Fino al 12 febbraio 2023 la mostra a cura di Michele Di Monte facente parte di un progetto che coinvolge Palazzo delle Esposizioni e MAXXI e che intreccia discipline, media, opere originali e documenti di archivio.

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano fino al 12 febbraio 2023 a Palazzo Barberini a Roma la mostra “Pier Paolo Pasolini. TUTTO È SANTO – Il corpo veggente”, a cura di Michele Di Monte,realizzata all’interno del progetto espositivo “Pier Paolo Pasolini. TUTTO È SANTO” coordinato e condiviso dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica con l’Azienda Speciale Palaexpo di Roma e il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975).
La scelta del titolo, Pier Paolo Pasolini. TUTTO È SANTO, si ispira alla frase pronunciata dal saggio Chirone nel film Medea (1969), che evoca la misteriosa sacralità del mondo del sottoproletariato, arcaico e religioso, in netto conflitto con gli eroi di un mondo razionale, laico, borghese.

Concepito e curato collettivamente da Michele Di Monte, Giulia Ferracci, Giuseppe Garrera, Flaminia Gennari Santori, Hou Hanru, Cesare Pietroiusti, Bartolomeo Pietromarchi, Clara Tosi Pamphili, il progetto espositivo intreccia discipline, media, opere originali e documenti di archivio secondo tre direttrici autonome, specifiche per ogni sede, ma concepite per potersi integrare allo scopo di sollecitare riflessioni inedite sulla produzione pasoliniana, sull’influenza culturale che ha esercitato e ancora esercita sullo sguardo di chi la osserva dal XXI secolo.
La mostra delle Gallerie Nazionali di Arte Antica esplora il ruolo determinante della tradizione artistica nel cinema e nell’immaginario visivo pasoliniani, dai Primitivi al Barocco, dall’arcaismo ieratico dei pittori giotteschi al realismo sovversivo di Caravaggio, e il tema del sacro, che, come ricorda il titolo dell’intera rassegna, rappresenta il motivo di fondo di questo percorso.

Percorso che si sviluppa come una sorta di “montaggio” visuale, tra dipinti, sculture, fotografie e libri (per un totale di circa 140 pezzi) e che illustra il potere di sopravvivenza delle immagini: trasfigurate dall’obiettivo poetico di Pasolini che ne esalta la carica espressiva ed emotiva, e testimoni del mistero sacro e insieme mondano del nostro rapporto con la realtà e con la storia.
La mostra è suddivisa in sei sezioni, intitolate alle figure del corpo, altro tema trasversale del progetto espositivo che accomuna i tre musei coinvolti.
Qui il concetto chiave è proprio quello di “figura”, che Pasolini ritrovava negli scritti del filologo Erich Auerbach, intesa come una prefigurazione del presente nel passato e un ritorno del passato nel presente.
In quest’ottica la mostra intende mettere a fuoco non solo il modo in cui lo scrittore e regista ha deliberatamente attinto a una certa tradizione figurativa, ma anche le forme in cui alcune immagini riemergono nella sua opera, in forza della loro carica espressiva e della loro valenza arcaica, a dispetto della distanza dei contesti storico-culturali.

La sopravvivenza di un millenario immaginario collettivo può costituire essa stessa una metafora della travagliata ricerca pasoliniana di una primitività ancora incorrotta, pervasa da un senso di sacralità pre-culturale e pre-istituzionale.
La mostra è accompagnata da un catalogo, a cura di Michele Di Monte, con testi di Roberto Chiesi, Andrea Cortellessa, Michele Di Monte e Philippe-Alain Michaud. I tre volumi che accompagnano le mostre nelle sedi di Palazzo delle Esposizioni, Palazzo Barberini e MAXXI sono stati realizzati da 5 Continents Editions, e saranno presenti in tutte le librerie italiane e internazionali oltre che nei bookshop museali.
Roma, Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13 – www.barberinicorsini.org
Pier Paolo Pasolini. TUTTO È SANTO
Le mostre delle altre sedi
Il corpo poetico. (Palazzo delle Esposizioni, fino al 26 febbraio 2023)
La mostra di Palazzo delle Esposizioni parte dall’idea che mai un poeta, uno scrittore, un regista, un intellettuale, è stato così corpo e incarnazione della parola, come Pier Paolo Pasolini. In questa mostra Pasolini è visto in una dimensione radicale di autore, sempre vissuta con la totalità di un corpo che attraversa il mondo e sperimenta la dimensione della fisicità come pienezza, splendore e tragedia, in un amore estremo per la vita e per la realtà e in una opposizione irriducibile e profetica alla sottomissione dei corpi e dei volti, prima ancora che delle menti, alle convenzioni e alle normalizzazioni omologanti, volte ad annullare le caratteristiche dei singoli e le diverse, sorprendenti, incontrollate forme dell’eros.
Il corpo politico. (MAXXI, 16 novembre 2022 – 12 marzo 2023)
Al MAXXI la chiave di lettura dell’opera pasoliniana è restituita attraverso le voci di artisti contemporanei, le cui opere evocano l’impegno politico dell’autore e l’analisi dei contenuti sociali ispirati dalle sue opere. L’esposizione è concepita come un macrotesto che include un dialogo serrato tra le opere degli artisti e gli oltre 200 documenti - tra foto e i testi - legati all’ultima fase della carriera di Pasolini, in particolare il 1975. Negli anni Settanta, Pasolini concentra la sua scrittura sulla denuncia verso gli organi del potere, avvenuta pubblicamente dalle prime pagine del «Corriere della Sera». Per questo al centro dell’esposizione è posto il corpo politico, ovverosia un insieme di dichiarazioni che riflettono sul sistema di anarchia del potere contemporaneo, sul sesso come metafora del consumo e della mercificazione dei corpi. La genuinità del volgo che perde la sua sacralità, gli effetti del consumo mediatico sul grande pubblico, i nuovi poteri letti come forze disgreganti del presente, la voce dell’artista come atto di protesta sono i temi che articolano la mostra.
