Nuovo appuntamento con la segnalazione di alcune ultime novità discografiche – singoli, EP, album – di un tour e di un video: buona lettura.
le segnalazioni di oggi UFO BLU - “NN MI PARLARE NN MI STRESSARE” NIGRA - “PALAYORK” UNY - “MEOW” IL TOUR - AL BANO - "È LA MIA VITA" IL VIDEO - ESCAPE TO THE ROOF - “STILL RAINING”

UFO BLU
“NN MI PARLARE NN MI STRESSARE”
“Nn mi parlare nn mi stressare” è il nuovo singolo degli UFO BLU, uscito il 16 dicembre per Futura Dischi. La giovane band future pop bergamasca racconta un altro pezzo di sé facendosi portavoce di avventure del quotidiano e paranoie della sua generazione. “Nn mi parlare nn mi stressare” è una richiesta di sostegno. A volte si è troppo orgogliosi per chiedere aiuto, ma farebbe bene. È una canzone scritta per mettere le cose in chiaro e ripartire, forse partire e basta, senza guardarsi indietro, verso nuove direzioni. In sound sempre più identitario della band, immerso tra synth eterei e chitarre che sembrano risuonare nello spazio, “Nn mi parlare nn mi stressare” regala certezze a un progetto in rampa di lancio, pronto a tornare sui palchi per trascinare il pubblico nel suo universo. Gli UFO BLU nascono a Bergamo da Yuri, Lorenzo, Marco e Sebastiano. Dopo un primo periodo di sperimentazione e scrittura a porte chiuse, gli UFO BLU capiscono di dover collocare al centro le parole, avvolgendole con atmosfere che nascono da una ricerca personale e borderless. Suonano nei locali della propria città e, a seguito della pubblicazione dei primi brani, nel 2020 rilasciano l’EP “Occhiaie x Sogni”, quattro canzoni di malinconica gioventù. A giugno del 2021 esce il primo singolo “Salvia” con Futura Dischi, che con le sue sonorità dilatate e future pop finisce direttamente in copertina di Anima R&B di Spotify. Seguono altri singoli che anticipano il loro secondo EP dal titolo “Okok, se solo fosse notte”, un viaggio personale e intimo tra i pensieri che affiorano a notte fonda. Dopo il tour invernale-estivo 2022 e la partecipazione da finalisti al BMA Musica d’Autore di Bologna, gli UFO BLU tornano con nuove canzoni, tra cui gli ultimi singoli Spirali e NN mi parlare nn mi stressare.

NIGRA
“PALAYORK”
Il giovane artista pugliese Nigra pubblica il suo nuovo singolo: “Palayork”. Musica leggera con significati importanti – “Palayork” appare come un singolo modaiolo dalle sonorità Drill e un party mood riconoscibile, ripete come un mantra la frase “è sempre festa”, ma scrutando più a fondo, si possono cogliere aspetti e significati che vanno ben oltre la spensieratezza. “Palayork” attacca l’ignoranza generale di piccole città come Palagiano, non risparmiando critiche sull’inquinamento, proponendo uno specchio critico sull’intera provincia di Taranto e sul modo in cui la si vive oggi. Questo singolo ha avuto il supporto della recente realtà “Pink Racket”, nata da Nigra stesso in collaborazione con Francesco RF Rubino. Il Sound, prodotto in gran parte da Luca Massafra aka Anatema, si distingue per personalità e attualità. Il videoclip, tra numerosi easter egg della cultura pop, racconta preoccupazioni, gioie e dolori di un ragazzo lavoratore, che alla sera fa festa con la sua gente. Realizzato da Marco Ritelli con la collaborazione di Antonio Coppola, il video termina con una dedica per una persona scomparsa prematuramente e molto cara all’artista. Niccolò Gravina, classe 96, in arte Nigra nasce a Taranto e comincia a fare musica all’età di 10 anni. Dopo “Per Forza”, il suo primo singolo, nel 2019 fonda la sua prima label indipendente:la Rockabilly Circus. Il suo AKA Rockabilly Baby nasce con l’idea di unire la musica club con un attitudine più rock, ed è proprio da questo che deriva il nome della sua etichetta, la ricerca musicale che Nigra intraprese era proprio rendere dei suoni derivanti da generi come il punk e l’emo più affini ad un ambiente come il club(nel senso più americano del termine) ispirandosi a figure come quella di “Elvis Presley” e cercando di riproporre ,con suoni e atmosfere più moderne, l’impatto di quel tipo di musica. Dal 2019 al 2020 pubblica svariati progetti come “666”, “Tu & Io EP”, “Ok Ciao” e tanti altri.

