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Nell’ultimo articolo avevamo lasciato nonnoatipico alle prese con i preparativi per l’imminente “viaggio” in Tunisia ed eccolo di ritorno a raccontarci questa sua nuova esperienza… non aggiungiamo altro e vi invitiamo a leggere l’articolo di Giacomo.

Chiuso in cabina del traghetto delle linee tunisine, in attesa di sbarcare a Genova, mi trovo a pensare ai dieci giorni appena trascorsi.
È come avere vissuto in una bolla spazio-temporale dove il tempo è relativo e dove il contatto con il mondo che mi appartiene si sia interrotto.
È il momento di fare un consuntivo di quanto è successo.
Poco importa del risultato sportivo anche se, ad onore del vero, l’obbiettivo previsto è stato centrato.
Quello che mi interessa raccontare è l’impatto emotivo che mi ha procurato questa traversata di oltre 2000 km. attraverso questa nazione così vicina ma contemporaneamente così lontana.
Sono passato dall’estremità più settentrionale del continente africano a Bizerte, attraverso le grandi depressioni dei laghi prosciugati arrivare alle sconfinate dune del Grande Erg tunisino per poi dirigermi verso le coste sud orientali Tunisine sino all’isola di Djerba ed infine rientrare a Tunisi.

Abbiamo percorso centinaia di chilometri lungo piste dure e sassose, ci siamo inerpicati su monti aridi e rocciosi, danzato sulle alte dune sabbiose, attraversato oasi bellissime in un susseguirsi di mutamento di paesaggio talvolta repentini ed inaspettati.
Abbiamo soprattutto attraversato numerosi insediamenti urbani dalla capitale Tunisi sino all’ultimo villaggio sperduto ai margini del deserto.
Salta all’occhio la enorme differenza tra la capitale ed il resto della nazione; sembrano situazioni apparentemente inconciliabili tra di loro a tale punto che, passata la fascia suburbana della capitale, ci si immerge velocemente in una realtà strutturale, sociale ed economica totalmente differente e quasi incomprensibile.
Le coste, sia quelle settentrionali che quelle orientali lungo la direttrice Hammamet–Djerba sono prevalentemente ben curate e votate pressoché totalmente al turismo internazionale tanto che anche in questi tempi sono presenti numerosissimi turisti di svariate nazionalità.

Diversamente ho rilevato nelle zone interne e pre-sahariane una realtà veramente disagiata.
Non si vedono insediamenti produttivi, tantomeno turismo nè servizi essendo prevalentemente situazioni di raccordo con le mete più gettonate.
Ciò che mi ha molto colpito è la contemporanea presenza di migliaia di bandiere nazionali che sventolano sopra ogni lampione lungo le strade le quali a loro volta sono ricoperte da un tappeto di rifiuti lungo tutto il territorio urbano.
Orgoglio dell’appartenenza unito ad una evidente incuria per l’ambiente e per il bene comune che alla vista di un viaggiatore incolto, quale sono io, non sembrano compatibili.
Ovviamente la mia è una percezione sensoriale assolutamente scevra da qualsivoglia giudizio socio politico culturale ma… così è!
Contemporaneamente si percepisce l’indole della popolazione: molto empatica.
Pur mantenendo una grande dignità personale: io ti aiuto ed interagisco con te perché sono gentile, collaborativo e ti rispetto non in quanto turista al quale mi devo assoggettare in quanto portatore di risorse bensì sei un ospite gradito ed in quanto tale sei il benvenuto!

Ho avuto il piacere di avere conosciuto persone locali con le quali abbiamo condiviso i viaggi e le rispettive esperienze in una mutua collaborazione ed empatia e con le quali intratteniamo contatti durante l’anno (non è la prima volta che vengo da queste parti ).
Alcuni vivono in Italia e talvolta ci si incontra per scambiarci idee ed opportunità riguardo nuove avventure ed anche per ascoltare dalla loro viva voce racconti riguardanti il loro Paese.
Ricordo che lo scorso anno al mio ritorno sono rimasto molto deluso da quello che avevo vissuto ma mi sono voluto dare una seconda opportunità: ho avuto ragione e quest’anno ho visto tutto sotto una nuova prospettiva che mi ha riempito di grande soddisfazione e che mi porta a pensare, mentre la nave sta attraccando a Genova: Tunisia ritornerò!
