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Fino al 12 ottobre 2025 nel Chiostro Piccolo della Certosa di San Giacomo a Capri esposizione a cura di Denis Curti dei due vincitori dell’Open Call dellaXVII edizione del Festival di Fotografia a Capri 2025.

Claudia Corrent e Ci Demi sono i due vincitori dell’Open Call della XVII edizione del Festival di Fotografia a Capri 2025 e i protagonisti della mostra “La storia siamo noi” promossa da Fondazione Capri, che apre da domani domenica 14 settembre 2025 nel Chiostro Piccolo della Certosa di San Giacomo a Capri.
I due artisti – Claudia Corrent, italiana del 1980 e Ci Demi, fotografo turco del 1986 – sono stati selezionati dalla giuria tra 177 candidature, con oltre 2600 fotografie, ricevute da ogni continente e da 37 paesi tra cui Argentina, Australia, Cina, Indonesia, Mauritius e Yemen. Una Open Call partecipata e globale, che conferma come il tema di questa XVII edizione del Festival sia stata amata da fotografi e fotografe.

«Gli artisti dei progetti vincitori “Unutursan Darılmam. No Offence If You Forget 2018 — 2024” di Ci Demi e “Allombra simile o a un sogno” di Claudia Corrent – racconta Denis Curti, curatore del Festival – usano la macchina fotografica come un talismano delle relazioni, andando oltre la sola dimensione estetica delle immagini. È un percorso che intende sviscerare la pratica ritrattista per poi ricomporla sul piano concettuale. Soggetti, ambientazioni e paesaggi immortalati vengono inseriti in un contesto estatico dove tutto è possibile. Ogni frame si eleva così a portatore di storie fantastiche, compone un ecosistema emozionale in cui trovano spazio fisionomie evocative, dove gesti sospesi ed enigmatici sono capaci di penetrare sotto l’epidermide dell’osservatore per esortarlo a vivere la magia dell’esistenza».
Il concetto di Storia parte quindi per entrambi gli artisti da un racconto intimo, del vissuto più personale e traumatico: Claudia Corrent esplora la fragilità delle immagini oniriche attraverso una combinazione di chimigrammi e archivi, riflettendo sul rapporto tra sogno, veglia e identità. Ci Demi documenta la sua esperienza personale con la depressione e il disturbo bipolare e lo pone in relazione alla città. Con questo progetto racconta e condivide le sue lotte interiori con immagini che catturano la vita quotidiana di Istanbul e le emozioni che essa evoca, esplorando il dialogo tra il disordine mentale e l’ambiente urbano.

I due progetti vincitori sono così esposti in una mostra esclusiva, con il supporto di instax Fujifilm, dal 14 settembre al 12 ottobre 2025 ospitata nel Chiostro Piccolo della prestigiosa Certosa di San Giacomo di Capri, grazie alla collaborazione con il Ministero della Cultura – Musei e Parchi Archeologici di Capri. La produzione e l’allestimento della mostra saranno interamente a carico della Fondazione Capri.

La Storia siamo noi
Festival di Fotografia a Capri - XVII Edizione
a cura di Denis Curti
fino al 12 ottobre 2025
Orari di apertura
Settembre: da martedì a domenica 10:00-18:00
Ottobre da martedì a domenica 10:00-16.00
Ingresso gratuito
Sito www.fondazionecapri.org
Instagram @fondazionecapri
Per informazioni festival@fondazionecapri.org
I PROGETTI VINCITORI 

All’ombra simile o a un sogno di Claudia Corrent
Il titolo All'ombra simile o a un sogno trae ispirazione dal verso dell'Odissea (XI, 207), dove Ulisse, sceso nell’Ade, incontra l'ombra della madre. Per tre volte tenta di abbracciarla, ma lei gli sfugge, ormai non più terrena, bensì simile a un sogno: eterea, intangibile, misteriosa. Questo momento diventa la metafora centrale del progetto che esplora la fragilità delle immagini sospese tra sogno e veglia, tra visibile e invisibile. Come le ombre dell’Ade, queste immagini abitano un territorio indefinito, che vuole riflettere la dimensione del tempo e dello spazio all’interno del sogno. Sono visioni che a volte ritornano, riaffiorano nel quotidiano come ricordi persistenti. La costruzione di queste fotografie riflette la natura stratificata dei sogni. Le immagini sono realizzate con chimigrammi prodotti in camera oscura, dove luce, chimica e casualità producono ombre e segni materici. A questi si aggiungono fotografie di archivi online, immagini di luoghi, ombre e profili per integrare archetipi collettivi, creando un dialogo tra personale e universale. In questo senso, ogni fotografia si innesta in una memoria più ampia, come frammento di una narrazione collettiva. Anche ciò che affiora dal sogno, pur nella sua instabilità e nella sua opacità, concorre a delineare l’immagine della nostra identità. Questo dialogo, tra ciò che si rivela e ciò che sfugge, prova a far riflettere sull’atto stesso del vedere e sull’immaginazione come strumento per illuminare ciò che rimane nascosto. All'ombra simile o a un sogno si addentra in questo spazio inconscio, intimo, che precede il risveglio, un momento in cui le immagini effimere rimangono sospese per un istante per poi dissolversi nel nulla.
Claudia Corrent (1980) si occupa di arti visive, vive e lavora tra Venezia e Bolzano. Laureata in Filosofia dei linguaggi della modernità all’università di Trento, ha esposto in mostre personali e collettive in diverse istituzioni, tra cui Palazzo delle Esposizioni di Roma, l’ Istituto di cultura di New York e San Francisco, il Maxxi di Roma, Camera a Torino. Lavora nell’editoria e ha collaborato con La Repubblica, Der Spiegel, Art, Courrier International, Die Zeit, Tageszeitung. Ha ideato e condotto workshop con scuole, istituzioni e musei, tra cui Guggenheim Venezia, Ca’ Foscari, Mart, Fondazione Pinault- Palazzo Grassi, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Dal 2024 insegna Fotografia Digitale all’Accademia di Belle Arti di Venezia. La sua ricerca si concentra sul paesaggio e il concetto di mindscapes, sugli archivi privati e l’immaginario collettivo, sulla memoria familiare e sull’ontologia della fotografia.