UNY
“MEOW”
Fuori su tutti i digital stores “Meow”, il nuovo singolo del poliedrico artista romano Manuel Spadea, in arte Uny. Uny è un artista poliedrico e la sua musica è contaminata da vari generi musicali. Il suo obiettivo è quello di diventare non un semplice cantante, ma un performer, portando tutte le sue conoscenze artistiche nei suoi lavori. Il 16 dicembre 2022 segna il ritorno ufficiale sulle scene di Uny con il brano Meow: un vero concentrato di sfumature che vi trascineranno in mondo tutto nuovo e di cui non ne potrete fare più a meno. L’artista dichiara: «Meow parla di una storia d’amore che mi ha segnato per tanto tempo, tutte le canzoni che ho scritto fino ad ora sono tutte ispirate a questa “relazione” che definirei più un’ossessione. Nel brano ci sono vari riferimenti ai gatti, alcuni più comuni e altri più complicati legati alla connessione tra i gatti e il mondo esoterico. La canzone, quindi, racconta la mia storia come se a viverla fosse un gatto». Manuel Spadea, in arte Uny è nato a Roma il 16 agosto del 2001. Inizia il suo percorso come performer studiando musical, sviluppando abilità non solo nel canto, ma anche nel ballo e la recitazione. I primi passi li muove come attore, recitando in alcuni spettacoli teatrali, girando un cortometraggio come protagonista che gli è valso il premio “Honorable Mention” al Best Actor Award. Nel 2019 approda sul nuovo social TIKTOK dove conquista una discreta fama ed un seguito di circa 500,00 followers che lo porteranno a partecipare a svariati eventi in giro per l’Italia. Nel 2021 dopo alti e bassi decide di prendersi una pausa dai social per impegnarsi totalmente nel suo progetto musicale dedicandosi alla scrittura delle sue canzoni.

IL TOUR
AL BANO
“È LA MIA VITA”
18 febbraio – Alessandria, Teatro Alessandrino
3 marzo – Catania, Teatro Metropolitan
28 marzo – Torino, Teatro Colosseo
31 marzo – Milano, Teatro Dal Verme
4 aprile – Roma, Teatro Olimpico
12 aprile – Genova, Politeama Genovese
15 aprile – Aprilia (LT), Teatro Europa
09 maggio – Bologna, Teatro Celebrazioni
(calendario in continuo aggiornamento) per poi toccare tutte le regioni d’Italia.
Dopo il debutto, sabato 17 dicembre al Teatro Comunale di Sassari, dal 18 febbraio 2023 le prossime date del nuovo tour teatrale di AL BANO, “È LA MIA VITA. Uno spettacolo che racchiude i successi di una lunga carriera“. Al Bano, eccezionale performer, talento versatile che ha collezionato riconoscimenti in tutto il mondo con 26 dischi d’oro, 8 di platino e tante hit
approda a teatro con lo spettacolo “È la mia vita”. Lo show, prodotto da DM Produzioni e distribuito in collaborazione con Ventidieci, ripercorre la lunga carriera dell’artista attraverso i suoi successi a partire da Nel sole – con un milione e trecentomila copie vendute – a Sharazan, Felicità, Nostalgia canaglia, È la mia vita sino a quelli più recenti. Al Bano spazia dal pop alla romanza, dall’atmosfera festosa a quella più intima, accompagnato da Alterisio Paoletti al pianoforte e tastiere, Adriano Pratesi alla chitarra, Giulio Boniello al basso, Maurizio Dei Lazzaretti alla batteria, Tiziana Giannelli al violino e dalle coriste Alessandra Puglisi e Luana Heredia. Una produzione importante che attraversa i palcoscenici d’Italia per unire con la musica. Info e Prevendite su TICKETONE

