Intervista con il giovane artista effettuata in occasione dell’uscita del suo nuovo lavoro discografico “JazzyBeeches”. Con lui abbiamo parlato del suo disco e di musica in generale.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesco Faggi in occasione dell’uscita del suo nuovo lavoro discografico “JazzyBeeches”, un ep di cover Jazz/RnB, rivisitate e riarrangiate da Francesco Faggi per trio: le performance vedono Francesco alla voce e al pianoforte, Gianbattista Di Genio alla batteria e Matteo Tiozzo al basso elettrico.
Ciao Francesco, benvenuto sulle pagine di Ottiche Parallele Magazine! Quando nasce il tuo amore per la musica?
Il mio amore per la musica è nato quando ero bambino, i miei genitori mi portavano a lezione di pianoforte da una loro amica musicista. Una sera, in tv, ho visto un concerto di Michael Jackson e ne sono rimasto ammaliato, così ho deciso che da grande avrei voluto fare musica. Il pianoforte l’ho sempre portato avanti fino alla laurea al conservatorio in Pianoforte Jazz. Parallelamente studiavo canto e altre discipline come la recitazione e la danza, grazie alle quali ho vissuto nel tempo esperienze meravigliose nel mondo del teatro/musical, in Italia e all’estero. Ma scrivere canzoni e fare il producer è la cosa che più mi fa battere il cuore. Ho iniziato a scrivere canzoni alle medie, all’inizio scrivevo soltanto in inglese. In più a 16 anni è capitato che alcune persone mi facessero l’arrangiamento di un brano, che però non mi era piaciuto per niente e non mi diedero la possibilità di modificarlo, allora mi sono detto: “basta studierò per fare da solo gli arrangiamenti”. Ed eccoci qua.
Cosa rappresenta per te la musica in generale e il tuo fare musica in particolare?
La musica è il mio amore più grande, la mia fede. Fare musica è sempre stata un’esigenza per farmi auto terapia e credo sia il miglior modo con cui posso portare del bene agli altri, dando voce a sentimenti e sensazioni che sono miei come di molte altre persone che quindi possono sentirsi rappresentate.
Quali musicisti hanno ispirato il tuo stile e la tua musica?
I cantanti che ascoltavo da piccolo hanno influenzato molto il mio modo di scrivere e comporre, in particolare Michael Jackson, i Queen e Michael Bublé (quest’ultimo per la mia vena jazz). Il mio stile nelle mie canzoni è vestito fondamentalmente di un sound Pop/RnB. Nel panorama italiano, sicuramente Daniele Silvestri e Brunori Sas sono dei punti di riferimento importanti per la scrittura, nel panorama odierno dei pianisti / cantanti jazz invece, Jamie Cullum è un artista che apprezzo particolarmente.

Da poco è uscito il tuo nuovo ep nel settore jazz, come mai questa scelta?
“JazzyBeeches” è un mio EP di cover Jazz/RnB, rivisitate e riarrangiate da me per trio. Le performance vedono me al pianoforte e voce e i miei compagni Matteo Tiozzo al basso elettrico e Gianbattista Di Genio alla batteria. Si chiama “JazzyBeeches” perché “beeches” in inglese significa “faggi” come il mio cognome. Premetto che io sono principalmente un cantautore e producer Pop/RnB, a fine 2022 ho pubblicato il mio primo EP di canzoni mie che si intitola “Molto di più”. In tutto questo, nel frattempo, nel mio percorso di formazione artistica mi sono laureato in Pianoforte Jazz al Conservatorio di Cesena. Avevo scelto di studiare questo genere con il fine di ampliare le mie conoscenze teorico musicali per poi applicarle nelle mie canzoni, allo stesso tempo sono diventato molto fan della musica jazz, che mi ha insegnato davvero molte cose su come essere me stesso, sia nell’arte che nella vita. Di conseguenza mi piaceva l’idea di pubblicare un Ep che fosse un tributo personale al jazz, come segno di gratitudine per quello che mi ha trasmesso in questi anni.
C’è un filo conduttore che lega i brani dell’album?
L’EP comprende 5 brani che fanno parte del repertorio di tre celebri “pianisti cantanti”, i quali hanno dato un contributo inestimabile alla musica jazz. “Hallelujah, I love her so” e “Georgia on my mind” di Ray Charles, “L-O-V-E” e “Smile” di Nat King Cole, “Ain’tMisbehavin’” di Fats Waller. In particolare “L-O-V-E” è rivisitata in unione con “Giant Steps”, pietra miliare del sassofonista John Coltrane. L’EP si conclude tornando alle radici italiane, con “Resta…resta cu’mme”, una delle canzoni più famose di Pino Daniele, in una versione pianoforte e voce.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti?
Al momento sto scrivendo nuove canzoni, sia mie che di mia sorella Elena Faggi con la quale collaboro abitualmente. Onestamente non ho idea se la musica jazz, in quanto a pubblicazioni, rimarrà per me solo una parentesi di questo momento o se magari pubblicherò altre cose in futuro di questo genere, non me lo sono ancora chiesto. Per il resto seguirò il “flow” della vita e stiamo a vedere cosa succede.
Ringraziamo Francesco Faggi per la disponibilità e Valentina Seneci della Red&Blue Music Relations per la collaborazione.