Unutursan Darılmam. No Oence If You Forget 2018 — 2024 di Ci Demi
Nel 2019 l'autore ha attraversato un periodo di depressione che lo ha confinato in casa per un anno intero. Le sue uniche uscite erano le visite dallo psichiatra e brevi viaggi verso il centro della città. Con il passare dei mesi di isolamento, la città è diventata un ricordo lontano, trasformandosi in un'entità mostruosa e in continuo mutamento. Il fotografo si aggrappa così alle poche fotografie che riesce a scattare, dedicando ogni momento di veglia allo studio, all'editing, all'ordinamento e alla scrittura. L'episodio durerà fino a 2022. La società spesso considera la salute mentale come una lotta personale, con l'alienazione come conseguenza comune. Questo lavoro, tuttavia, esteriorizza le battaglie dell'autore, riflettendo l’impatto di un disturbo bipolare appena diagnosticato su vari aspetti di Istanbul. Le fotografie catturano sia la vita quotidiana cittadina sia le emozioni che questi momenti evocano nel fotografo, offrendo uno sguardo su una mente pesantemente sottoposta a farmaci. Le scene ritratte sono serene, a volte agghiaccianti, spesso inquiete, ma stranamente amorevoli.  Unutursan Darılmam. No Oence If You Forget 2018 — 2024 racconta il navigare di una persona alle prese con un disturbo mentale in una città di 16 milioni di abitanti: attraverso le fotografie capiamo che il vocabolario dell'esistenza in una metropoli affollata e il tumulto interiore di un individuo cupo condividono molte similitudini. Uno potrebbe addirittura dire che parlano la stessa lingua. La fotografia diventa il loro dialogo silenzioso e il riconoscimento struggente di un’unica, verità certa: forse era ora di andarsene. Emerge una domanda centrale: chi viene dimenticato, il fotografo o la città? Attraverso la fotografia, questo lavoro crea una memoria condivisa sia per l'autore che per la città; una raccolta di immagini da rivisitare una volta che la lotta si sarà placata.
Ci Demi (1986) è un fotografo turco che vive a Istanbul. Ha studiato Lingua e Letteratura italiana all'Università di Istanbul e a 28 anni ha scoperto la fotografia. Le sue fotografie sono state pubblicate in importanti pubblicazioni come Foam Magazine e il British Journal of Photography. Il suo lavoro è stato presentato in occasione di festival ed eventi, tra cui Les Rencontres d'Arles e il Pera Museum di Istanbul. Nel 2022, la sua serie Unutursan Darılmam (No Offence If You Forget, 2018 - 2024) è stata selezionata come vincitrice del Discovery Awards al festival fotografico Encontros da Imagem. Onagöre ha pubblicato il libro fotografico d'esordio"Şehir Fikri" (Notion of a City, dicembre 2022): un inquietante ritratto di Istanbul segnato dall'assenza di persone, animali e lingua. Ispirato al romanzo oulipiano di Georges Perec La Disparition (1969), il libro si concentra sull'essenza ossessionante della città. Il suo lavoro personale esplora la psicogeografia di Istanbul, intrecciando narrazioni intime del paesaggio della città con le sue esperienze vissute. Sebbene adotti un approccio documentaristico assicurandosi che le sue immagini siano sempre inalterate e non messe in scena, l’uso del colore per trasmettere una “tranquilla tensione” è prominente in tutto il suo lavoro. È membro di Connected Archives e membro di PLATFORM di GAPO.
UN PERCORSO DI EDUCAZIONE FOTOGRAFICA SUL TERRITORIO
La Fondazione Capri ha sostenuto e sviluppato, insieme al team della Galleria Still di Milano un percorso di educazione fotografica sul territorio coinvolgendo gli studenti del Liceo Axel Munthe di Anacapri: incontri sulla storia della fotografia e un laboratorio, guidato dal fotografo Davide Esposito e supervisionato dai docenti Maria Rosa Balsamo e Rosario Ruggiero, che ha messo in evidenza l'esigenza dei giovani di raccontarsi. Interrogandosi visivamente sul concetto di confine e sulle potenzialità della comunicazione iconografica, gli studenti hanno sviluppato un percorso narrativo per sottrazione. Nelle loro immagini finali la figura umana scompare per lasciare spazio alla sua essenza, espressa attraverso eleganti still life costruiti con oggetti personali.