Il Consorzio di tutela del formaggio DOP più consumato al mondo conferma l’impegno per un futuro ancora più inclusivo. Zaghini: “Questo riconoscimento premia il percorso intrapreso da sempre mediante il quale abbiamo garantito e promosso un ambiente di lavoro sano e rispettoso delle pari opportunità”.

La qualità per il Consorzio del formaggio Grana Padano DOP non è solo un argomento legato al prodotto realizzato ogni giorno dalla maestria dei casari. Qualità per la DOP più consumata al mondo è anche un valore etico: è sostenibilità sociale che si declina nell’ambiente di lavoro e per questo il Consorzio, come annunciato nell’Assemblea Generale dello scorso dicembre, ha finalizzato il proprio impegno a realizzare un futuro sempre più inclusivo ottenendo la certificazione che riconosce di aver adottato negli anni misure concrete per promuovere una cultura aziendale e un ambiente di lavoro rispettoso delle pari opportunità.
L’ente Dasa-Rägister S.p.A., preposto al rilascio della certificazione, ha accertato infatti che il sistema di gestione del Consorzio Grana Padano è conforme ai requisiti dello standard UNI/PdR 125:2022 e che ha “adottato ogni misura volta a garantire la parità di genere nel contesto lavorativo relativamente alle seguenti attività di progettazione, sviluppo ed erogazione di servizi di autocontrollo consortile, promozione, valorizzazione ed informazione al consumatore. Erogazione di servizi di cura generale, degli interessi relativi alla denominazione “Grana Padano”, vigilanza, tutela e salvaguardia della D.O.P. “Grana Padano”. Ricerca ed innovazione sul miglioramento qualitativo e di processo della D.O.P.

Questo riconoscimento premia il percorso intrapreso da sempre mediante il quale abbiamo garantito e promosso un ambiente di lavoro sano e rispettoso delle pari opportunità”– ha dichiarato il Presidente del Consorzio, Renato ZaghiniOttenere la certificazione significa aver fatto un altro passo verso la sostenibilità ESG e significa rafforzare un valore che ci appartiene e che arricchisce non solo il nostro contesto lavorativo, ma l’intera filiera del Grana Padano”.

Del Consorzio Tutela Grana Padano fanno parte 129 aziende di lavorazione, che gestiscono 137 caseifici produttivi, 149 stagionatori e 200 preconfezionatori.
Nel 2022 la produzione è stata di 5.212.103 forme, pari a 202.051,4 tonnellate, trasformando circa 2,760 milioni di tonnellate di latte munto in 3.835 stalle. L’intera filiera produttiva del prodotto a denominazione d’origine protetta più consumato nel mondo conta così su 50mila persone coinvolte.
Nel periodo gennaio - novembre 2023 sono state lavorate 4.950.592 forme con un aumento del 4,97%. rispetto ai primi undici mesi dell’anno precedente.
In crescita anche l’export, che nel 2022 ha segnato un +6,19% rispetto al 2021 con 2.363.706 forme esportate, pari a circa il 47% del totale delle forme marchiate.
Nel 2022 la produzione lorda vendibile di formaggio stagionato alla consegna franco punto vendita è stata di 1,7 milioni di euro, che al consumo è salita a 3,2 milioni di euro, di cui 1.550.000.000 in Italia e 1.650.000.000 all’estero. Queste performance lo rendono il formaggio DOP più consumato nel mondo.
Dal 1954 il Consorzio Tutela Grana Padano garantisce il rispetto della ricetta tradizionale e la sua alta qualità riconoscibile e ritrovabile in ogni singola forma prodotta. Il 24 aprile 2002 un decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha riconosciuto al Consorzio le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi relativi a Grana Padano nella sua natura di prodotto DOP, ovvero a Denominazione di Origine Protetta.
Presidente del Consorzio è Renato Zaghini, affiancato dal vicepresidente vicario Giuseppe Ambrosi, dal vice presidente Attilio Zanetti e dal tesoriere Valter Giacomelli. Direttore generale è Stefano Berni, direttore amministrativo Carlo Costa.