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Lo Spazio Musa, in via della Consolata, ospiterà dal 10 al 25 luglio un piccolo contributo che si prefigge lo scopo di evidenziarla come artista con opera scelte da una collezione private parigina. La mostra è a cura di Francesco Longo.
Dal 10 al 25 luglio lo Spazio Musa a Torino (via della Consolata 11E) ospiterà la mostra “Une petite rétrospective”.

Questa mostra, a cura di Francesco Longo, è una piccola retrospettiva dedicata a Jeanne Modigliani, organizzata in occasione dei 40 anni dalla sua scomparsa.
È un piccolo contributo nel tentativo di evidenziarla come artista, esponendo ventuno opere scelte da una collezione privata a Parigi, opere che meriterebbero di essere tutte acquistate, non perché lei sia stata la figlia di Amedeo, ma perché se lo merita. Ha dedicato un lungo periodo per inseguire le opere del padre: studiarle e garantirne l’autenticità, oltre che ricostruire la figura di un papà mai conosciuto e probabilmente trascurando il tempo per se stessa . Con questa mostra gli organizzatori hanno l’intento di restituire un pò di quel tempo svanito ricordandola.
Con uno stile che si avvicina all’espressionismo astratto e talvolta alla figurazione, le opere di Jeanne Modigliani riflettono, con totale sincerità e libertà, i più profondi stati d’animo. Da composizioni dinamiche e spontanee a quelle più calme e rasserenanti, Jeanne riusciva a catturare nelle sue opere il suo io più intimo e personale.
La pittura astratta è molto affine agli stati d’animo e racconta di noi stessi; per Jeanne rappresentava un mezzo per esprimere e rappresentare se stessa attraverso i colori e i collage. Che la vita non le abbia offerto un percorso felice e sereno è risaputo, perciò sulla tela si esprimeva con enigmatica vivacità e colori.
Nonostante la notorietà del cognome ereditato, la lettura dei suoi dipinti ci lascia intuire una sua semplice dichiarazione: “Io sono così”.
Jeanne Modigliani nacque a Nizza il 29 novembre 1918 da Jeanne Hébuterne e Amedeo Modigliani. Dopo la morte dei genitori nel 1920 venne accolta dalla nonna paterna Eugènie Garsin e dalla zia Margherita Modigliani vivendo tra Livorno e Firenze. Si laureò a Firenze in lettere moderne, indirizzo in Storia dell’Arte, con una tesi su Vincent Van Gogh. A causa del fascismo, in quanto ebrea, durante la seconda guerra mondiale, si rifugiò a Parigi. Quando la Francia venne occupata dai nazisti entrò nel Maquis, la resistenza francese, e venne anche incarcerata per motivi politici. Nel 1952, con una borsa di studio del Centro Nazionale della ricerca scientifica, Jeanne intraprese una ricerca su Van Gogh, in Francia e in Olanda. Tornata ad occuparsi della biografia del padre Amedeo Modigliani, scrisse nel 1958 il libro Modigliani, senza leggenda edito dalla Vallecchi Editore. Il suo lavoro costante per ottenere un riconoscimento ufficiale al valore dell’opera paterna ebbe un gran successo nel 1981, quando a Parigi allestì la mostra più completa di Modigliani sino ad allora tenutasi: oltre duecentocinquanta opere fra dipinti, sculture, gouaches e disegni. Nel 1983 creò gli Archivi Legali Amedeo Modigliani tra Parigi e Livorno dove l’Associazione venne ospitata all’interno della casa Natale di Via Roma 38. Jeanne è morta a Parigi il 27 luglio 1984, per emorragia cerebrale tre giorni dopo il ritrovamento delle ormai tre “false” teste in un primo momento attribuite al padre.
Jeanne Modigliani
“Une petite retrospective”
dal 10 al 25 luglio 2024
A cura di Francesco Longo
21 opere in esposizione
Vernissage 10/07/24 ore 18.30
Spazio Musa – Via della Consolata 11/E Torino
3470886634
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