Oggi la nostra redattrice Giulia Quaranta Provenzano ci propone la sua chiacchierata con la fotografa. L’anche videomaker è convinta che il suo sia uno di quei mestieri in cui c’è poco da leggere e tanto da guardare, ma ha rilasciato comunque un’intervista per il nostro magazine…

Buongiorno Giulia! Vorrei chiederti subito come, quando e da quale motore interiore ha avuto origine il tuo viaggio nelle arti visive e se hai compiuto un percorso di studi al riguardo oppure sei un’autodidatta [https://www.giulialucarini.it/]. “Ciao Giulia! Il viaggio intrapreso, che mi ha completamente travolta e portato verso la fotografia, è iniziato in modo del tutto casuale. Scattai delle foto per aiutare un’amica, la quale aveva necessità di inviarle a un’agenzia… Ecco dunque che quello che doveva essere un semplice favore, si rivelò invece la scoperta di una profonda passione. Sebbene non abbia frequentato alcuna vera e propria scuola, ho fatto pratica autonomamente. Quando il mio turno di lavoro terminava, mi dedicavo senza riserve ad essa. Iniziai quindi a svolgere numerosi workshop specifici riguardanti sia appunto la fotografia in fase di scatto, sia la post-produzione”.

Da piccola chi immaginavi di diventare “da grande” e che bambina sei stata? “Oggi svelo un grande segreto e cioè che il mio sogno era diventare una cantante. Purtroppo però, crescendo, mi resi conto che avrei potuto solo fare la campana. Al contrario di quest’ultima tuttavia non “suonavo” soltanto a una determinata ora, io facevo rumore tutto il giorno. Da questo si può immaginare che tipo di bambina fossi”.
Se dovessi assegnare un titolo alle fasi più significative della tua esistenza finora, quale colore e quale canzone assoceresti a ciascun periodo? “La mia vita potrebbe essere suddivisa in tre capitoli. Se a essi dovessi affiancarci un colore direi prima il giallo, poi viene il nero e infine il rosso. Per quanto riguarda i titoli delle canzoni, sono troppo personali…”.
Cosa rappresenta per te l’Arte, la Fotografia in particolare e quale ritieni esserne il potere nonché principale pregio e valore? “L’arte per me è movimento, colore, vita – vita perché non muore mai. Il presente è sempre così tanto frenetico per tutti noi… ma l’enorme potere della fotografia è invece proprio quello di immortalare l’attimo, un istante che perdurerà senza fine e senza più mutare”.

Quando ascolti/leggi/guardi un creativo e le sue opere cosa ti impressiona positivamente e cosa ti entusiasma maggiormente? Vi è qualcuno con il quale vorresti collaborare e per quale motivo nello specifico? “Questa è una domanda alla quale trovo complicato rispondere in modo sintetico, ma ci provo ugualmente. Abbiamo tutti esistenze molto diverse fra noi, ognuno con le proprie esperienze e avventure. Eppure spesso, guardando un’opera o leggendo un libro, mi rendo conto di quante similitudini ci siano tra me e l’autore. A chi non capita mai di ascoltare una canzone e pensare che sembra che sia stata scritta per sé?! Ecco, questo mi ha sempre affascinata. Siamo ossia differenti, eppure affini. Per quanto riguarda un professionista con cui vorrei collaborare, senza dubbio, dico Mario Testino”.
Qual è il primissimo scatto che ricordi di aver realizzato e quale – se vi è – quello che, ad oggi, ti è più caro affettivamente? “Il primo scatto al quale ho pensato leggendo questa domanda è quello destinato al magazine “L’Officiel”, forse dacché è la rivista a cui ambiscono tutti coloro che svolgono il mio stesso lavoro”.

