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Intervista con Lucia Lombardo, “La Mary Poppins del settore immobiliare”, che ci ha parlato di lei, delle sue esperienze, del format “LE CASE DI LUCY” e del prossimo appuntamento in programma a Milano e in conclusione un parere sul problema della violenza sulle donne.

Lucia Lombardo, “La Mary Poppins del settore immobiliare”, dopo il successo dell’evento a Firenze nella casa che fu la dimora di Benvenuto Cellini si sta preparando a un nuovo appuntamento con il suo format “LE CASE DI LUCY”, che si svolgerà a Milano, dal titolo “UN INCONTRO CON WALTER CHIARI” (ne abbiamo parlato nella sezione eventi l’11 dicembre).
Abbiamo colto l’occasione di questo “incontro”, programmato per il 18 gennaio in una casa in vendita nel capoluogo lombardo e situata nella storica via Moretto da Brescia, per intervistare Lucia Lombardo al fine di sapere qualcosa in più di lei e del suo format.
Ciao, chi è Lucia Lombardo?
Lucia Lombardo è una persona che ogni giorno cerca di conciliare la creatività con l’imprenditoria. Mi piace pensare che, in fondo, sia proprio questo il mio mix: un po’ artista, un po’ imprenditrice, con un’innata voglia di fare e di vivere la vita con entusiasmo. Mi piace divertirmi nel portare avanti progetti che mi appassionano, cercando di trasmettere a chi mi circonda la stessa energia positiva che mi spinge ogni mattina ad affrontare la giornata con un sorriso. Cerco di vivere con leggerezza e gioia, ma anche con una buona dose di determinazione.
Ciao Lucia, ci spieghi il format “LE CASE DI LUCY”?
Le Case di Lucy è nato dall’osservazione che gli acquirenti si emozionano quando entrano in una casa e percepiscono la sua atmosfera unica. Da questa intuizione, ho deciso di organizzare eventi a tema, dove ogni esperienza è pensata per rispecchiare e valorizzare l’essenza dell’immobile. Creare un evento a tema significa studiare con attenzione la location e lasciarmi ispirare dalle sue caratteristiche, trasformandola in un ambiente che racconta una storia, suscitando emozioni e connessioni. È come diceva Friedrich Nietzsche: “Diventa ciò che sei”, perché ogni casa ha una sua identità e, attraverso l’evento, le offro la possibilità di esprimersi appieno, creando un’esperienza che va oltre la semplice visita. In questo modo, l’immobile non è solo un luogo fisico, ma un’esperienza emotiva e sensoriale che coinvolge gli ospiti in modo profondo e autentico.

Allora è possibile far coesistere arte e mercato immobiliare?
Assolutamente sì, arte e settore immobiliare possono coesistere perfettamente. Il nesso che li unisce è l’emozione. La casa, in fondo, non è solo un bene materiale; è il luogo dove si realizzano sogni, dove ci sentiamo accolti, protetti, e dove la nostra vita quotidiana prende forma. Quando acquistiamo una casa, lo facciamo per un motivo profondo: ci emozioniamo per l’atmosfera che ci trasmette, per il potenziale che vediamo in essa. La casa diventa un’estensione di noi stessi, un riflesso della nostra identità. L’arte, in questo contesto, ha il potere di amplificare e sottolineare questa connessione emozionale, rendendo ogni spazio un luogo unico, capace di raccontare storie e suscitare sensazioni. È proprio questa fusione di emozioni che rende l’immobile non solo una mera costruzione, ma un vero e proprio rifugio dove la vita si svolge in tutta la sua bellezza e autenticità.
Di recente hai portato il tuo format nella storica dimora di Benvenuto Cellini a Firenze: cosa hai provato e cosa ha provato chi è venuto in questa casa?
Firenze è una città che mi ha profondamente segnato, e quella casa in particolare portava con sé una storia ricca di fascino e complessità. Mi sono sentita chiamata a riportare in vita un grande artista come Benvenuto Cellini, interpretato da un attore che, come un fantasma del passato, ha attraversato la casa con i suoi abiti d’epoca, raccontando la sua storia. Gli acquirenti hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza unica, coinvolgente e profonda, dove il confine tra il presente e il passato si è fatto sottile, trasformando la casa in un palcoscenico di emozioni e memorie.

A breve “LE CASE DI LUCY” renderà omaggio a un grande artista: Walter Chiari. Ci sveli qualche anticipazione?
Non posso svelare troppo, ma posso dirvi che l’evento si terrà in una casa affascinante di via Moretto da Brescia, una via che sta diventando il nuovo crocevia degli artisti milanesi. La serata sarà un viaggio nell’anima di una Milano che vuole riprendersi la sua energia creativa, e la figura di Walter Chiari, emblema di quella Milano, sarà il filo conduttore. Bryan Bob, con la sua musica, riporterà in vita le melodie che hanno accompagnato quegli anni, creando l’atmosfera perfetta per immergersi nel passato. Inoltre, Michele Sancisi, intervistato da Lucio Giordano, ci regalerà un incontro speciale, con inediti e affascinanti aneddoti sulla vita di Chiari. Un evento che sarà, senza dubbio, un’esperienza unica.
Secondo te questi grandi artisti come “prenderebbero” questa tua idea di coinvolgerli?
Credo che se Walter Chiari e Benvenuto Cellini fossero vivi, avrebbero visto l’idea con il giusto spirito. Entrambi erano uomini di grande carisma e passione, e probabilmente avrebbero apprezzato l’opportunità di essere protagonisti di un evento che trasforma una casa in qualcosa di più di un semplice bene immobile. Per loro, la casa sarebbe diventata un luogo di espressione, una tela su cui scrivere un nuovo capitolo della loro storia, un’opportunità per continuare a ispirare attraverso l’arte, il teatro, la musica e la cultura. Cellini, con la sua audace ricerca della bellezza, avrebbe visto il potenziale di una casa come un’opera d’arte, e Chiari, con il suo spirito teatrale, avrebbe amato l’idea di tornare a vivere in un’atmosfera che risveglia emozioni e racconta storie. Anzi, non mi sorprenderebbe se, magari, si fosse intrufolato nell’evento per fare una delle sue famose imitazioni, come quella leggendaria di Orson Welles che fece ridere tutta Milano. Credo che avrebbero considerato l’evento un omaggio alla loro eredità e un modo per mantenere viva la magia che hanno lasciato nel cuore di Milano e dell’arte.

