Tempo di lettura: 7 minuti – 1313 parole

Il primo album dell’artista originaria pugliese uscirà il 27 settembre per l’etichetta Jam/UnJam in digitale, cd e vinile. Un viaggio di dieci tracce in inglese, un episodio in italiano e uno in portoghese, che parte dal concetto di poesia per arrivare alla memoria personale.

Uliveto” è il primo album di Donatella Montinaro, in uscita venerdì 27 settembre 2024. Un progetto profondo ed elegante che vede la collaborazione del contrabbassista statunitense Joe Sanders alla produzione artistica e di un quartetto d’eccezione composto da Domenico Sanna al piano, Giulio Scianatico al contrabbasso, Cesare Mangiocavallo alla batteria e Gabriel Marciano al sassofono contralto.
Donatella Montinaro è una giovane artista smooth jazz: la sua voce morbida e setosa traccia melodie raffinate, creando un universo onirico e avvolgente. Cresciuta sulle note di Carmen Mcrae, Cyrille Aimee, Cecile Mclorin Salvant, Betty Carter, Alice Ricciardi e Sarah Vaughan, fonde elementi di jazz, blues e R&B, dando vita a composizioni incantevoli sostenute da una tecnica impeccabile.

Uliveto” è una dedica alla sua terra d’origine, la Puglia, utilizzando il linguaggio del jazz. È un omaggio ai paesaggi, alle radici, alla trasmissione delle tradizioni: la sua famiglia possiede una piantagione di ulivi da 200 anni, mantenendo viva l’antica consuetudine di consegnare la cura di queste piante di generazione in generazione, di madre in figlia. Una tradizione che rispecchia profondamente l’essenza stessa della musica, quella di tramandare la sua storia, e farla propria.
Un viaggio di dieci tracce in inglese, un episodio in italiano e uno in portoghese, che parte dal concetto di poesia per arrivare alla memoria personale, dalle proprie esperienze emotive per approdare al lavoro di grandi artisti, come Djavan, Wayne Shorter, Domenico Modugno – di cui sono riproposte qui tre perle – e abbracciando al contempo composizioni originali che riflettono la crescita e l’evoluzione della giovane artista.
Dopo anni di ascolti, Donatella Montinaro è pronta a condividere la sua prospettiva, superando il concetto classico di Jazz, ma, allo stesso tempo, rimanendo fedele al suo principio cardine, a un suono prevalentemente acustico, frutto di un momento preciso, condiviso e suonato insieme.
Il disco è stato anticipato il 13 settembre dal singolo “Captive Silence”.

Donatella Montinaro descrive così “Uliveto”:
L’uliveto è il tipico paesaggio da cui sono stata circondata essendo cresciuta nel sud della Puglia. La mia famiglia possiede un uliveto e un giorno, parlandone con mia madre, mi ha rivelato che appartiene alla sua famiglia da due secoli. È una vecchia tradizione pugliese ereditare una terra dalle donne della famiglia. È appartenuta, dunque, alla mia trisavola e, dopo di lei, a tutte le donne dal lato materno. Con una sola immagine mi ricollego a tutto ciò che mi definisce. Abbiamo quindi cucito questa parola, abbiamo cucito il legame e l’amore che provo per queste donne e per la mia terra. Joe Sanders è stato il mio insegnante di musica d’insieme a Siena Jazz. Durante le lezioni, chiese a ognuno di noi di portare della musica originale su cui lavorare. Correggeva i brani con matita e penna, da vero professore. Per me era tutto nuovo, avevo appena iniziato a scrivere qualcosa di mio. Abbiamo arrangiato così “I Remember You” e “in Time with the Rain. L’esperienza è stata straordinaria: Joe è uno dei musicisti più incredibili sulla faccia della Terra, dotato di una musicalità e sensibilità fuori dal comune. Ho iniziato allora a sviluppare l’idea di un mio primo progetto discografico e, in concomitanza, ho scoperto che Joe era anche un produttore. Mi sono fatta coraggio e gliel’ho chiesto. Lui ha lavorato con me sia nella fase di scrittura, mandandomi demo e in generale idee sui brani che volevo registrare, sia in studio, dirigendo il tutto”.

