Secondo appuntamento dopo Matilde di Canossa con Visit Emilia alla scoperta dei luoghi nella città ducale e provincia che hanno visto protagonista la duchessa seconda moglie di Napoleone.

Un viaggio in Emilia è come immergersi nella vita e nelle vicende di donne straordinarie, che, dal Medioevo al 1800, hanno segnato la storia e il destino della Terra dello Slow Mix – www.visitemilia.com – tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia.
Tra gli eleganti viali e palazzi storici di Parma, emerge la presenza di Maria Luigia d’Austria, sovrana di grande cultura e raffinatezza, che ha lasciato un’impronta indelebile nella città e nel territorio.
È il momento di proseguire questo viaggio sorprendente attraverso i luoghi dell’Emilia delle donne, dove ogni pietra racconta una storia di coraggio, determinazione e fascino femminile.
MARIA LUIGIA D’AUSTRIA
“È vero: la duchessa a Parma è una soave ossessione, la si ritrova dappertutto, nel nome delle strade… dei piatti in menù… dei musei, dei gelati. Le donne di Parma sono eleganti, perché è rimasta l’impronta della duchessa”.

Scriveva così Luca Goldoni di Maria Luigia d’Austria, duchessa del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1814 al 1847, seconda moglie di Napoleone e figlia dell’imperatore Francesco d’Asburgo.
Visitare la città parmigiana è fare un viaggio nella sua vita.

Maria Luigia, saggia, pragmatica e liberale, portò Parma ai massimi splendori con un vasto piano di opere pubbliche.
Implementò le collezioni della Biblioteca Ducale (oggi Palatina) ampliandola, costruendo il Salone Maria Luigia
Realizzò uno dei magnifici simboli della città, il Teatro Regio, inaugurato nel 1829 con l’opera Zaira composta da Vincenzo Bellini.

In stile neoclassico nel tipico colore “giallo Parma”, incanta per le sue decorazioni, i palchetti e per l’acustica perfetta.
É possibile visitarlo e anche assistere a splendidi spettacoli e opere. La principale rassegna annuale a ricordo del Maestro Giuseppe Verdi è il Festival Verdi che si svolge tra settembre e ottobre.
Seguendo le vicende di Maria Luigia, una tappa imperdibile è il Museo Glauco Lombardi.
Raccoglie testimonianze storiche e artistiche sul periodo ducale di Parma dei secoli XVIII e XIX, ma soprattutto sulla duchessa.
Un palazzo storico con diverse sale, di cui il Salone delle Feste che conserva il dipinto di Robert Lefévre di Maria Luigia imperatrice nel 1812 e poi la “corbeille de mariage”, sontuoso mobile che conteneva i doni fatti da Napoleone alla consorte, le lettere autografe di Bonaparte, un fortepiano appartenuto alla duchessa, abiti, oggetti e cimeli, gioielli e monili, una collezione ricchissima.

Per incontrare ancora Maria Luigia, bisogna andare al Complesso della Pilotta dove, nella Galleria Nazionale, si trovano alcune delle opere dovute al mecenatismo della duchessa.La ritraggono l’imponente scultura di Antonio Canova dedicata a “Maria Luigia d’Asburgo in veste di Concordia” e il grande dipinto di Giovan Battista Borghesi.

A pochi km da Parma, la Reggia di Colorno è espressione delle meraviglie che portano la firma di Maria Luigia. “La Versailles dei Duchi di Parma”, resa splendida nel ‘700 dall’architetto francese Petitot, fu la prima destinazione della duchessa.
Dopo la caduta di Napoleone, Maria Luigia impresse agli appartamenti e al grande giardino il suo indelebile gusto, tutt’ora riconoscibili tra le grandi sale da parata del piano nobile, i pavimenti in marmo policromo, gli stucchi e gli affreschi, i salottini e le porcellane.

Da non perdere, una passeggiata nel Parco Regionale Boschi di Carrega, appena fuori Parma.
Qui Maria Luigia soggiornò a lungo con i figli alla Rocca Sanvitale di Sala Baganza al Casino dei Boschi e alla Villa del Ferlaro.
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