Riceviamo e pubblichiamo
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Il primo Ep della cantautrice è in uscita venerdì 23 gennaio. “femmina non è una risposta, è il modo in cui poggi i piedi a terra quando la strada smette di essere dritta”. Ogni canzone è stata accompagnata da una ricerca artistica relativa all’immagine.

fluente esce con il suo primo EP venerdì 23 gennaio: “femmina” è la mappa con cui esplorare il mondo musicale della cantautrice. Il titolo dell’ep e le canzoni sono scritte tutte in minuscolo – come il suo nome – e tutte attaccate, perché serve concentrare le lettere per descrivere i sentimenti, serve pronunciare le frasi più difficili quasi sottovoce, delicatamente.
Presto tornerà a suonare dal vivo, dopo il concerto per Comete durante la Milano Music Week e lo showcase live in apertura dell’artista urban spagnola Santa Salut, all’Estragon di Bologna.
Mantenendo un legame forte con il proprio punto d’origine – la Basilicata – fluente viaggia, si muove verso nuovi spazi, esplora, scopre nuove sensazioni, che si affiancano a quelle rimaste intatte. Quando tutto intorno a lei cambia, il legame con il punto da cui è partita rimane saldo. “femmina è un racconto che arriva da lontano e non smette di esistere. Nessun cordone ombelicale si tagliadichiara fluente.
L’artista racconta in maniera ermetica, senza la necessità di spiegare, come fanno i gesti o i silenzi.

foto KETTMANN CHRISTIAN

femmina non è una risposta, è il modo in cui poggi i piedi a terra quando la strada smette di essere dritta. Non chiarisce come sono, determina il mio modo di stare”.
Ogni canzone è stata accompagnata da una ricerca artistica relativa all’immagine. La direzione è di fluente, che intreccia il linguaggio visivo e quello verbale, in una ricerca estetica molto precisa, la sua. La fotografia come spazio in cui descrivere, ma anche vivere e cambiare. “Sono stata ritratta, fin da piccola, insieme a mia sorella e mio fratello. Mio padre aveva questa passione. All’inizio, vivevo tutto questo con fatica e pudore, poi ne ho compreso la forza narrativa”. Prima della canzone, arriva l’immagine, la copertina di ogni progetto è per fluente un’anticipazione del testo. Accompagna l’ascolto, lo prepara.
Dall’ep sono già stati pubblicati “marco” (14 marzo 2025), “chemomento” (13 giugno 2025) e “animalixsempre” (28 novembre 2025).
L’ep apre con “femmina”, che dà il nome al progetto, e prosegue con “chemomento”, un brano dal sapore aspro, amaro e tagliente. In una rapidità emotiva mutevole, la canzone è una richiesta che fluente fa a se stessa.

foto KETTMANN CHRISTIAN

“marco” è una ballad glaciale, spoglia e violenta. È una fotografia che descrive le distanze, fisiche ed emotive, di una relazione. Un amore fraterno, che vive di ricordi e di differenze, descritte nei giorni e nei sogni. “E conti quante volte sono arrivata laggiù e se avevo il coraggio era solo un sogno che ho fatto”. Uno scenario così freddo, statico, da diventare luogo di conforto e di riposo per chi ci è dentro.
“digiorno” è una dichiarazione semplice, pulita e radicale, un gesto piccolo e senza metafore. fluente si abbandona ad un giro di chitarra elettrica essenziale, classico, che si immerge lentamente in un tessuto elettronico, in un vortice di sintetizzatori caldi e circolari.
“animalixsempre” ha un titolo che ha uno scopo evocativo, richiama la parte più primordiale, istintiva e libera dell’essere umano ma, l’aggiunta di “sempre” ci trascina in una dimensione che non si perde, che fa parte di noi in modo permanente. Si porta dietro un’energia viscerale e contrastante: amore e dolore, desiderio e distruzione, contatto e distanza. Il divorarsi a vicenda, incapaci di staccarci da qualcosa che fa davvero male. Il titolo non è una dichiarazione esplicita che ci invita ad essere “selvaggi”, ma “condannati a sentire tutto”.

TRACKLIST: 1.femmina – 2.chemomento – 3.marco – 4.digiorno – 5.animalixsempre – 6.A&B

fluente (Sofia Briscese, classe 2001) non è urban, non è indie, non è pop. È tutto questo, senza un preciso posto dove fermarsi. La sua geografia musicale non ha una collocazione, viaggia fluida, si muove tra le canzoni. Come ha fatto nella vita, lasciando la provincia di un luogo pieno di storia e di noia come la Basilicata, per fermarsi altrove, a Bologna. La nostalgia di quel silenzio, di quel nulla da lasciare per poi capire che, proprio quel vuoto l’ha spinta a scrivere, prima in una maniera più criptica poi in una forma più esplicita.