Riceviamo e pubblichiamo
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Il nuovo singolo della cantautrice, disponibile dal 23 gennaio, sarà il primo brano dell’album“Flòrula” in uscita il 6 febbraio. Quando una voce diventa coro. Ascoltarla è un gesto semplice: stare insieme.
In uscita il 23 gennaio “Nessuno deve restare di fuori“, il nuovo singolo della cantautricePatrizia Laquidara.
«È una canzone che sento come il cuore emotivo di questo progetto. È un brano che guarda avanti, che indica una direzione possibile e anticipa il cammino del mio lavoro futuro. Nasce da Ti ho vista ieri e ritorna oggi in una forma più corale e rituale, come un cerchio che si allarga: dentro ci sono le donne del mio albero genealogico, ma anche uno sguardo che si apre ai popoli “minori” del mondo, verso un’idea di comunità più ampia in cui nessuno è escluso. Ho voluto cantarla insieme a un’altra donna, Giulia Mei, perché sentivo il bisogno di condividere questa voce, di aprirla a una presenza femminile e farla diventare un gesto di passaggio, di fiducia, di consegna. È stato per me un atto insieme affettivo e politico: una voce che si unisce a un’altra voce femminile per andare oltre sé stessa».
“Nessuno deve restare di fuori” è il brano che inaugura“Flòrula”, un viaggio sonoro che si completerà con l’uscita dell’album il 6 febbraio.
«Florula, nasce dal mio romanzo Ti ho vista ieri e dal bisogno di tornare alla musica come a una casa viva, un luogo in cui la storia personale smette di essere biografia e diventa spazio condiviso. Raccontare cantando dunque, come una cantastorie contemporanea, cercando un modo mio di farlo. Dentro ci sono l’infanzia come spazio originario e inesauribile, storie familiari e memorie condivise, ma soprattutto uno sguardo che si allarga verso un’idea di comunità e di mondo in cui nessuno deve essere escluso. Insieme a Edoardo Piccolo ho cercato un suono essenziale e vitale, un’elettronica “organica”, dove la scrittura cantautorale incontra sonorità rituali e corali: a volte il canto diventa inno, altre resta fragile. Il titolo Florula viene dalla botanica e indica l’insieme delle specie che abitano un territorio. Per me è l’immagine di un ecosistema umano ed emotivo fatto di presenze minute e resistenti, in cui nulla è isolato e tutto dialoga. Il progetto uscirà in due parti: questa prima si chiude come un capitolo, non come l’intero libro. Un invito a rallentare l’ascolto e ad attraversare il tempo, invece di consumarlo».

Il titolo “Flòrula” proviene dal lessico botanico e indica l’insieme delle specie vegetali che abitano un territorio. Nella poetica di Laquidara diventa metafora di un ecosistema umano ed emotivo fatto di presenze minute e resistenti: genealogie, voci femminili, relazioni e comunità che convivono e si trasformano. Ogni canzone è un frammento necessario, niente è ornamentale, tutto è vivo.
È un disco fatto di memorie personali e corali – l’infanzia come spazio originario e inesauribile, i viaggi, le storie familiari, un’Italia condivisa – che si iniziano a un’idea di comunità più ampia, inclusiva, mai chiusa nell’io, ma soprattutto al desiderio di allargare lo sguardo, di non restare soli, di costruire un’idea di mondo in cui nessuno è escluso.
Le canzoni, nate dai personaggi e dai racconti presenti nel suo “Ti ho vista ieri” si muovono tra fragilità e slancio, intimità e apertura: a volte il canto diventa inno e rito, altre resta nudo, ma sempre vivo.
È un lavoro che prova a guardare avanti, aprendosi anche a forme più leggere, libere e immediate di scrittura, senza rinunciare alla profondità.
Prodotto artisticamente insieme a Edoardo Piccolo, che ha contribuito in modo decisivo a definire un suono nuovo e vitale, dal punto di vista sonoro “Flòrula” unisce scrittura cantautorale, elettronica e sonorità rituali e corali e mette al centro la voce come strumento narrativo e collettivo. Un lavoro che guarda avanti senza recidere le radici, confermando Patrizia Laquidara come una cantastorie contemporanea capace di abitare il confine tra tradizione e presente, tra parola e suono.
