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Il nuovo singolo che canta le distanze fisiche ed emotive, di una relazione verrà resa disponibile da venerdì 14 marzo. Uno scenario così freddo, statico, da diventare luogo di conforto e di riposo per chi ci è dentro.

Una ballad glaciale, spoglia e violenta. “Marco”, prodotta da Luca Jacoboni, è la nuova canzone di fluente, in uscita venerdì 14 marzo (Epic Records).
È una fotografia che descrive le distanze, fisiche ed emotive, di una relazione. Un amore fraterno, che vive di ricordi e di differenze, descritte nei giorni e nei sogni.
“E conti quante volte sono arrivata laggiù e se avevo il coraggio era solo un sogno che ho fatto”.
Uno scenario così freddo, statico, da diventare luogo di conforto e di riposo per chi ci è dentro.
«Sono stata ritratta, fin da piccola, insieme a mia sorella e mio fratello. Mio padre aveva questa passione. All’inizio, vivevo tutto questo con fatica e pudore, poi ne ho compreso la forza narrativa».

Prima della canzone, arriva l’immagine, la copertina di ogni progetto è per fluente un’anticipazione del testo.
Accompagna l’ascolto, lo prepara. La direzione artistica è di fluente, che intreccia il linguaggio visivo e quello verbale, in una ricerca estetica molto precisa. La sua.
fluente non è urban, non è indie, non è pop. È tutto questo, senza un preciso posto dove fermarsi. La sua geografia musicale non ha una collocazione, viaggia fluida, si muove tra le canzoni. Come ha fatto nella vita, lasciando la provincia di un luogo pieno di storia e di noia, per fermarsi altrove. La nostalgia di quel silenzio, di quel nulla da lasciare per poi capire che, proprio quel vuoto l’ha spinta a scrivere, prima in una maniera più criptica poi, con “Marco”, in una forma più esplicita.

