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Dal 12 settembre 2025 al 6 gennaio 2026 il progetto trasforma i chiostri e il padiglione ferroviario del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci in un viaggio tra arte, scienza e immaginazione.
“Queens & Ducks” è il titolo del nuovo progetto di Patrick Mimran (Parigi, 1956), realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e visitabile dall’11 settembre 2025 al 6 gennaio 2026. Dopo le precedenti esperienze espositive a Milano, l’artista torna con un percorso inedito e visionario che intreccia arte, scienza e tecnologia, pensato appositamente per gli spazi storici del museo.
L’esposizione si snoda lungo i chiostri seicenteschi e culmina nell’imponente padiglionedei treni, trasformando il patrimonio tecnico-scientifico del museo in un palcoscenico per immagini potenti e sorprendenti. Due serie fotografiche inedite, presentate in anteprima assoluta, instaurano un dialogo inaspettato con l’architettura e con le collezioni, invitando il pubblico a vivere un’esperienza sensoriale e contemplativa.


“Siamo lieti di rinnovare la collaborazione site-specific con Patrick Mimran, a quasi vent’anni dalla sua prima significativa presenza nei nostri spazi con Billboard Project in the city. Questo nuovo progetto conferma l’impegno del Museo nel proporsi come luogo di dialogo tra discipline, aperto a visioni artistiche capaci di interrogare il presente e arricchire la lettura del nostro patrimonio. Una mostra che trasforma gli spazi espositivi in scenari estetici di meraviglia e riflessione, offrendo uno sguardo inedito e provocatorio sulla scienza intesa come atto creativo”, afferma Fiorenzo Marco Galli, Direttore Generale del Museo.
Il progetto prende avvio da due soggetti apparentemente lontanissimi: un piccolo anatroccolo di plastica e tre ritratti della regina Elisabetta I fotografati al Metropolitan Museum di New York. Mimran ne ha ricavato sequenze di variazioni grafiche multiple — 12 per le Ducks e 11 per ciascun ritratto della regina — sfruttando le potenzialità delle più moderne tecnologie digitali. Nelle Queens, le figure storiche vengono modernizzate e proiettate nel XXI secolo, liberandole dalla loro aura di intangibilità e rendendole sorprendentemente contemporanee.


Nelle Ducks, invece, il piccolo animale di plastica si trasfigura in una moltitudine di identità diverse: a volte buffe, altre inquietanti o malinconiche, sempre però capaci di evocare emozioni umane e di rimandare a uno specchio interiore.
Il filo conduttore del progetto è la trasformazione: il soggetto perde la propria funzione primaria per rinascere sotto nuove forme, attraversando tempo e linguaggi. L’immagine diventa così un dispositivo di riflessione, un pretesto per interrogarsi sulla percezione e sul modo in cui l’arte possa reinventare il reale. Come osserva Denis Curti, le opere di Mimran rivelano «il respiro nascosto dell’immagine». Dietro ogni pixel e ogni stratificazione grafica si cela un pensiero intenzionale che trasforma l’interazione passiva in esperienza attiva. Le fotografie, più che repliche manipolate, diventano portali temporali, capaci di traghettarci tra epoche e linguaggi, mettendo in scena una continua metamorfosi visiva.


Patrick Mimran è nato a Parigi nel 1956. Attualmente vive e lavora in Svizzera. Mimran si è affermato, dagli anni Ottanta in poi, come artista multidisciplinare, esprimendosi attraverso la pittura, la fotografia, la musica, la tecnologia multimediale e le installazioni. La rapida evoluzione degli strumenti informatici e la loro accessibilità gli hanno permesso, dopo aver composto musica elettronica già nel 1978 e aver collaborato con molti altri artisti tra cui Ken Russel, Maurice Bejart e Peter Greenaway, di allargare la sua tavolozza artistica ad altre forme di espressione come il video, l'arte digitale, la fotografia. Negli anni Novanta, ha iniziato a esplorare la multimedialità sotto forma di installazioni in cui utilizzare contemporaneamente pittura, musica, video e scultura. Mettendo insieme diversi media, la pratica artistica di Mimran diventa capace di aprirsi e di offrire allo spettatore "ambienti" in cui forme plurali di espressione si rafforzano in un'unione multisensoriale. Nel campo della pittura, il suo amore iniziale per la pittura a olio lo ha portato negli anni verso la pittura a encausto, ideale per costruire narrazioni utilizzando geroglifici contemporanei. L'assenza di una struttura o di un pensiero pre-creativo permette a Mimran di sviluppare e scoprire l'opera a cui sta lavorando man mano, e di considerarla finita quando la ritiene realizzata secondo il suo sentire. Le sue installazioni e i suoi lavori sono stati esposti in diverse gallerie, musei e spazi pubblici, tra cui la Marlborough Gallery di New York, l'Almodin di Valencia, la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, l'Orangerie di Bagatelle, la Milk Gallery di New York e i Giardini del Casinò di Monte-Carlo. Ha partecipato a grandi mostre collettive come L'Homme qui marche de Rodin à Mimran nei giardini del Palais Royal di Parigi e Der Turmbau zu Babel nella città di Graz nel 2003, quando la sua installazione Babel-TV è stata scelta dal Kunsthistorisches Museum di Vienna come simbolo della mostra. Nel febbraio 2001, Mimran ha lanciato il progetto Billboard nel quartiere Chelsea di New York, proponendo alla lettura del pubblico alcune riflessioni lapidarie sul tema dell'arte firmate di suo pugno, e dal 2003 lo ha portato avanti in Europa: a Venezia nell'ambito della Biennale d'Arte 2003, sulla facciata del museo di Ca' Pesaro, nel 2004, 2005 e 2006 su entrambi i lati del ponte dell'Accademia, nel 2006 a Roma, in Piazza del Popolo, a Bologna sulla facciata della Galleria d'Arte Moderna e a Mosca. Nel corso degli anni le sue fotografie sono state esposte in importanti musei e istituzioni, tra cui la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, la Fondazione Alinari di Firenze, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano, la Biennale di Architettura e le Stanze della Fotografia a Venezia.
Patrick Mimran. Queens & Ducks
12 settembre 2025 – 6 gennaio 2026
Opening giovedì 11 settembre 2025, ore 18.00
in collaborazione con il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano
Museo Nazionale Scienza e Tecnologia
via San Vittore 21, Milano
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