IL VIDEO
ESCAPE TO THE ROOF
“STILL RAINING”
È uscito il videoclip di “Still Raining”, secondo singolo estratto dall’album omonimo Escape to the Roof, in uscita il 23 gennaio 2023. Prodotto da SaganaS, questo nuovo video punta tutto sull’emozione, accompagnato da rievocazioni e citazioni che appartengono all’immaginario collettivo, attraversate in un viaggio a ritroso che ci lascia addosso la sensazione di assistere a un ciclico loop delle nostre vite delle quali siamo sia interpreti che spettatori. La realizzazione creativa è a cura di Maria Cangemi che racconta questa storia attraverso quadri in movimento, una sequenza di diapositive che, animate dalla musica, prendono vita. Musicalmente, “Still Raining”, è il brano delle citazioni riverenti, un omaggio devoto e celebrativo ai rock gods degli anni ’70 che molto hanno influenzato la ricerca stilistica di Escape to the Roof: “qui il prog si fa più pronunciato – racconta la band -, ma è sempre un ingrediente dosato, come il sale (q.b.), ed è sempre al servizio dell’architettura compositiva, della metrica e della melodia. È un brano autobiografico, molto intimo, è ill resoconto del viaggio della vita fin qui percorso, al punto in cui per valutare quanta strada e come la si è percorsa, c’è bisogno di spegnere tutti i versi del mondo. Un silenzio profondo, in cui pure il ciarlare del quotidiano è rumore che necessita di essere tagliato perché distorce, imbroglia i pensieri. Abbandonarsi al mantra, quasi per autoipnosi, proiettando all’esterno ogni peso dell’esistenza, alla ricerca di una condizione introspettiva che si trova quando si raggiunge il centro, nel punto che è il più grave, il più profondo possibile, che sta alla base di ogni cosa, affinché sia possibile ascoltare sommessamente il battito più recondito, il pulsare della terra stessa. In equilibrio precario, che anche un battito di ciglia di troppo può rovinare”. La band ha scelto l’anonimato, nomi di fantasia, e non vuole rendere pubblica la biografia, le identità e le foto dei componenti, ciò che oggi invece sembra essere imprescindibile per l’industria musicale. Lo scopo ultimo è fare in modo che chiunque ascolti i singoli o il disco, si concentri il più possibile sulla scrittura, sul messaggio, sulla composizione, sui testi, sulle emozioni, sui temi di questo progetto discografico, in particolare sulle sonorità degli anni d’oro del rock, come atto di una vera “insurrezione”, per riscoprirne il valore profondo: “La storia ci ha insegnato – racconta G.C. Wells, leader della band – che dissociare la biografia dell’autore dall’atto artistico non altera la possibilità di fruire, in tutta la sua potenzialità, il messaggio che da esso deriva, anzi credo sia l’unica cosa rimasta da fare come atto di nuova insurrezione rispetto a quello che ci circonda, così da aiutare l’ascoltatore a individualizzare meglio e a interpretare il messaggio per quello che è oggettivamente”. In questa scelta, che nasce dall’urgenza interiore di fare un passo indietro e recuperare determinati valori che ormai sono dimenticati, la finzione ha un ruolo determinante come fonte di conoscenza. L’intreccio fantasioso delle biografie dei componenti della band (G.C.Wells, vocals, guitars; Jann Ritzkopf VI, guitars, soundscapes; Zikiki Jim; bass; Canemorto drums), che verranno raccontante man mano nel corso dei prossimi capitoli, fa parte del gioco: “non siamo in preda agli spasmi romantici della nostra arte, e non abbiamo perso l’abitudine o il gusto del divertimento, anzi. Le storie di contorno fanno parte del gesto artistico in tutto e per tutto. È opinione abbastanza condivisa che le opere letterarie, e quindi, la finzione possa essere molto importante, se non addirittura fondamentale quale fonte di conoscenza”.



