Riceviamo e pubblichiamo
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Iniziativa che valorizza una delle tradizioni più autentiche e identitarie della città: un percorso pensato per accompagnare cittadini e visitatori alla scoperta delle undici fagiolate cittadine e del loro piatto simbolo, i faseuj grass.
Per l’edizione 2026 dello Storico Carnevale di Ivrea nasce un’iniziativa che valorizza le fagiolate, una delle tradizioni più autentiche e identitarie della città: il Passaporto delle Fagiolate, un percorso pensato per accompagnare cittadini e visitatori alla scoperta delle undici fagiolate cittadine e del loro piatto simbolo, i faseuj grass.
L’idea nasce dal desiderio di dare risalto a un patrimonio culturale che vive grazie ai rioni, ai volontari, ai cuochi e alle comunità che ogni anno, con passione e dedizione, mantengono viva una tradizione secolare. Le fagiolate non sono solo un appuntamento gastronomico: sono un rito collettivo, un modo di ritrovarsi, di riconoscersi, di condividere un gesto semplice che parla di appartenenza e memoria.

Il Passaporto delle Fagiolate invita a compiere un viaggio attraverso i quartieri, le loro storie e le loro ricette. Ogni assaggio verrà registrato con un timbro sul passaporto, seguendo il calendario ufficiale delle degustazioni e distribuzioni. Non si tratta di una gara tra fagiolate, ma di una sfida tra assaggiatori, un modo per scoprire come uno stesso piatto possa essere interpretato in modi diversi, arricchito da piccoli segreti custoditi da ogni rione.
Chi si presenterà domenica 15 febbraio 2026, dalle 9.00 alle 12.00, presso la Fagiolata di San Bernardo, ultima tappa utile, con almeno otto timbri, riceverà un riconoscimento dedicato.
Un gesto simbolico che premia la curiosità, la partecipazione e l’amore per una tradizione che continua a unire la comunità eporediese.
Per chi volesse completare il percorso, di seguito il calendario completo di tutte le fagiolate. Domenica 1° febbraio 2026, invece, tutte le fagiolate saranno riunite in piazza Ottinetti dalle 10 alle 18 nell’ambito della manifestazione I Sapori del Carnevale: un momento in cui sarà possibile assaggiare tutti i piatti tipici del Carnevale, inclusa la Polenta e Merluzzo, il tipico piatto di magro che accompagna il Carnevale di Ivrea o, meglio, lo saluta. Per tradizione, infatti, il mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima, dopo aver dato l’arrivederci al Carnevale, tutti i cittadini si ritrovano in Borghetto (il quartiere di Ivrea “oltre” la Dora) per mangiare insieme Polenta e Merluzzo offerta dal Comitato della Croazia.


Info: www.storicocarnevaleivrea.it
Biglietti: Storico Carnevale di Ivrea su TicketOne
LE FAGIOLATE
Terzultima di Carnevale – 1° febbraio 2026
Bellavista – Piazza I Maggio
Primo assaggio: sabato precedente la terzultima domenica, dalle ore 21.00
Distribuzione: terzultima domenica di Carnevale, dalle ore 8.00
San Giovanni – Piazza Boves
Primo assaggio: sabato precedente la terzultima domenica, dalle ore 20.00
Distribuzione: terzultima domenica di Carnevale, dalle ore 8.00
Penultima di Carnevale – 8 febbraio 2026
Montenavale – Via Montenavale 8
Primo assaggio: sabato precedente la penultima domenica, dalle ore 22.00
Distribuzione: penultima domenica di Carnevale, dalle ore 8.30
D’la Tour – Via Frandina 2 – Torre Balfredo
Distribuzione: penultima domenica di Carnevale, dalle ore 10.30
Cuj dij Vigne – Via Lago San Michele
Primo assaggio: sabato precedente la penultima domenica, dalle ore 21.30