TRACKLIST
1) Flightnoon/the Echoing Green
2) Captive Silence
3) Inward Glass
4) Agua
5) in Time with the Rain
6) the Sun of May (Drì) feat. Joe Sanders
7) Someplace Called Where
8) Come Stai
9) I Remember You
10) Ghost Soul
CREDITI DEL DISCO
Produzione Artistica: Joe Sanders
Donatella Montinaro: voce
Domenico Sanna: piano, synth (track 1,2,3,4,5,7,8,9)
Gabriel Marciano: sax alto (track 2,3,4,5,7,8,9)
Giulio Scianatico: contrabbasso (track 1,2,3,4,5,7,8,9)
Cesare Mangiocavallo: batteria (1,2,3,4,5,7,9)
Joe Sanders: contrabbasso (track 6)
Iacopo Teolis: tromba (track 4,8)
Vittorio Esposito: rhodes (track 10)
Registrato al Cicaleto Recording Studio di Arezzo
Sound Engineer: Francesco Ponticelli
Track 10 registrata allo Studio Miriam di Roma
Sound Engineer: Axel Ferrari
Produttore esecutivo: Bernardo Mattioni
Produttore esecutivo: Capitani Coraggiosi
Copertina e foto: Agnese Zingaretti
Editing, mix e master: Cesare Mangiocavallo, supervisore Enzo Soriani
Management: Bernardo Mattioni
Label e distribuzione: Jam/UnJam distr. Universal
Ufficio Stampa e Promozione: Big Time
Edizioni: Jam/UnJam
“ULIVETO”
DONATELLA MONTINARO PARLA DEL DISCO TRACCIA PER TRACCIA

1) Flightnoon/the Echoing Green - Il testo è tratto da una poesia di William Blake, che fa parte delle “Songs of Innocence”. Ho cercato di rappresentare, dunque, questa innocenza attraverso la musica, evocando immagini molto pure che descrivono il ciclo della vita.
2) Captive Silence - Parla di un particolare momento della mia infanzia. È un dialogo con la “me” bambina, in cui le rivolgo domande e cerco di far fronte alle sensazioni e difficoltà che caratterizzano quel momento specifico.
3) Inward Glass - Descrive un attacco di panico, visto all’epoca come un “mostro che si arrampica contento” (a climbing content monster) e che si “ciba” del respiro.
4) Agua - Un brano di Djavan. La musica brasiliana è in generale una grande ispirazione per me. Djavan è uno dei miei artisti preferiti. Ho scelto di reinterpretare questo brano perché mi ricorda come temperamento “the Echoing Green”, inoltre, esattamente come quest’ultimo, presenta tre temi (melodie) diversi.
5) in Time with the Rain - È in assoluto il primo brano che ho scritto, un parallelismo tra il ciclo della pioggia e le lacrime, intese come la “fine” di un ciclo emotivo interno e quindi il rilascio di tensioni più o meno belle.
6) the Sun of May (Drì) feat. Joe Sanders - Una dedica a mio fratello. Faccio riferimento a una nostra foto da bambini, una delle mie preferite.
7) Someplace Called Where - Un brano di Wayne Shorter, leggenda della musica jazz. L’ho scelto per omaggiare questo musicista, ma ancora prima compositore incredibile, oltre ad essere una sfida tecnica significativa.
8) Come Stai - Brano di Domenico Modugno. È importantissimo per me preservare un piccolo spazio all’italiano come lingua cantata e la scelta non poteva che ricadere sul grande cantautore pugliese.
9) I Remember You - Uno degli standard del repertorio jazzistico a cui sono più affezionata. Questa è però una nostra personale rivisitazione.
10) Ghost Soul - È l’ultimo brano che ho scritto, di questa serie. L’ho fatto insieme a un caro amico. Descrivo un’importante realizzazione che ho fatto negli ultimi mesi, rispetto alla mia persona. Musicalmente parlando, inoltre, questo brano vuole essere una “finestra” per qualcosa di nuovo che verrà.
Nata a Bari nel 1996, si avvicina presto al canto, scoprendo il jazz grazie al profondo amore del padre per Coltrane. Si diploma al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari e prosegue la sua formazione all’Accademia Nazionale “Siena Jazz”, con grandi nomi del panorama internazionale come Greg Hutchinson, Joe Sanders, Yonathan Avishai, Logan Richardson, Diana Torto, Dena DeRose e David Linx. Partecipa a corsi e seminari di perfezionamento e collabora a progetti discografici di altri artisti, tra cui “Soul Hunters” del chitarrista Alberto Parmegiani e “A Peaceful Place” di Pippo D’Ambrosio. Nel 2022 vince il Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” e l’anno successivo pubblica "Still We Dream", il suo primo disco in duo con il pianista Danilo Tarso. Donatella Montinaro coltiva nel cuore emozioni profonde, nutrite da ascolti e ispirazioni che includono album classici come “Sassy Swings the Tivoli” di Sarah Vaughan e “Soultrane” di Coltrane, così come gemme contemporanee tra cui “Omega” di Immanuel Wilkins e “Dawn” di Yebba: anche nel solco di queste sonorità ha fatto germogliare “Uliveto”, il suo esordio solista, a cui ha infuso il suo universo di intuizioni e la sua sensibilità.