Eccoci con lo speciale dedicato alle mostre. Oggi si “parla” di mostre a Firenze (Palazzo Strozzi Sacrati), Roma (Museo di Roma – Palazzo Braschi) e Parma (Piazzale Picelli).
“CODICE RUSTICI”
da venerdì 16 settembre 2022
Sala delle Esposizioni – Palazzo Strozzi Sacrati
Piazza Duomo
Firenze

Un punto di riferimento essenziale per gli studi sulla Firenze del Rinascimento. Un documento prezioso, anzi unico. Parliamo del “Codice Rustici”, manoscritto redatto e illustrato nella prima metà del Quattrocento dall’orafo Marco di Bartolomeo Rustici, che raccontando il suo viaggio a Gerusalemme per visitare il Santo Sepolcro ne restituisce un resoconto dettagliato. Da oggi, venerdì 16 settembre, il “Codice Rustici”, concesso dalla Biblioteca del Seminario Arcivescovile Maggiore di Firenze, potrà essere visibile nella Sala delle Esposizioni di Palazzo Strozzi Sacrati in Piazza Duomo a Firenze, sede della presidenza della Regione Toscana. Una mostra ideata e voluta dal presidente della Regione un anno fa e curata da Elena Gurrieri e Cristina Acidini, che, attraverso un percorso ad hoc, portano ad ammirare il manoscritto originale e offrono una grande occasione per far conoscere al pubblico quest’opera che rappresenta uno dei manoscritti più preziosi al mondo. Rustici descrive i percorsi, le rotte, le cose viste e le esperienze fatte in Terrasanta. Un’andata e ritorno da e per Firenze che celebra questa città, luogo che il manoscritto ci fa conoscere anche attraverso le splendide illustrazioni che riproducono ciò che Firenze era in quella speciale stagione che vide la fioritura culturale e architettonica della città dei mercanti-banchieri e degli umanisti, dei grandi teologi e dei grandi artisti.
La mostra nel dettaglio - ll “Codice Rustici” è articolato in tre sezioni o libri. Il primo libro comprende 169 capitoli: qui sono rappresentati i numerosi edifici soprattutto religiosi, ma anche civili presenti nella Firenze della prima metà del Quattrocento. Il secondo libro comprende 63 capitoli in cui compare la parte del viaggio che appartiene alla Cristianità: da Firenze a Porto Pisano a Genova, attraversando la penisola italiana e costeggiando poi la Grecia, si giunge sino all’Egeo e a Cipro. Il terzo libro contiene 73 capitoli in cui si tratta delle principali tappe del viaggio: da Famagosta, ultima città dei Cristiani, il percorso per mare procede verso l’Africa fino all’Egitto. Dal Cairo quindi, comincia l’itinerario per via di terra verso il Monte Sinai e il Monastero di Santa Caterina fino a raggiungere Gerusalemme, da dove il viaggio prosegue attraverso la Samaria e la Galilea fino a Beiruth e Damasco. L’opera si conclude con l’elogio di Firenze, così da riprendere il tema iniziale. Nel suo Codice, Marco Rustici accompagnò il testo con illustrazioni a penna e a colori nei margini delle pagine. La mostra dedicata a Marco Rustici e al suo magnifico manoscritto valorizza anni di lavoro tecnico-scientifico e di studio dedicati ad un’opera straordinaria della storia fiorentina e toscana. Il Codice Rustici, che oggi vanta un’edizione critica a fianco della insostituibile riproduzione in fac-simile, è un’eccezionale summa dell’arte del XV secolo toscana: realizzato da un maestro orafo che mette a valore la sua perizia tecnica, il manoscritto è anche un trattato per immagini di architettura fiorentina scritto con il fine di illustrare i luoghi toccati dal pellegrino che partito dalla sua Firenze – in quel momento capitale assoluta di nuova progettazione architettonica rinascimentale che affianca nel tessuto urbano le preziose emergenze medioevali – raggiunge la Terra Santa e Santo Sepolcro a Gerusalemme. E si scopre che Firenze a metà Quattrocento era costellata non solo da edifici religiosi e civili, tutti siti storici di grande importanza, ma anche da molti Ospedali e Strutture dell’Accoglienza: era già insomma quel ‘forziere’ di istituzioni dell’accoglienza che ancor oggi riconosciamo vive: la Misericordia e il Bigallo, in antico l’Orbatello, San Jacopo in campo Corbolini e i Buonuomini di San Martino, per ricordarne solo alcuni. Per non parlare poi degli Ospedali, quindi dei luoghi deputati alla cura della salute, spesso situati accanto alle Chiese: Santa Maria Nuova e Sant’Egidio ne sono il più nitido esempio. Ciò significa che il senso della Civiltà dell’Umanesimo è rimasto centrale, un primato imprescindibile perché sempre profondamente radicato, nella storia della nostra Toscana.
Quando visitare la mostra - Dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 16.30; il sabato dalle 10 alle 12.30, solo su prenotazione, inviando una email a mostresacratistrozzi@regione.toscana.it o telefonando dalle 9 alle 13 al numero 0554385616
“QUOTIDIANA”
Programma espositivo sull’arte italiana contemporanea
dal 16 settembre 2022 al 3 settembre 2023
Museo di Roma – Palazzo Braschi
Roma

La Quadriennale di Roma, istituzione nazionale dedicata alla promozione dell’arte contemporanea italiana e Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali promuovono il programma di mostre e incontri QUOTIDIANA, mettendo in atto un’azione congiunta di diffusione e sostegno dell’arte italiana del XXI secolo. A partire dal 16 settembre 2022, nelle due sale al piano terra del Museo di Roma sarà allestita una serie di mostre dedicate alla scoperta di fenomeni e autori dell’arte italiana del XXI secolo: non un insieme di mostre differenti, ma un programma di approfondimenti che si muove in maniera organica con il lavoro di narrazione della scena contemporanea portato avanti da Quadriennale attraverso i diversi strumenti critici ed editoriali già messi in campo, come la rivista “Quaderni d’arte italiana”, nuovo trimestrale d’arte contemporanea edito da Treccani e il progetto “Network interuniversitario”. Il Museo di Roma, che si trova all’interno di un palazzo storico situato nel cuore rinascimentale della città – luogo strategico per gli itinerari turistici e crocevia di un pubblico eterogeneo –, appare la sede ideale per ospitare un programma di attività dedicate all’arte contemporanea italiana, concepito nell’ottica di favorire il dialogo e la contaminazione fra le pratiche artistiche più recenti e le diverse epoche del passato. Il titolo della rassegna, QUOTIDIANA, esalta il carattere continuativo delle mostre che si alternano con un andamento serrato e vuole essere un invito a ‘rivedersi’ frequentemente, per aggiungere ogni volta un tassello di conoscenza della scena artistica più attuale del nostro Paese. QUOTIDIANA richiama anche l’intento dei promotori di invogliare il pubblico a far entrare l’esperienza del contemporaneo italiano nelle proprie abitudini e nel proprio stile di vita. QUOTIDIANA si struttura in due cicli espositivi, PAESAGGIO e PORTFOLIO.
PAESAGGIO intende creare approfondimenti critici sulla ricerca degli artisti italiani: ciascuna mostra parte dalla scrittura di un saggio commissionato a curatori italiani e stranieri (in egual numero) e disponibile alla lettura del pubblico, con l’obiettivo di indagare fenomeni artistici del nuovo secolo o ricerche di specifici autori. Sarà esposto, per ogni mostra, un numero limitato di opere, da una a tre, in modo da poter dare la massima attenzione agli elementi costitutivi dei singoli lavori. Il ciclo espositivo PAESAGGIO si articolerà in sei mostre, ciascuna con cadenza bimestrale, allestite nella sala più grande al piano terra di Palazzo Braschi (Sala 2). La prima mostra, in programma dal 16 settembre al 13 novembre 2022, sarà dedicata a Francis Offman (nato in Ruanda nel 1987) e sarà introdotta da un saggio di Hans Ulrich Obrist (direttore della Serpentine Gallery di Londra e tra i più importanti curatori internazionali).