Distribuzione: penultima domenica di Carnevale, dalle ore 9.30
SS Pietro e Donato – Via San Pietro Martire
Primo assaggio: sabato precedente la penultima domenica, dalle ore 21.00
Distribuzione: penultima domenica di Carnevale, dalle ore 8.00
Giovedì Grasso – 12 febbraio 2026
Cuj d’via Palma – Via IV Martiri
Distribuzione: Giovedì Grasso, ore 16.00, dopo il passaggio del Generale
Domenica di Carnevale – 15 febbraio 2026
San Lorenzo – Ex Polveriera, Via Lago San Michele
Primo assaggio: sabato di Carnevale, dalle ore 21.00
Distribuzione: domenica di Carnevale, dalle ore 9.00
Dora Baltea – Via Dora Baltea
Primo assaggio: sabato di Carnevale, dalle ore 20.00
Distribuzione: domenica di Carnevale, dalle ore 10.00
Castellazzo – Piazza Maretta
Primo assaggio: sabato di Carnevale, dalle ore 23.00
Distribuzione: domenica di Carnevale, dalle ore 8.00
San Bernardo – Piazza della Chiesa
Distribuzione: domenica di Carnevale, dalle ore 9.00
Nota: ultima tappa del Passaporto delle Fagiolate
LE FAGIOLATE
La tradizione delle fagiolate risale al Medioevo, quando le Confraternite eporediesi distribuivano razioni di fagioli – alimento prezioso per i ceti popolari – ai poveri, spesso ridotti alla fame da un sistema fiscale gravoso. Secondo la tradizione, anche il feudatario donava due volte l’anno una pignatta di fagioli alle famiglie meno abbienti, che talvolta, per protesta, li gettavano nelle strade. Da questo gesto simbolico i fagioli entrarono stabilmente nelle vicende dello Storico Carnevale di Ivrea. Nel tempo, l’atto caritatevole si è trasformato in un rito comunitario: un modo per ritrovarsi, riconoscersi, condividere. Le fagiolate sono oggi 11 tutte profondamente legate al calendario e al Cerimoniale del Carnevale.
Bellavista – Piazza I Maggio
La fagiolata di Bellavista è una delle più imponenti e partecipate dell’intera città. Nata nel 1976 grazie all’intraprendenza dei soci del Circolo ENAL, si è trasformata negli anni in un appuntamento identitario per un’area vasta e popolare che comprende Bellavista, Sacca, Canton Vesco e Sacro Cuore. Il quartiere, già nei primi del ’900, eleggeva una propria Mugnaia: un gesto simbolico che rivendicava il desiderio di sentirsi parte del Carnevale pur essendo “lontani” dal centro. Oggi, in Piazza I Maggio, si respira un’atmosfera di festa popolare autentica: i paioli fumano fin dal mattino presto, i volontari si alternano ai fuochi, e la distribuzione raggiunge numeri impressionanti – circa 15.000 razioni – che raccontano la forza aggregativa di questo rione. Qui la fagiolata non è solo un piatto: è un modo di affermare la propria presenza nella storia del Carnevale.
San Giovanni – Piazza Boves
La fagiolata di San Giovanni nasce nel 1984 come gesto spontaneo di un gruppo di residenti del nuovo quartiere, desiderosi di creare un momento di incontro per le famiglie appena insediate. È una fagiolata che porta con sé il sapore delle cose costruite dal basso: materiali recuperati, vecchie plance riadattate, attrezzature riciclate, turni di lavoro condivisi. Il quartiere si riconosce in questo spirito semplice e genuino, che negli anni ha conquistato anche il riconoscimento istituzionale: oggi la fagiolata riceve la visita del Generale, dello Stato Maggiore e degli Abbà, un segno di piena appartenenza alla famiglia carnevalesca. La distribuzione avviene la prima domenica delle alzate, e per molti eporediesi rappresenta il primo vero “assaggio” dell’atmosfera del Carnevale.
