Abbiamo intervistato per i lettori di Ottiche Parallele Magazine il cantautore trentino e con lui abbiamo parlato di musica e rock, del suo ultimo singolo, “Tutto in un brivido”, e dei suoi progetti futuri.
Cristoforetti, cantautore trentino, è recentemente uscito con il singolo “Tutto in un brivido”. Lo abbiamo intervistato per i lettori della nostra rivista.

Ciao Michele, inizio con una domanda banale: quante volte ti hanno chiesto se sei parente dell’astronauta?
Ahahah! sinceramente nei corso di questi dieci anni di attività all’interno di una intervista è la prima volta; quindi, avete già una risposta super esclusiva! So che Samantha è originaria di Malè in Val di Sole, io sono di Avio nella Vallagarina, ma so per certo che il mio cognome viene dalla Val di Non/Sole quindi chissà…probabilmente qualche generazione fa abbiamo avuto qualche parente in comune, pensa che alcuni, chiaramente condizionati dalla questione, dicono pure che ci somigliamo!
Parliamo del tuo ultimo singolo: da dove nasce “Tutto in un brivido”?
Ma sai, il rock è quel gioco che non finirà mai…Quel sapore che accompagna tutta la tua vita.. È anche la nostra “stanza dei bottoni”, la tua verità, la risposta che non ostenta ad arrivare. La sento a livello sensoriale soprattutto con il pubblico, la complicità, il coinvolgimento, l’eccitazione che genera e i sensi che si fondono.Oltre ad uno stile di vita, vera, libera, spudorata rispetto al target, un vero privilegio, un’opportunità unica. Con questo brano volevo capire se la gente che mi segue avrebbe apprezzato queste produzione, che ha differenza degli ultimi brani è meno elettronica e con chitarre più aggressive… Il brano è nato dopo un colloquio che ho avuto con alcuni detenuti del carcere di Modena prima di cantare alcuni brani per loro. Dopo quell’incontro son tornato a casa con un concetto di chances di vita diverso: quei ragazzi hanno cercato il brivido rivoluzionario per la loro vita e per le loro famiglie…ma la vita non ti deve nulla e alcune volte i sentieri che si percorrono quando si desidera ardentemente qualcosa non son sempre quelli giusti.

Ci spieghi la scelta di aprire il brano con un monologo?
Dopo essere stato ospite di Vasco Rossi, con Diego Spagnoli, direttore di palco di Vasco, si è instaurato un bel rapporto di stima e simpatia reciproca. Per me è un mito, i suoi monologhi improvvisati durante i concerti e nei dischi di Vasco mi hanno affascinato da sempre. Rivedendolo durante l’autunno per un pranzo insieme a Vanessa Grey (mia manager) abbiamo deciso dispingere sul tasto dei sogni e di partire alla ricerca della felicità… la strada è ripida, ma spesso i limiti vengono imposti da noi o da quello che respiriamo in società.Quello che desideriamo trasmettere nel monologo è che non si può sognare senza commettere errori, l’importante è viveresempre con un piede per terra.
Nell’ascoltare il brano mi è sembrato di percepire quello che è il vero rock e che per certi versi negli ultimi anni si è un po’ perso. Concordi?
Credo che sia una questione generazionale, il rock nutre un certo tipo di esigenze, potenza, energia, carica, rabbia…Ho l’idea che siano sensazioni meno ricercate o “necessarie” ora. Il rock implica una minima disciplina di ascolto per essere apprezzato, un minimo di cultura musicale, d’interesse al fascino di un suono e infine la capacità di lasciarsi realmente andare. Tutto questo ovviamente è estremamente relativo dato che i gruppi rock hanno sempre un grande tiro e gli stessi festival rock internazionali son costantemente sold out… quindi, “rock and roll lunga vita” per quanto mi riguarda!

