni. In archivio ho ben ventisette brani che, tuttavia, non sono ancora del tutto pronti perché manca il tocco di un vero professionista. Il mio obiettivo rimarrà sicuramente sempre quello di fare musica di genere Pop”.