PORTFOLIO è un’introduzione ad artisti italiani under 35, scelti dalla Direzione artistica della Quadriennale in collaborazione con la curatrice in residenza presso l’Istituzione, Gaia Bobò. Gli artisti sono presentati attraverso una sola opera (o progetto) e un portfolio sul proprio lavoro. L’obiettivo è quello di registrare l’emersione di nuovi autori della scena nazionale, dando loro l’opportunità di mostrare il proprio lavoro in un ambito istituzionale, presentandolo attraverso un inquadramento ragionato di immagini che possano servire da contestualizzazione della propria ricerca. Il ciclo espositivo PORTFOLIO si articolerà in undici mostre, ciascuna con cadenza mensile, allestite nella sala più piccola al piano terreno di Palazzo Braschi (Sala 1). La prima mostra, in programma dal 16 settembre al 9 ottobre 2022, sarà dedicata ad Alessio Barchitta (Barcellona Pozzo di Gotto, 1991), e offrirà una panoramica su una ricerca che, servendosi di materiali di scarto dal passato fortemente connotato, attiva connessioni tra diverse latitudini e identità culturali; seguirà, dal 13 ottobre al 13 novembre, Daniele di Girolamo (Pescara, 1995), autore di installazioni che diventano sistemi di interazione materica in cui il suono si pone come elemento trasformativo dell’ambiente circostante. Nell’atrio d’ingresso che connette le due sale sarà allestito uno spazio di lettura dove saranno messi a disposizione del pubblico i testi critici sviluppati dai curatori delle due rassegne. In parallelo all’attività espositiva, nella Sala Tenerani si svolgeranno incontri sull’arte italiana del XXI secolo, dedicati agli Amici della Quadriennale e coordinati da Ludovico Pratesi, e una serie di conferenze e dibattiti aperti al pubblico.
QUOTIDIANA rientra nel Programma dei 95 anni della Quadriennale, per il quale la Quadriennale di Roma ha ricevuto un contributo da parte della Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Luogo: Museo di Roma - Palazzo Braschi – Sale al piano terra
Roma, piazza San Pantaleo, 10 - piazza Navona, 2
Orario: dal martedì alla domenica, ore 10.00 - 19.00 | 24 e 31 dicembre 10.00 - 14.00
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Giorni di chiusura: lunedì, 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre
INGRESSO GRATUITO
www.museodiroma.it | www.museiincomuneroma.it
www.quadriennalediroma.org
“SULLA PUNTA DELLA LINGUA”
video installazione
18 settembre – 15 ottobre 2022
Piazzale Picelli – Parma

All’invito del Teatro Regio di Parma a vivere lo spazio pubblico della città, OHT risponde con una nuova ricerca dedicata ad alcune parole e la loro etimologia: è “Sulla punta della lingua” una video installazione che costringe il pubblico a guardare dove non vuole, l’inizio di una piccola antologia sui fantasmi razzisti nascosti nelle nostre parole e a cui non prestiamo abbastanza attenzione. Se la parola ambaradan in italiano significa una “situazione confusa, caotica, una baraonda” è perché la sua origine fa riferimento al massiccio montuoso etiope dell’Amba Aradan dove, nel 1936, l’esercito italiano compì un atroce crimine di guerra utilizzando armi chimiche. La parola zombie invece ha una origine congolese – nzumbe: spirito, feticcio - utilizzata per identificare i lavoratori delle piantagioni caraibiche. La lingua di Menelik, il fischietto carnevalesco in cui una lunga lingua di carta si srotola soffiandoci dentro, si chiama così per sbeffeggiare l’imperatore etiope Menelik II accusato dai coloni italiani di essere un bugiardo. Con una prima tappa dedicata alla parola ambaradan, questo nuovo progetto di OHT esplora l’invisibile forma di razzismo ancora presente nella nostra bocca, sulle nostre labbra. Se l’etimologia tradizionale riconduce il senso ultimo della nostra lingua quasi esclusivamente al greco o al latino, Sulla punta della lingua fa emergere invece i fantasmi di un linguaggio creolizzato: parole ibride, dall’etimologia incerta, che nascondono un’origine mostruosa di cui spesso siamo inconsapevoli. Installato all’interno di un container in Piazza Picelli a Parma, Sulla punta della lingua è un’opera immersiva composta da riprese realizzate in Etiopia, in collaborazione con la regista Meaza Worku, montate successivamente da Anouk Chambaz, con la regia di Filippo Andreatta e suono di Davide Tomat.
Sulla Punta della Lingua
Piazza Picelli, Parma
18 settembre – 15 ottobre 2022
Orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 18 - sabato e domenica dalle ore 10
video di Office for a Human Theatre
regia e idea Filippo Andreatta
suono Davide Tomat
montaggio Anouk Chambaz
testi e ricerca Veronica Franchi
riprese in Etiopia
regia video Meaza Worku
fotografia Matiwos Nigussie
attrice Zeniba Hialu
suono Amelework Mezemir
coordinatore Zekariyas Kassu
location manager Biniam Getachew
assistente di camera Lemma Tewabe
produzione Office for a Human Theatre, Fondazione Teatro regio di Parma
nell’ambito della rassegna Verdi OFF 2022