Tu sei trentino però, sempre nell’ascoltare il brano, mi è parso di sentire una qual certa impronta dei rocker emiliani… una mia pura impressione?
Fin da piccolo sono stato affascinato dai cantautori e rocker italiani, dei maestri veri, da Guccini a Ligabue, da Dalla a Vasco, da Nek a Carboni. Credo abbiano influenzato il mio modo di scrivere ma anche di usare la voce, il tipo di energia il pathos ed il contatto con pubblico…loro sono assolutamente i più influenti nel mio percorso artistico!
Cosa auspichi che arrivi di te al pubblico che ti ascolta?
Credo la rabbia, la voglia di cambiare, il coraggio e la voglia di andare contro a quel complotto sociale di mediocrità che ponendolo accanto all’arte, le toglie ogni possibilità di penetrazione…la voglia di rischiare con la consapevolezza pure di qualche fallimento, chiaro! Provarci sempre e comunque quando si sente quel nodo in pancia da voler comunicare e condividere con la propria gente.

Cosa ha significato aprire dei concerti di Vasco Rossi?
Vasco mi ha dato l’opportunità di suonare su tre suoi palcoscenici. La Trentino Music Arena, l’ippodromo di Milano e lo Stadio del Conero di Ancona. A Trento in casa, sentire il pubblico che cantavano “Come Stai” (brano che ho scritto per Chico Forti) è stato davvero commovente per me e per tutta la band. In quell’occasione ho cantato “Esagerato” in anteprima assoluta, l’ho voluto con tutto me stesso e ne è valsa la pena. A Milano il pubblico ci ha dato un’accoglienza inaspettata saltando con noi già da “Ancora Qui” per i successivi 30 minuti…io sono uscito impazzito di gioia, penso di avere baciato sulla bocca dalla felicità, ogni presente dietro il palco, Spagnoli compreso! Ancona è stato incredibile, abbiamo suonato in uno stadio pienissimo ed un pubblico che ci ha accolto come se fossimo di casa! Vasco mi ha insegnato tanto, il rock lo ha fatto lui in Italia, ho imparato a dare potenza al pubblico, a gasarlo, oltre alla sua generosità emotiva che arriva diretta al pubblico. Mi ispira ancora la sua passione immensa ed il suo carattere e carisma “da montanaro” che non molla mai, che ci crede sempre e che probabilmente nella sua matrice trova alcuni punti in comune con la mia estrazione trentina.

Cosa hai in serbo per il futuro?
Per quanto riguarda i live, la tournée partirà in ritardo quest’anno..ahimè! Come ho detto pubblicamente sui social l’estate per me sta passando tra reparti di ospedale curando una leucemia acuta che mi tiene ricoverato da inizio maggio… Per questo motivo abbiamo, con l’aiuto della band, di Vanessa Grey e di tutta la squadra di spostare tutto di due mesi così da lasciarci il tempo di uscire con l’album a settembre e come sempre portarlo in giro nel modo che più mi appartiene, quello del palco e dell’incontro con il pubblico. Per me non avrebbe senso pubblicare musica in rete o in radio senza dare al mio pubblico l’opportunità d’incontrarci. Tra le ultime novità stiamo ultimando una produzione che si chiama “Sei una Stronza”. Brano parodia di quello che accade in una frequentazione che si rivela molto differente da come si era presentata. La regia sarà in questo caso di Matilda Balconi, una proposta che mi ha gasato molto e che nonvedo l’ora di proporre. A settembre l’uscita dell’album “Esagerato” con “How youfeel” la versione in inglese di “Come Stai” per Chico Forti ed altre sorprese e collaborazioni che vi svelerò sui social durante le prossime settimane.
Ringraziamo Michele Cristoforetti per la disponibilità ed Eleonora Lorusso di Parole & Dintorni per la collaborazione.

Un Grande… Molti pseudo cantanti in Italia dovrebbero imparare da lui… ragazzo umile ma con un’anima rock da brividi…per stare in tema 💙
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