Riceviamo e pubblichiamo
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Nell’EP si mettono in mostra usi, abitudini e costumi tra i più tossici e grotteschi dei giorni nostri, che riducono gli individui a spettatori passivi di una realtà considerata impossibile da cambiare, come uno spettacolo già scritto da altri.

Finalmente si riapre il sipario sulla musica di Federico Calò e dei suoi Incomodo con questo “Show”, che mette in mostra usi, abitudini e costumi tra i più tossici e grotteschi dei giorni nostri, che riducono gli individui a spettatori passivi di una realtà considerata impossibile da cambiare, come uno spettacolo già scritto da altri.

Il mini EP di tre tracce per due brani, quasi un A-side e un B-side come avveniva all’epoca dei 45 giri in vinile, presenta da un lato la title-track in due diverse versioni e dall’altro “L’ira di Narciso”, che chiude il cerchio marcandone i contorni.
Registrato al Frequenze Studio di Monza – mix e mastering di Matteo Agosti – e prodotto seguendo la filosofia do-it-yourself, “Show” è un ritorno sulle scene a gamba tesa per la band pugliese, con sonorità corrosive e graffianti che ricordano la schiettezza di “Un po’ di silenzio”, l’album d’esordio, rivedute e corrette alla luce della produzione più pulita di “Smalto”, il secondo LP.
I nuovi brani sono accomunati dalle chitarre in primo piano, da sempre marchio di fabbrica degli Incomodo, e da un concept che affonda gli artigli nella carne viva del presente sviscerandone la predilezione per l’apparenza e l’assuefazione al malessere esistenziale. I testi sono poetici ed essenziali al tempo stesso mentre gli arrangiamenti guardano agli anni 90 con occhio moderno, prendendo spunto soprattutto dal rock alternativo, dallo shoegaze e dal grunge di quei fatidici anni.
Così Federico Calò descrive il brano che dà il titolo all’EP: “… è uno Show? Dietro la tenda di una stanza buia guardiamo il mondo scorrere. Cani e gatti si rincorrono, si mordono, si graffiano: persone che litigano senza tregua, incapaci di rispettarsi, pronte a ferirsi per potere, denaro, orgoglio o magari per niente, spinte da un malessere che sembra non avere fine. Da tutto questo non nasce mai pace, solo dolore. Eppure restiamo immobili. Nulla sorprende ormai, nulla scuote davvero. Restiamo a guardare svuotati, indifferenti. E il malessere non ci smuove ma diventa spettacolo, distrazione, merce da consumare, poco più di un brivido fugace: un fremito passeggero che non genera cambiamento e allontana dall’umanità”.

La terza traccia, “L’ira di Narciso”, invece, è una ballata che striscia velenosa, entrando dentro come un serpente a sonagli per sottolineare come, in questa generale perdita di valori, perfino il sentimento dell’amore si confonde con il possesso e la violenza: “È violenza travestita da amore. Disprezzo, abuso, annullamento: l’altro è un oggetto da controllare. Un possesso che cancella identità e libertà. E tutto questo finisce dentro lo show: l’ennesimo atto di uno spettacolo più crudele e cupo che guardiamo tutti da lontano, come non ci riguardasse”.
In un mondo patinato in cui i social network ci vogliono far sentire tutti belli, fortunati e felici, “Show” giunge diretto come uno schiaffo ben assestato, per svegliarci dal torpore tornando a cercare la verità oltre la messa in scena.

Ascolta qui l’EP: https://open.spotify.com/album/3IKez24VvxpredDGELHOGM

Track-list di “Show”: 01 Show V.1 – 02 Show V.2 – 03 L’ira di Narciso

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