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Intervista con la giovane artista che da poco è uscita con il singolo “Oltre te”. La cantante ci ha parlato del suo ultimo lavoro ma anche di musica e di come si è avvicinata a questo mondo e di progetti futuri.

Cosa resta dopo che un amore finisce? Per Leria, la risposta non è né semplice né univoca. “Oltre te” è un viaggio nei resti di un sentimento che ha perso la sua luce originaria, un brano che racconta la metamorfosi dell’amore da spazio di conforto a gabbia emotiva. Leria, con la sua penna sensibile e la voce vibrante, ci guida lungo il filo teso dei ricordi: quelli felici che ancora fanno male, e quelli dolorosi che finalmente permettono di andare avanti.
Il contrasto tra il testo, carico di ferite ancora aperte, e l’arrangiamento dinamico che incalza come un battito accelerato, costruisce un’esperienza d’ascolto che è catarsi pura. Ogni strofa è una finestra aperta su una fase del distacco: la negazione, la rabbia, l’accettazione, e infine quella fragile, potente forma di libertà che è il lasciar andare.
“Oltre te”, come afferma la stessa Leria, non rinuncia alla rinascita, ma la raggiunge solo dopo aver riconosciuto e affrontato il dolore. “Mi ha fatto crescere tanto”, spiega, ed è forse questa maturità emotiva che rende il brano uno specchio lucido in cui tanti possono riconoscersi.
Una canzone che parla a chi ha amato troppo, a chi ha creduto in qualcosa che sembrava eterno e si è ritrovato a ricominciare. Ma soprattutto, a chi ha deciso di non dimenticare per guarire, ma ricordare con consapevolezza.
Leria ci ha concesso questa intervista per i lettori del Magazine.

Ciao Leria, benvenuta sulle pagine di Ottiche Parallele Magazine! Quando nasce il tuo amore per la musica?
Ciao, grazie per l’accoglienza! Il mio amore per la musica nasce quando ero bambina. Ho iniziato a cantare da piccolissima, nel coro della chiesa e nelle recite scolastiche. Allora però, non mi rendevo davvero conto di quanto fosse importante per me la musica. L’ho capito qualche anno dopo, quando sono salita per la prima volta su un vero palcoscenico. Avevo 11 anni. A 14 ho scoperto di poter raccontare le mie emozioni con le canzoni, quando ho scritto il mio primo brano, “Dove sei”, dedicato a mio nonno. Da allora l’ho fatto tutte le volte che avevo bisogno di dire qualcosa e non riuscivo a farlo in nessun altro modo.
Cosa rappresenta per te la musica in generale e il tuo fare musica in particolare?
Per me la musica rappresenta l’opportunità di essere me stessa. Mi sono sempre sentita sbagliata nella vita, con un modo tutto mio di vedere le cose. Ho anche difficoltà a esprimere le mie emozioni a voce, a mostrarle. Spesso non ci riesco nemmeno con le persone che ho più vicino. Con la musica, invece, mi lascio andare ed è anche l’occasione per trasmettere dei messaggi in cui credo fortemente.
Quali musicisti hanno ispirato il tuo stile e la tua musica?
Ascolto un po’ di tutto, quindi credo che l’influenza arrivi da un mix di artisti, anche se prediligo il genere pop. Se dovessi fare il nome di una cantautrice che ammiro moltissimo e a cui forse un po’ mi ispiro, direi Elisa.

Da poco è uscito il tuo nuovo singolo. Di cosa parla il brano e cosa vuole trasmettere?
La fine di una relazione porta inevitabilmente del dolore, soprattutto quando si è trasformata in qualcosa di soffocante e distruttivo. Allo stesso tempo però, può diventare un momento prezioso per guardarsi dentro, riscoprirsi e capire cosa ci fa davvero bene. Credo sia fondamentale trovare il coraggio di allontanarci da ciò che ci fa male, con la consapevolezza che meritiamo qualcosa di meglio e che possiamo costruirlo, passo dopo passo.
A questo singolo ne seguiranno altri o stai lavorando ad un album?
Al momento ho deciso di far uscire altri singoli, lo trovo in linea e coerente col percorso che sto facendo. Magari più in là penserò a un album.
Quali saranno i tuoi prossimi progetti?
C’è un altro progetto a cui sto lavorando, ma al momento non posso dire nulla. Spero di poterlo fare al più presto, perché mi sta coinvolgendo tantissimo e vorrei tanto riuscire a realizzarlo.
Ringraziamo Leria per la disponibilità e Valentina Seneci di Red&Blue Music Relations per la preziosa collaborazione.
