Intervista con l’artista che il 18 novembre è uscito con “Rifugio”, quarto album di inediti composto da nove brani. Il filo conduttore che lega trasversalmente tutti i brani dell’album è la ricerca di un percorso di interiorità che possa condurre agli altri, al mondo.

Dal 18 novembre è disponibile in tutti i negozi di dischi in versione cd e vinile e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Rifugio”, il quarto album di inediti di Darman composto da nove brani scritti e arrangiati dal cantautore calabrese (ad accezione del testo di “Come la mente sempre più assisa”, di Umberto Alcaro).
Darman sorprende ancora una volta con un disco acustico, che si discosta dalle tre precedenti produzioni alternative rock. Con “Rifugio” siamo in una dimensione più minimale negli arrangiamenti, in cui è preservata l’anima intima dei brani, impreziosita da scelte stilistiche di finezza e dolcezza.

Il filo conduttore che lega trasversalmente tutti i brani dell’album è la ricerca di un percorso di interiorità che possa condurre agli altri, al mondo. Il vero “Rifugio” è inteso come un senso di apertura e non di chiusura. Nella copertina, infatti, trova spazio un “ossimoro visivo”, è come se il titolo fosse apparentemente contrapposto alla figura iconica del guscio d’uovo. Infatti, molto spesso, il rifugio è interpretato come un luogo nel quale chiudersi ed estraniarsi da ciò che ci circonda; nel significato di Darman, invece, il concetto è stravolto: qui si è davanti a un’apertura totale verso la scoperta del mondo, della vita vissuta a 360°, della conoscenza di sé stessi e, di riflesso, degli altri.
Ciao, benvenuto sulle pagine di Ottiche Parallele Magazine! Quando nasce il tuo amore per la musica?
Ciao e grazie a voi. Il mio amore per la musica nasce con la mia vita, il 24 agosto 1984.
Cosa rappresenta per te la musica in generale e il tuo fare musica in particolare?
Per me la musica è una delle massime espressioni di bellezza della natura, della quale l’essere umano con tutte le sue contraddizioni è parte integrante. Musica vuol dire avere la possibilità di comunicare il proprio mondo interiore e regalarlo agli altri: è principalmente questo il motore che anima la mia ispirazione artistica, il fine è regalare uno strumento di conoscimento personale e universale a chi mi ascolta.

Quali musicisti hanno ispirato il tuo stile e la tua musica?
Dovrei star qui a stilare un elenco infinito, facciamo che ne citerò qualcuno in ordine sparso: Neil Young, Battiato, i Marlene Kuntz, i RHCP, i Pink Floyd, i Placebo, gli SmashingPumpkins, i BRMC, eccetera eccetera eccetera…
Da poco è uscito il tuo nuovo album. Di cosa parla e cosa vuole trasmettere?
Rifugio è il luogo immaginario dove poter incontrare sé stessi, in una proiezione di conoscimento personale e del mondo che ci circonda, degli altri; è un cofanetto di ricordi, è un viaggio tra le quattro stagioni dell’esistenza, in un vortice perpetuo.

C’è un filo conduttore che lega i brani dell’album?
Certo, tutto quello che ho appena detto e molto altro che mi piacerebbe fossero gli ascoltatori a cogliere e accogliere.
Quali saranno i tuoi prossimi progetti?
Sto lavorando su due tour, uno italiano e uno europeo. Quello italiano sarà un progetto a cui tengo molto e alternativo. Però non mi sbottono fino all’ufficialità della cosa. Ora mi godo questa gioia.
Si ringrazia per l’intervista la disponibilità di Darman e la collaborazione della Red&Blue Music Relations e Clarissa D’Avena.
A questo link l’articolo di presentazione del suo singolo
https://otticheparallelemagazine.com/2022/11/17/rifugio-e-il-nuovo-album-di-darman-la-ricerca-di-un-percorso-di-interiorita/
