Edito da 5 Continents Editions accompagna la mostra in corso fino al 23 ottobre 2022 al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria dedicata agli ‘Eroi venuti dal mare’, nell’ambito delle celebrazioni per il loro rinvenimento.

Un prezioso volume – il quarto della collana “Tesori Nascosti” di 5 Continents Editions – che raccoglie le fotografie di Luigi Spina dedicate ai Bronzi di Riace e accompagna la mostra in corso fino al 23 ottobre 2022 al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria dedica agli ‘Eroi venuti dal mare’, nell’ambito delle celebrazioni per il loro rinvenimento, avvenuto cinquant’anni fa, il 16 agosto 1972.

Attraverso le immagini di Luigi Spina e i testi di Carmelo Malacrino e Riccardo di Cesare, con una prefazione del Ministro Dario Franceschini, il volume offre una approfondita indagine visiva e critica di una delle scoperte più celebri e affascinanti dell’archeologia dell’ultimo secolo e del suo significato nella cultura contemporanea.
Noto per le sue ricerche fotografiche focalizzate sull’antichità, dalla statuaria classica all’archeologia, Luigi Spina ha dato vita a una narrazione inedita dei Bronzi di Riace, tra le pochissime statue originali in bronzo sopravvissute dall’antichità ad oggi e divenute nel tempo un simbolo della nostra eredità culturale.
Attraverso la comparazione diretta delle due sculture – convenzionalmente denominate A e B – Luigi Spina mette in luce l’eccezionale finitura dei corpi bronzei esaltandone le forme statuarie, la gestualità e la ricchezza di dettagli, superando la bidimensionalità delle immagini fotografiche.
L’epidermide bronzea, diversa per ciascun soggetto – spiega Luigi Spina –, prende forma, densità e lucentezza, e il chiaroscurale dei corpi si tinge dello spettro multiforme del bronzo che, al variare della luce, mostra superfici corporee che dialogano con l’occhio dell’osservatore”.
Accanto alle fotografie, i testi conducono il lettore attraverso l’analisi dei celebri capolavori del V secolo a.C. dal punto di vista della storia e dell’arte antica.
Nel suo testo Carmelo Malacrino, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, ripercorre le circostanze della loro fortuita scoperta – a opera di Stefano Mariottini nel 1972 sul fondale marino nei pressi di Riace – descrivendo poi gli interventi di restauro che si sono succeduti nel corso degli anni, le indagini condotte per ipotizzare la loro realizzazione, la storia espositiva, l’impatto sul pubblico a livello internazionale, le tecniche conservative adottate presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
Riccardo Di Cesare, docente di Archeologia Classica e del Mediterraneo all’Università di Foggia, offre invece una rilettura delle due statue contestualizzandole nell’ambito dell’arte greca del V secolo a.C., del suo interesse per la figura umana e delle questioni stilistiche e iconografiche ad essa relative, riflettendo sulle pratiche e i saperi delle botteghe statuarie classiche, e, infine, cercando di rispondere ad alcuni quesiti rimasti ancora irrisolti.
Il volume accompagna la mostra ‘I Bronzi di Riace’ in corso fino al 23 ottobre al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, un percorso di immagini curato dal direttore Carmelo Malacrino e da Luigi Spina che presenta sedici fotografie di grande formato (90 x 134 cm) nello spazio della suggestiva scalinata piacentiniana del MArRC, proponendo un dialogo visivo fra le due sculture.
La mostra e il libro fotografico “Bronzi di Riace” sono parte di Bronzi50 1972-2022, l’evento celebrativo promosso dalla Regione Calabria in collaborazione con il Segretariato Regionale per la Calabria del Ministero della Cultura, il Comune di Reggio Calabria, la Città Metropolitana di Reggio Calabria ed il Comune di Riace, della Direzione Regionale Musei Calabria, del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, dell’Università della Calabria e di Unioncamere Calabria e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria.
Il volume fa parte della collana ‘Tesori Nascosti’ avviata nel 2018 da 5 Continents Editions con la volontà di offrire uno sguardo contemporaneo su alcuni capolavori dell’arte antica e moderna. Un approccio molto vicino alla ricerca fotografica di Luigi Spina che ha dato vita nel tempo a una consolidata collaborazione tra la casa editrice e il fotografo, i cui scatti illustrano anche i primi tre titoli della collana: ‘Tazza Farnese’ (2018), ‘Mosaico di Alessandro’ (2020), ‘San Domenico di Niccolò dell’Arca’ (2020).
La pubblicazione ‘Bronzi di Riace’, che vanta un’edizione italiana, una inglese e una francese, sarà acquistabile in tutte le librerie italiane e sul sito dell’editore.
Luigi Spina, fotografo. La sua ricerca visiva prende avvio con serie fotografiche incentrate sugli anfiteatri e il senso civico del sacro, i legami tra arte e fede, la ricerca di antiche identità culturali, il confronto fisico con la scultura classica. Con 5 Continents Editions ha pubblicato The Buchner Boxes (2014), Hemba (2017) e Diario Mitico (2017). Con la stessa casa editrice ha inaugurato la serie ‘Tesori Nascosti’ che vanta i seguenti titoli: Tazza Farnese, Mosaico di Alessandro, San Domenico di Niccolò dell’Arca.
Carmelo Malacrino è direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria dal 2015. È stato ricercatore e docente universitario presso l’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria, e assegnista di ricerca all’Università IUAV di Venezia. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche, missioni di studio ed è stato curatore di diversi progetti espositivi.
Riccardo Di Cesare insegna Archeologia Classica e del Mediterraneo all’Università di Foggia. È stato allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene e della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino.