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Annoverato tra i “Borghi più belli d’italia” e “Bandiera Arancione” è un vero gioiello che alla prima vista di lascia senza fiato. Ma è tutta la passeggiata tra i carrugi, la vista dal castello e tanto altro sono da togliere il fiato.

Castello Doria

Affascinante!
Credo che non ci possono essere altre parole per descrivere un luogo… o forse si!
Del resto Dolceacqua, delizioso paese nell’entroterra imperiese, è considerato tra i “Borghi più belli d’Italia” ed è “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano.
Dolceacqua si trova alle spalle di Ventimiglia, dove le alture prendono spazio al mare perché la Liguria non è solo mare – e non dobbiamo dimenticarcelo – ma è anche molto di più.
Il mio primo e unico ricordo risaliva a ottobre 1984 quando con il Club Tenco cenammo in uno splendido locale, “La Vecchia”. Ma fu solo una toccata e fuga notturna.
E finalmente nel mese di ottobre 2024 – ben quarant’anni dopo – ho avuto l’occasione di scoprire e apprezzare questo gioiello ligure.
L’occasione una “gita” in pullman… e il primo impatto con quello che oggi si chiamerebbe  “skyline” di Dolceacqua – che per me à avvenuto tramite i finestrini del bus – è quasi da lasciare senza fiato.
E il primo impatto che ho avuto lo posso proprio definire “affascinante”.

Panorama dal Castello

Una gioia per gli occhi: una chiesetta, il ponte e il castello in un tutt’uno che mi ha fatto comprendere perché un grande artista come Claude Monet si fosse innamorato di questo borgo.
La passeggiata inizia attraversando il ponte medievale che scavalca con unica arcata il sottostante torrente Nervia e ti porta a vivere un centro fatto di carrugi.
Ma non posso pensare a questo ponte che un tempo consentiva il passaggio tra il castello e il giardino sottostante.

Carrugi

Oggi il ponte divide le due anime di Dolceacqua: “Terra” e “Borgo”.
Superato il ponte, non prima di aver ammirato il panorama, come detto, ci si inoltre in centro fatto di pittoreschi carrugi che non vanno solo percorsi ma vissuti e ammirati.
Un inciso: avete in mente i carrugi genovesi? Ecco vi troverete al cospetto di un qualcosa di completamente diverso…
Possono fornire un’idea le immagini che pubblico a corredo dell’articolo ma vivere questi capolavori di urbanistica di un tempo che fu si possono apprezzare solo dal vivo.
Bellezza, fascino… e poi perché mentre si percorrono non puoi che pensare al passato quando questi “vicoli” sono stati percorsi da personaggi come i Doria, i Grimaldi e altri personaggi storici come il già citato Monet.
Allora nella mente un tuffo all’indietro non può mancare e ti ritrovi a vivere epoche di un tempo che fu.
E il percorso in salita ci porta al Castello Doria.
La struttura merita una visita: non credete di trovarci le mega sale arredate, affreschi, quadri… il Castello Doria deve essere vissuto in modo particolare con l’immaginazione perché ha patito azioni distruttive tra cui anche un terremoto nell’800 (se la memoria non mi inganna lo stesso che ha distrutto Bussana Vecchia).

Panorama dal Castello

Da non perdere nella visita al Castello le splendide visioni panoramiche sull’intera vallata e le sale multimediali dedicate alle famiglie Doria e Grimaldi oltre uno spazio dedicato a Monet.
Inerpicarsi fino al castello ne è valsa proprio la pena.
La discesa ripercorrendo nuovamente i carrugi (alcuni coperti) mi ha riportato a valle e prima di andare in cerca di cibo non poteva mancare una visita alla Chiesa di Sant’Antonio Abate che conserva un polittico rinascimentale, opera del pittore nizzardo Ludovico Brea e datata 1515.
Per pranzare ci sono diverse soluzioni.
Io ho scelto di mangiare all’Osteria 4 gatti, dove ho potuto assaporare uno splendido “Capra e fagioli” con i legumi provenienti dalla vicina Pigna, prodotto tipico locale e un “Tortino funghi e patate”.
Avrei voluto annaffiare le delizie assaporate con un buon Rossese ma da tempo il mio vecchio appellativo di “Capra Enoica” ha lasciato spazio “Capra Astemia” però, per reminiscenze passate, posso suggerirne l’abbinamento.

Capra e Fagioli

Finito il pranzo mi sono preso un giusto relax sulle panchine che sovrastano il torrente Nervia (e mentre mi rilassavo ho ricevuto la visita di un dolcissimo abitante peloso di Dolceacqua che voleva un po’ di coccole).
Non è mancato l’acquisto del dolce tipico: Michette e Crocette.
Quindi si è risaliti sul pullman e si è ripartiti in direzione Principato di Seborga… ma questa è un’altra storia.
Alla prossima dal vostro viaggiatorecurioso/curiosoviaggiatore.

© Fabrizio Capra (articolo e foto)
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