In libreria da lunedì 5 settembre 2022 il romanzo biografico uscito per Gabriele Capelli Editore. Le vicende che hanno portato il protagonista dalla montagne ticinesi a fine Ottocento alla fama internazionale.

Roberto Donetta è oggi un fotografo di fama internazionale, le cui opere sono conservate presso l’omonimo Archivio di Corzoneso, in Svizzera, ed esposte in diversi paesi: ha però vissuto nella miseria, contadino di montagna in Ticino, nella Valle di Blenio, dove nacque nel 1865 e morì esattamente 90 anni fa, nel settembre 1932.
Esce nelle librerie lunedì 5 settembre Senza scarpe di Mario Casella, romanzo biografico che ne racconta la vita e il lavoro, di fotografo ma anche e soprattutto di contadino ed emigrante in Italia e Inghilterra: una toccante e raffinata narrazione che ricostruisce la straordinaria e dura esistenza di Donetta, detto “Robertón”, soprattutto grazie ad un approfondito lavoro di ricerca sugli scritti che ha lasciato, fortunosamente ritrovati dopo decenni di abbandono. Due almanacchi carichi di appunti e decine di lettere scambiate con i famigliari, di cui diversi stralci vengono riportati da Mario Casella nel romanzo, compongono insieme alle incredibili fotografie scattate da Donetta l’affresco di una vita fatta di un continuo conflitto tra amore per la terra e la tradizione e afflati creativi e inquieti, alla costante ricerca di ispirazioni, innovazioni, fughe dalla povertà.
“Senza scarpe”, come documenta l’intensa immagine della copertina del volume, è una testimonianza sensibile e unica della vita nelle valli ticinesi a cavallo tra ‘800 e ‘900, e un appassionante racconto del talento, dei tormenti e delle complicate relazioni affettive dell’allora contadino e ora fotografo di fama internazionale Roberto Donetta.
Spiega l’autore Mario Casella: «La qualità e la potenza visiva degli scatti di Robertón hanno sempre assorbito completamente l’attenzione degli storici e del pubblico ma la ricchezza degli scritti che ha lasciato, di sensibilità rara per un uomo costretto a vivere di lavoro nei boschi e di mille espedienti, completano un quadro che non poteva restare sconosciuto. Nella sua complessità, fatta di grande talento ma anche di un carattere difficile che lo portò all’abbandono da parte dei suoi famigliari, la storia di Donetta è un patrimonio assolutamente prezioso».
Il libro, di cui è già stata annunciata la pubblicazione di una traduzione in tedesco, viene presentato in anteprima sabato 3 settembre a Lugano, ore 16,30, presso la Casa della letteratura per la Svizzera italiana, con l’autore e Michele Fazioli.
Una narrazione coinvolgente che incrocia la voce del figlio Saulle con la ricostruzione della vita di Roberto Donetta, padre irrequieto e sempre indebitato, contadino della Valle di Blenio, venditore ambulante di sementi, cameriere e poi fotografo. Roberto Donetta (1865-1932) diventò noto solo una quarantina d’anni fa, grazie al ritrovamento di oltre cinquemila lastre fotografiche da lui realizzate sull’arco di un trentennio. Il recupero di quel tesoro iconografico ha fatto passare in secondo piano un’altra incredibile scoperta: quasi trecento pagine manoscritte in cui l’estroverso bleniese aveva annotato le sue riflessioni e ricopiato gli scritti letterari e scientifici che più lo avevano colpito. Con questi registri personali sono emerse anche decine di lettere e parte della corrispondenza con i suoi sei figli. Dagli scritti del testardo e semicolto Robertón emerge la coscienza della sua diversità nel contesto rurale della valle in cui viveva. Fu la caparbietà del montanaro a tenerlo in vita anche nelle peggiori avversità. Lì tra le sue montagne, come scrisse in una delle ultime lettere a Saulle, l’unica risorsa in cui si può e si deve credere è la terra (La terra c’è sempre). Solo quella può garantire da mangiare ogni giorno. Con il passare del tempo però l’egocentrismo e la frustrazione per l’incapacità di strappare dalla miseria la famiglia provocarono la dolorosa rottura con la moglie Linda e con i figli. Saulle fu l’unico che riuscì a stargli vicino per ancora un po’ di anni.
Mario Casella (1959), dopo un lungo periodo di lavoro per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI), ha scelto di privilegiare l’attività indipendente di guida alpina, scrittore e realizzatore di documentari. Al centro delle sue produzioni la montagna, intesa non solo come terreno d’avventura ma come pianeta ricco di storie umane da scoprire e raccontare. Alcuni dei suoi volumi hanno ricevuto importanti riconoscimenti e sono stati tradotti in tedesco e francese. Tra questi Nero-Bianco-Nero. Un viaggio tra le montagne e la storia del Caucaso (Gabriele Capelli Editore 2015 - Premio ITAS Trento 2013), Il peso delle ombre (Gabriele Capelli Editore 2016 - Secondo premio Leggimontagna 2018 e Menzione Premio Mazzotti 2018) e Oltre Dracula. Un cammino invernale nei Carpazi (Ediciclo 2019 - Premio Cortina 2019). I dettagli della sua attività sono presentati sul sito www.crealpina.ch
Senza Scarpe di Mario Casella romanzo GCE Gabriele Capelli Editore 184 pagine euro 18,00 ISBN: 978-88-31285-37-7