Tu sei una videomaker e una fotografa di moda mondiale: per quale motivo hai scelto di specializzarti e dedicarti proprio a questo settore? C’è stato un lavoro commissionatoti che ti ha fortemente appagato e, qualora la tua risposta sia positiva, perché? “In realtà è avvenuto tutto molto spontaneamente. Mi sono dedicata a ciò che davvero mi piaceva e amo, con dedizione e determinazione… e questo mi ha indirizzata poi verso quello che credo sia il settore più adatto a me. Sono tanti i lavori che mi hanno soddisfatta, uno tra questi è per Valentino”.
Tu hai lavorato – specie nella pubblicità e magazine quali L’Officiel, Salysé, Elegant, Moevir, Harper’s Bazaar Brasil, Cosmopolitan Italia, Vanity Fair Italia, Men’s Health Italia, Desnudo Italia – per Valentino, Salvatore Ferragamo, Damiani, Trussardi, Timberland, Campomaggi, Halapage, MAX&Co., H&M, Adidas, Guglielmo Poggi, Pilar Fogliati, Desirée Popper, Francesca Valtorta, Federico Cesari, Fotinì Peluso, Matilda De Angelis, Mario de la Rosa, Emma Valenti, Ema Stockholma, Licia Nunez, Alessio Vassallo, Ilaria Loriga, Cristiano Caccamo, Fernando Cozzolino, Giacomo Giorgio, Valentina Vignali e molti alti ancora. Ebbene, quali supponi siano le peculiarità che ti hanno fatto e ti continuano a far apprezzare da tutti loro e a te, invece, cosa più entusiasma di ciascuno di questi artisti e aziende? “Sono del parere che sia l’umiltà, l’ambizione e la mia disponibilità che mi hanno fatto apprezzare dagli artisti e dalle aziende per le quali ho lavorato”.

I ricordi, la sperimentazione e l’osare, l’organizzare e il pianificare quanto sono fondamentali nel tuo vivere, per la tua professione, per il tuo estro? Inoltre sei più istintiva o razionale/concettuale nel tuo fotografare al punto d’essere, in quest’ultimo caso, uno studiosa certosina? “Penso che per tutti noi l’esperienza, l’osare e il pianificare siano fondamentali per il raggiungimento di un obiettivo. Io sono senza alcun dubbio una persona che si lascia trascinare dalle proprie emozioni, mi piace viverle a pieno e pertanto, talvolta, sono anche molto istintiva. La mia razionalità però entra in campo proprio quando lavoro, essendo estremamente precisa e quasi maniacale. Quando inizio a scattare mi dedico al 100% a quello che sto facendo”.
Relativamente al mondo tecnologico e ai social network, quanto è fondamentale oggigiorno la velocità di reazione e addirittura d’anticipo delle tendenze ed esigenze di mercato? Com’è fattibile, qualora tu ritenga che ciò sia possibile, coniugare arte e business senza snaturare se stessi per aderire a logiche di mercato che inficino appunto l’autenticità della persona? “Viviamo, ormai, in un’epoca in cui la velocità è tutto e sicuramente i social network ricoprono una notevole fetta del mio lavoro. Grazie a essi difatti è possibile analizzare e anticipare, con uno studio approfondito, le tendenze del momento. Purtroppo, quando si tratta di lavori commissionati da aziende molto importanti, ci sono delle linee guida da seguire e la difficoltà risiede nel riuscire a far emergere la propria arte pur rispettando i molteplici limiti imposti dalle aziende stesse. Per quanto mi concerne, col tempo ho imparato a tramutare questi limiti in punti di forza dai quali partire”.
Sempre a proposito di social, con quale finalità li utilizzi [clicca qui per accedere al profilo Instagram] e come ti pare abbiano impattato nel presente? “Di certo io, per tutto quello che faccio, potrei usarli meglio. I social media forniscono la possibilità a tutti – veramente a tutti! – di farsi conoscere… ovviamente sempre se utilizzati nella maniera corretta”.

Quale ruolo ti pare giochi e quale dovrebbe avere l’immagine visiva, l’estetica, nell’arte e nel veicolare significati (ad esempio, nei videoclip musicali)? “Più che l’estetica stessa, quello che conta è il complesso. Di sicuro è essenziale avere un team che curi ogni minimo dettaglio. Un po’ come accade nella musica, se nell’orchestra i vari componenti non sono tutti allineati e armonici tra loro il risultato non sarà ottimale”.
Infine, prima di salutarci, vuoi rivelarci quali sono i tuoi prossimi progetti e magari anche qualche chicca in anteprima? “Non posso spoilerare alcunché. Sto lavorando da anni a un progetto molto importante e magari a breve si scoprirà di cosa si tratta”.
