Nuovo appuntamento con la segnalazione di alcune ultime novità discografiche: singoli, EP, album. Buona lettura.

le segnalazioni di oggi
VALERIO MAZZEI - UNICA STRONZA
MAREA - “COSE CHE RESTANO”
SKÖLL - “NINE MIRRORS”
BARTOLINI - "CIMITERO"
NEDA -
"PAURA"

VALERIO MAZZEI
UNICA STRONZA
Valerio Mazzei
 torna con “Unica stronza”, il nuovo singolo pubblicato con Artist First e disponibile da venerdì 19 gennaio su tutte le piattaforme digitali. Punto di riferimento della “Generazione Z”, Valerio Mazzei, continua a parlare delle proprie emozioni con un brano dalle sonorità indie pop e un sound fresco e generazionale. “Unica stronza” racconta una storia d’amore che sembra essere finita, ma che per Valerio rappresenta una ferita ancora aperta. Come dice il testo: “tu mi chiedi il tempo per stare un po’ sola / che non sei ancora pronta per un’altra storia / ma in verità non so se crederti davvero /fingo non mi interessi però un po’ ci spero”. “Unica stronza” è il nuovo tassello del progetto musicale al quale Valerio Mazzei si sta dedicando, anticipato dai brani: “Che male che fa”, “diverso”, “piumone” e “Sofia”. Canzoni intime che raccontano storie e sensazioni di una generazione.

Valerio Mazzei  spiega così il suo nuovo brano: “Unica stronza è il mio nuovo singolo e parla di un amore complicato e irrisolto. Di quanto sia frustrante veder scorrere i giorni senza la persona che ami accanto a te. Parla di quel sentimento che non cambia mai, nonostante le assenze, gli alti e i bassi e la frustrazione di essere allontanati. E anche se per orgoglio si finge indifferenza, quando si è davvero innamorati, tutti speriamo in un ritorno”.
Valerio Mazzei, romano, classe 2000, è un punto di riferimento per la propria generazione. Coltiva fin da piccolo la passione per i video e per il web, dove tutto ha inizio, quando a soli 7 anni inizia a caricare contenuti sul suo canale Youtube, arrivando in poco tempo a ottenere numeri incredibili. Con 1,3 milioni di iscritti, il suo canale oggi conta più di 195 milioni di visualizzazioni complessive. Valerio è oggi uno tra i creator più popolari del web con milioni di fedelissimi su YouTube, Instagram e TikTok.

MAREA
COSE CHE RESTANO”
Cose che restano” è il nuovo singolo dei MAREA, band bresciana che ha cambiato nome mantenendo intatta la propria identità. Con questo brano, prodotto da okgiorgio, i MAREA inaugurano il proprio percorso musicale con l’etichetta TSCK Records. “Cose che restano” è uno sfogo dal retrogusto indie rock. Racconta delle emozioni negative che si espandono dentro di noi come inchiostro in un bicchiere d’acqua. Della paura di esprimerle e affrontarle.

Di agitarsi cercando un appiglio per non affogare. “Cose che restano è nata quando abbiamo capito che chiedere aiuto non è una debolezza. Che non basta semplicemente “volerlo” e affrontare tutto da soli. Vogliamo raccontare l’importanza dell’aiutarsi in un mondo che ci vuole sempre più isolati.
MAREA è un progetto di quattro amici d’infanzia di Brescia, MAREA sono Nicola Fogale, Mattia Bosio, Luciano Rossi, Paolo Ongaro. Indie rock autunnale che sa un po’ di provincia. Un band con la voglia di raccontare il presente senza nascondere nulla.

SKÖLL
“NINE MIRRORS”

È uscito venerdì 19 gennaio su tutte le piattaforme digitali “Nine Mirrors”, il nuovo singolo del producer e dj Sköll, che, dopo l’uscita del suo primo EP “At Least Twelve” lo scorso anno, inaugura un 2024 ricco di novità. A dare il titolo “Nine Mirrors” è uno strano sogno di Sköll, in cui si ritrova circondato da 9 specchi, ognuno rappresentante un mondo in fiamme. “Nine Mirrors”, con il suo flow ipnotico, vuole accompagnare l’ascoltatore in una sorta di viaggio sciamanico alla scoperta di sé stessi. La cover, realizzata grazie alla collaborazione tra Yuro e Michele Molinari, rappresenta i nove specchi raffiguranti i nove mondi in fiamme. “Nine Mirrors è la prima traccia che abbia mai prodotto e rappresenta il mio primo passo nella produzione di musica elettronica. Ancora ricordo la prima volta che l’ho fatta ascoltare con le mie cuffie a uno dei miei prof al 4cmp, che ballando continuava ad urlare ‘Lasciala andare! Falla salire!’. Sono contento di averla condivisa con il mondo”.

