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Il romanzo è in libreria per i tipi Project – Leucotea, scritto in forma di diario e vede protagonista una ragazzina che si sente invisibile fino a quando… La protagonista si chiama Fiorella: la sua folgorazione davanti a un quadro e gli sviluppi.
“Volevo diventare santa”: dal 16 giugno è in libreria il nuovo romanzo della psicologa torinese Rosella Vacchino edito per i tipi Project – Leucotea.
Il libro scritto sotto la forma di diario vede protagonista una ragazzina, Fiorella, che si sente invisibile, poco interessante per tutti e vorrebbe uscire da questa situazione.

Davanti a un quadro decide di uscire dall’anonimato percorrendo una strada controcorrente per la nostra epoca: diventare santa.
Come afferma l’autrice: “è un tentativo di rappresentare gli adolescenti normali che possono avere dei gesti e dei comportamenti spesso incomprensibili per gli adulti e che spesso loro stessi non vogliono spiegare”.
Sinossi
Fiorella ha quindici anni e si sente invisibile. Classica “brava bambina”, non ha mai creato problemi, e passa inosservata in famiglia e a scuola. Se in passato questo non la infastidiva, ora, al primo anno di liceo, ne è disturbata ma non sa come uscirne. Durante la visita scolastica ad un museo, è folgorata da un quadro bellissimo che ritrae santa Caterina d’Alessandria. Tale è l’emozione che se ne sente ispirata, pensa che quel dipinto le abbia indicato la strada da seguire per uscire dall’anonimato, e si ripromette di emularla intraprendendo un percorso verso la santità. Inizia quindi a mettere in atto rinunce e sacrifici, ma nonostante i suoi sforzi stenta a raggiungere una più profonda spiritualità e una fervida fede.
Quasi per caso scopre di possedere un piccolo talento, e coltivandolo acquista sicurezza, si apre alle altre persone, sperimenta la condivisione gioiosa e finalmente Fiorella fiorisce.
