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L’artista è da poco tornato sulle scene discografiche con il singolo “Brividiii. Nell’intervista ci racconta come è nato il suo amore per la musica, l’importanza dell’urgenza comunicativa rispetto alla tecnica e la voglia di aprire nuove strade senza rinnegare le proprie radici.

Dopo anni di esperienze con i Dusk e un percorso personale che affonda le radici nei suoni del rock anni ’70 e ’90, ClaT torna con “Brividiii”, un nuovo singolo che mescola pop rock ed elettronica, esplorando il lato più profondo delle emozioni umane. Il brano è parte del doppio album “Logic” e rappresenta una svolta sonora e creativa per l’artista comasco, sempre più attratto dalla sperimentazione e dal desiderio di raccontarsi senza filtri.
Con alle spalle un passato da ascoltatore affamato e un presente da musicista in continua evoluzione, ClaT ci parla della sua passione, delle influenze che lo hanno formato e di un futuro che si preannuncia ricco di nuovi progetti, tra release personali e collaborazioni con altre realtà della scena rock italiana.
L’artista ha risposto alle nostre domande.
Ciao ClaT, benvenuto sulle pagine di Ottiche Parallele Magazine! Quando nasce il tuo amore per la musica?
Da piccolo ho da subito apprezzato molto i cantautori italiani anni ’70 che ascoltavano i miei, ma è dall’inizio degli anni ’90 col continuo passaggio in radio di band come Queen, Nirvana e Guns ‘n Roses che mi sono avvicinato all’hard rock ed è scattata poi la vera passione per la musica, sono passato poi da essere un semplice ascoltatore che provava a stripellare qualcosa a “vero” musicista e compositore seguendo l’uscita dell’ondata punk del 1994 più facilmente “riproducibile” senza aver grandi doti canore o nel suonare la chitarra. Questo percorso mi ha portato poi a voler creare qualcosa di mio scrivendo le prime canzoni e a fondare la mia prima band, i Dusk, con cui suono tutt’ora, il nostro terzo album “Frames” è stato pubblicato ad ottobre 2024.

Cosa rappresenta per te la musica in generale e il tuo fare musica in particolare?
Sia da ascoltatore che da musicista, trovo che la musica semplicemente sia il modo più facile per farsi trasportare in un mondo di emozioni. Scrivere canzoni è sempre stato il mio sfogo migliore, in cui poter scoprire sensazioni che non riuscirei a descrivere in altro modo.
Quali musicisti hanno ispirato il tuo stile e la tua musica?
Essendo cresciuto ascoltando le voci top della generazione rock anni 70/80 (Axl Roses, Bruce Dickinson e Freddy Mercury su tutti), devo dire che assolutamente a quei tempi non avrei mai pensato di diventare un cantante, fin quando personaggi come Kurt Cobain, Billie Joe Armstrong e Billy Corgan, con voci meno tecniche ma molto coinvolgenti non han dimostrato al mondo che basta avere l’intenzione giusta e l’urgenza di comunicare qualcosa. Mi è sempre piaciuto sperimentare e forse anche per questo non ho mai avuto un mio vero e proprio stile riconoscibile, ma questo nuovo lavoro che sto per pubblicare credo sia un mix di rock ed elettronica che potrebbe portarmi su nuove vie.

Da poco è uscito il tuo nuovo singolo. Di cosa parla il brano e cosa vuole trasmettere?
Il brano è di genere pop rock elettronico, con voluti richiami ad atmosfere anni ’80 e ’90 mescolate cercando di ottenere un effetto ipnotico, quasi come un mantra, sottolineando il tema della ricerca tra le proprie emozioni e dell’affrontare ombre e demoni interiori di cui sono disseminate le tracce nel testo. I brividi del titolo vogliono sottolineare la tensione del viaggio interiore.
A questo singolo ne seguiranno altri o stai lavorando ad un album?
“Brividiii” è il secondo singolo tratto da doppio album “Logic” e di fatto, la sua controparte inglese “Hopeful” è stata la canzone che mi ha dato la certezza che i miei esperimenti col synth e gli altri strumenti per me inusuali in fase di composizione, potevano trasformarsi in canzoni. Ha dato così il via all’idea dell’intero lavoro finalizzato nel disco.
Quali saranno i tuoi prossimi progetti?
“Logic” uscirà poco prima dell’estate, e spero che venga apprezzato anche solo una piccola parte di quanto mi sono divertito a scriverlo. Ho già preparato una serie di nuovi brani che spaziano tra diversi generi, e sto decidendo se farli rientrare nei prossimi progetti dei “Dusk” o rilasciarli come Ep tematici, così da distribuirli più rapidamente online. Nel frattempo, ho avuto l’opportunità di collaborare con i “Fire Bet”, una band hard rock della zona di Como, registrando le parti vocali per alcuni dei loro pezzi. Dopo l’uscita di “The Solitude of Prime Numbers”, a cui ho partecipato, ci sono in arrivo altre tracce per cui ho contribuito con la mia voce.

Ringraziamo ClaT per la sua disponibilità e Valentina Seneci di Red&Blue Music Relations per la preziosa collaborazione.