Il 25 Luglio 1996 a Sesto San Giovanni nasce Sköll, all’anagrafe Erik Fasolini, nutrito a pane e musica sin da piccolo dai genitori Barbara e Giorgio, grazie ai quali inizia a studiare chitarra all’età di 8 anni.  A 12 anni fonda il primo di una lunga serie di gruppi punk rock, passando da cover band a progetti inediti, presentati esclusivamente live. Riesce a pagare i suoi studi al 4cmp di Milano lavorando prima come maniscalco e poi in una fumetteria. Qui il suo lato nerd si riversa nel lavoro, ma soprattutto è qui che incontrerà il suo amico ed ora grafico Yuro. Da sempre affascinato dal mondo norreno, Sköll prende il suo nome dal lupo che insegue il sole e che riuscirà a divorarlo durante il Ragnarök, il crepuscolo degli dei. “La mia musica vuole accompagnare la gente nei momenti di riflessione o nei viaggi spirituali”. Passano gli anni ma le sue tracce non sono ancora uscite dal suo computer, finché, grazie ad una nottata passata a parlare con Yuro sul suo balcone e all’incontro con Mariachiara dell’agenzia Good Guys, nel 2023 decide di pubblicare il suo primo EP: “At Least Twelve”, un tributo a Yuro e alle nottate passate sul balcone con lui. 

BARTOLINI
“CIMITERO”
Il nuovo singolo di Bartolini, “Cimitero, fuori da venerdì 19 gennaio per Carosello Records, torna a raccontare il difficile rapporto avuto con il padre e in particolare l’ultima settimana vissuta assieme prima della sua scomparsa. È la prima anticipazione del nuovo progetto discografico di un Bartolini più adulto e maturo, ma sempre verace e legato indissolubilmente alle influenze dell’alternative rock che lo hanno formato musicalmente durante l’adolescenza. Torna a pubblicare nuova musica dopo un 2023 consumato in tour con Lil Kvneki (PSICOLOGI), per il quale ha contribuito anche alla realizzazione del suo album, a distanza di 2 anni dalla pubblicazione del suo ultimo album “BART FOREVER” e 5 da quella dell’EP di esordio che lo ha portato ad aprire due date di Calcutta. Disponibile anche il visual ufficiale. Ad un primo ascolto il singolo è una canzone leggera e spensierata, ma il sound scelto da BartoliniGolden Years ha la funzione di esorcizzare il significato del testo che racconta di un doloroso episodio vissuto dall’artista. Bartolini racconta: «“Cimitero” è una canzone che rappresenta l’elaborazione malinconica, seppur giocosa e piuttosto esplicita, del lutto. La canzone è manifesto di una consapevolezza di crescita diversa, andare avanti ogni giorno portandosi un peso addosso che non possiamo far finta di non sentire. Nello specifico volevo parlare dell’ultima settimana vissuta insieme a mio padre prima che venisse a mancare e del conseguente senso di colpa per non essere riuscito a stare insieme a lui fino alla fine (“io non avrei dovuto mai lasciarti solo in quella stanza”). Dopo un periodo di stop, è il pezzo che considero giusto per ripartire sia per via del significato che racchiude sia per il sound ed il suo mood agrodolce, caratterizzato da un ritornello spensierato e bambinesco manifesto di un inner child che continua a vivere dentro di noi nonostante la complicatissima ed assolutamente non richiesta vita adulta».

Bartolini è una creatura unica e ibrida, un cantante, produttore e autore a cavallo tra due generazioni – quella cresciuta in un mondo analogico e quella nata digitale – ma capace di rappresentarle entrambe con la sua musica al tempo stesso profonda e ironica, malinconica e leggera. Giuseppe Bartolini, calabrese di Trebisacce, classe 1995, si avvicina alla musica da piccolissimo, distruggendo la collezione di vinili dei genitori. Comincia a suonare la chitarra a dieci anni e fin da subito dimostra di non voler confinare la sua passione in un genere specifico: si lascia iniziare dallo zio alle sonorità Anni Novanta di Nirvana e Smashing Pumpkins e dal padre alla New Wave di Joy Division, The Sound, Smiths e Cure, Song 2 dei Blur diventa la sua ossessione e adora vedere le Spice Girls esibirsi in televisione, prima di scoprire in adolescenza l’indierock e innamorarsene. Dopo una pausa di qualche anno dalla musica, l’ultimo anno del liceo questa torna prepotentemente nella sua vita. Finite le scuole superiori si trasferisce a Roma, dove comincia a scrivere le sue canzoni, prima in inglese e poi in italiano. Nel 2016 si trasferisce a Manchester, in Inghilterra, dove viene travolto dalla ricchezza della scena musicale della città e inizia a esibirsi in vari open mic, suonando le sue canzoni in italiano. È l’anno del boom dell’indie italiano, in particolare della scena romana, e questo lo stimola molto a livello creativo. Torna dunque in Italia ed entra nel collettivo Talenti Digital con cui pubblica le prime canzoni e organizza varie serate a Roma e in giro per lo Stivale.

NEDA
PAURA
PAURA” è il nuovo singolo di neda, in uscita venerdì 19 gennaio 2024 su tutte le piattaforme digitali, per Takabisha Dischi. La Paura blocca, incatena e spesso filtra la nostra vita rendendola un vincolo insuperabile di tutto ciò che sentiamo: le emozioni di paura e consapevolezza guidano il giovanissimo neda, 17 enne, che unendo hiphop, indie e forti cenni hyperpop nel finale, costruisce un intenso brano attorno alla domanda ‘cosa mi sono perso per un po’ di paura?‘.
scritta da nedaprod: rebtheprodFuori per Takabisha Dischi (in distribuzione ADA Music) – mix e master: Andrea Mattiacopertina: Samuele Mulas.
Cristian Juan Esteban Potenza
, in arte neda, è un giovane cantautore classe 2006 che attinge a piene mani dal new emo per giungere ad una estetica personale. “PAURA” è il suo secondo singolo per Takabisha Dischi.