Che risposta hai ottenuto dalle persone che si sono avvicinate a questo tuo modo di proporre il mercato immobiliare?
La risposta che ho ricevuto è stata incredibilmente positiva! Le persone sono entusiaste perché non si trovano di fronte al solito mercato immobiliare, ma a un’esperienza unica, capace di emozionare. Ogni casa diventa una storia da vivere, un’atmosfera che coinvolge gli acquirenti in modo profondo. Non vendiamo solo un immobile, ma un’emozione, e questa nuova visione ha suscitato un entusiasmo palpabile. È come se il mercato immobiliare avesse finalmente trovato il suo lato più umano e sensoriale, offrendo qualcosa di mai visto prima.
Sei stata definita o ti sei definita la “Mary Poppins del mercato immobiliare”?
Il soprannome di “Mary Poppins” mi è stato affibbiato da una cliente a cui avevo venduto una casa attraverso un evento in stile francese. Da quel momento, è diventato un appellativo che porto con me, perché in un certo senso lo sento mio. Mary Poppins è simbolo di magia, di capacità di trasformare l’ordinario in straordinario, come diceva lei stessa: “In ogni lavoro che bisogna fare, c’è un elemento di divertimento. Trovalo e… il lavoro è un gioco.” Credo che questo si rifletta nel mio approccio alla vendita di immobili. Come lei, cerco di scoprire il potenziale nascosto di ogni casa, creando eventi che ne valorizzino la bellezza e l’atmosfera unica, con l’obiettivo di rendere ogni esperienza speciale e memorabile.

Provieni dal mondo dello spettacolo – hai collaborato con il grande Renzo Fantini in quella che era la Consularte -: quanto ti è servita questa esperienza per realizzare quanto tu proponi oggi?
L’esperienza con Renzo Fantini alla Consularte è stata fondamentale per il mio percorso. Vedere Renzo gestire gli artisti, tra cui me stessa come cantautrice insieme a Guccini e Conte, mi ha insegnato molto. In un certo senso, anche io oggi agisco come una sorta di manager, accompagnando proprietari e acquirenti dalla A alla Z, ma con la stessa passione e creatività che avevo come artista. Quando organizzo un evento, per me è come comporre una canzone: mi lascio ispirare dalla casa, dalle sue mura, per creare un’esperienza unica e coinvolgente.
Esuliamo un attimo dal tuo programma ma rimaniamo nel mondo immobiliare: oggi le donne si stanno ritagliando un proprio spazio in questo settore. Secondo te come vedi la figura femminile nell’ambito del mercato immobiliare?
La figura femminile nel mercato immobiliare sta assumendo un ruolo sempre più centrale e dinamico. Le donne, con la loro capacità di ascolto, empatia e attenzione ai dettagli, sono in grado di interpretare le esigenze dei clienti in modo unico, creando un legame autentico con loro. In un settore che spesso può sembrare dominato da logiche razionali e numeriche, le donne portano una visione più sensibile, orientata a creare esperienze più personalizzate e soddisfacenti. In più, la loro determinazione, la capacità di multitasking e la predisposizione a costruire reti solide le rendono protagoniste di un cambiamento positivo nel panorama immobiliare. Le donne stanno dimostrando che, con passione e competenza, è possibile non solo emergere, ma anche innovare in un settore tradizionalmente visto come maschile.

Quando intervisto una donna chiudo sempre chiedendo un suo parere e un messaggio su questo grande problema che è la violenza, di ogni genere, nei confronti delle donne…
La violenza contro le donne è un problema che ci riguarda tutti, una ferita profonda che mina la dignità, il rispetto e la libertà. È inaccettabile in ogni forma, che si tratti di violenza fisica, psicologica o verbale. Ogni donna ha il diritto di vivere senza paura, di essere libera di esprimersi e di realizzare se stessa senza subire soprusi. È fondamentale che ci sia un cambiamento culturale, che parta dall’educazione e dall’empatia, affinché si crei una società in cui la violenza non sia tollerata, ma combattuta con determinazione. Il mio messaggio è di non avere mai paura di chiedere aiuto e di alzare la voce. Ogni donna merita di essere ascoltata e rispettata, e insieme, solo insieme, possiamo costruire un mondo più giusto e sicuro per tutte.
Ringraziamo Lucia per la disponibilità e Silvia Eccher di Parole & Dintorni per la preziosa collaborazione.