L’album è attraversato da incontri – Antonio Vargas (Delicatoni), Puccio Castrogiovanni, un coro di voci femminili, percussionisti brasiliani provenienti dalla periferia di Recife che Patrizia ha visitato nei suoi viaggi, il giovane rapper El Coco con cui Laquidara collabora in un brano scritto a quattro mani insieme al campione mondiale di poetry slam, l’amico Lorenzo Maragoni– e trova il suo centro in Nessuno deve restare di fuori. Scritto e composto da Patrizia Laquidara, il brano è cantato insieme a Giulia Mei e si configura come un gesto di apertura, condivisione e passaggio di testimone: due voci femminili che si uniscono per dire che il cerchio può sempre allargarsi.
TRACCE: 1. Nessuno deve restare di fuori (Ti ho vista ieri) [con Giulia Mei] – 2. Anna la ciaccaligna – 3. La bambina – 4. Cunizza (Assabenerica) – 5. Nuova Luce
IL DISCO SARA’ PRESENTATO DAL VIVO
QUI LE DATE DEL TOUR:
06/02 – Torrione Jazz Club – FERRARA
07/02 – Revolution live Club – BASSANO DEL GRAPPA (VI)
09/02 – Arci Bellezza – MILANO
10/02 – Bravo Caffè – BOLOGNA
22/02 – Teatro del Pane (in acustico) -TREVISO
01/03 – Monk – ROMA
06/03 – Teatro Socjale – PIANGIPANE (RA)
07/03 – Auditorium della Biblioteca – BUJA (UDINE)
08/03 – Teatro Marmolada – CANAZEI
20/03 – Folk Club – TORINO
27/03 – Auditorium Comunale – POLISTENA
28/03 – Cartoline Club – REGGIO CALABRIA
Patrizia Laquidara è cantautrice e scrittrice. Siciliana di nascita e veneta d'adozione, ha costruito nel tempo un percorso artistico personale e riconoscibile, muovendosi in una zona di confine tra canzone d'autore, poesia, ricerca sonora e performance. La sua voce e la sua scrittura, spesso definite dalla critica visionarie e magnetiche, uniscono profondità emotiva e libertà espressiva, dando forma a un racconto che non si limita a interpretare le storie, ma le abita. Negli anni ha pubblicato album centrali per la canzone d'autrice italiana come Indirizzo portoghese, "Funambola" (prodotto da Arto Lindsay e Patrick Dillett ), Il canto dell'anguana ( Targa Tenco 2011 come miglior album in dialetto, che la porta a duettare con Ian Anderson ) e "C'è qui qualcosa che ti riguarda", prodotto da Alfonso Santimone. Un percorso premiato da riconoscimenti come il Premio Città di Recanati e il Premio della Critica al Festival di Sanremo 2003, e sostenuto da un'intensa attività live in Italia e all'estero (Stati Uniti, Giappone, Ecuador, Brasile, Marocco, Spagna). La sua scrittura musicale ha una forte impronta letteraria ma resta sempre corporea e presente, attraversata da temi come identità, memoria, desiderio, viaggio e trasformazione. Un linguaggio che mescola tradizione e contemporaneità, suggestioni popolari, elettronica e sperimentazione sonora, in un equilibrio costante tra rigore e libertà. Accanto alla musica, Laquidara ha portato il proprio lavoro in dialogo con il teatro e la parola: dal 2023 collabora con Marco Paolini, debuttando al Teatro Strehler di Milano nello spettacolo Boomers come interprete e autrice delle musiche originali, seguito da una lunga tournée e dai successivi progetti Mar de Molada e Bestiario Idrico. Ha inoltre composto Noite Luar per il film Manuale d'amore di Giovanni Veronesi, candidata al David di Donatello come miglior canzone originale. Parallelamente alla musica, ha ampliato il proprio linguaggio nella letteratura con il romanzo "Ti ho vista ieri" (Neri Pozza), vincitore di importanti premi letterari letterari e sarà in uscita nel 2026 una sua raccolta di poesie. Proprio da questo libro nasce il suo nuovo progetto discografico, Flòrula , prodotto artisticamente insieme al musicista e arrangiatore Edoardo Piccolo . Un lavoro che tiene insieme radici e futuro, intimità e apertura, confermando Laquidara come una cantastorie contemporanea capace di attraversare i linguaggi senza separarli.