Montenavale – Via Montenavale 8
La fagiolata di Montenavale è una delle più antiche della città e porta con sé una storia fatta di pause, rinascite e grande spirito di comunità. Nata nel 1935 per iniziativa di un gruppo di amici, si interrompe durante la guerra e riprende nel 1946, quando la normalità torna lentamente a farsi strada. Un nuovo stop nel 1963 non spegne l’entusiasmo del quartiere, che nel 1984 ritrova energia grazie alla costruzione di un carro da getto: un progetto che diventa motore di aggregazione e riaccende la tradizione della fagiolata. Oggi Montenavale vive la fagiolata come un vero rito collettivo: la questua, il giro porta a porta per raccogliere fondi, è un momento di incontro e socialità; la degustazione del sabato sera è famosa per le sue “sorprese”, piccoli momenti di festa che cambiano ogni anno ma che restano nella memoria di chi vi partecipa.
D’la Tour - Via Frandina 2 – Torre Balfredo
La fagiolata di Torre Balfredo è una tradizione che si tramanda quasi per osmosi, perché “c’è sempre stata”. Gli abitanti del rione la ricordano fin da bambini, come un appuntamento che segnava l’arrivo del Carnevale. Da oltre 35 anni è la Bocciofila Balfredese a custodirne l’organizzazione, trasformando Casa Giuseppina in un punto di riferimento per l’intero quartiere. Qui la fagiolata è parte di un tessuto sociale vivace: castagnate, eventi sportivi, corse a staffetta, iniziative di autofinanziamento. La distribuzione avviene in un clima familiare, quasi domestico, dove chi arriva trova sempre un sorriso e una scodella fumante.
Cuj dij Vigne – Via Lago San Michele
Questa fagiolata nasce nel 1977 da un gruppo di giovani eporediesi che sentono il bisogno di ritagliarsi un proprio spazio all’interno del Carnevale. Il primo invito è un gesto poetico e spontaneo: un semplice manifestino affisso sui muri delle case e sui pali della luce, da Canton Gabriel a Regione Moncrava. Da allora, il “rione delle vigne” ha mantenuto intatto quello spirito giovane, libero e un po’ ribelle. Oggi vengono cucinati tre quintali di fagioli, per circa 3.500 razioni, in un’atmosfera che conserva la freschezza delle origini: musica, risate, volontari che si alternano ai paioli, e un pubblico affezionato che torna ogni anno.
SS Pietro e Donato – Via San Pietro Martire
La fagiolata di San Pietro e Martire nasce nel 1973 da un gruppo di amici e attraversa negli anni qualche difficoltà, ma sempre con la capacità di ritrovare entusiasmo e continuità. Nel 2016 cambia nome in SS Pietro e Donato ma mantiene lo stesso spirito comunitario e di appartenenza che aveva contraddistinto i primi fagiollari che la fondarono. È una fagiolata “di vicinato”, raccolta, intima, che coinvolge circa 100 persone del rione. La degustazione avviene la sera prima della penultima domenica, mentre la distribuzione si svolge all’alba della “seconda alzata”: un momento speciale, in cui i primi fagioli grassi del rione vengono assaporati quando la città è ancora silenziosa. È un rito che crea appartenenza e rinsalda il legame tra chi vive il quartiere.
Cuj d’via Palma – Via IV Martiri
Fondata nel 1964 dai genitori dell’attuale proprietario della “Piola del Generale”, questa fagiolata è profondamente intrecciata con il Cerimoniale del Carnevale. La distribuzione avviene dopo il passaggio del Generale, quando il corteo storico si reca al Seminario per la visita al Vescovo. È un momento intimo, quasi sospeso, in cui la folla si raduna per osservare il Generale e, secondo la tradizione, “intuire” l’esito della sua campagna dal modo in cui viene accolto. La fagiolata diventa così un barometro simbolico dell’umore della città, un rito che unisce storia, superstizione e comunità.
San Lorenzo – Ex Polveriera, Via Lago San Michele
La fagiolata di San Lorenzo nasce nel 1967 dai Coscritti e si inserisce nei festeggiamenti invernali del quartiere. Il suo momento più poetico avviene il 6 gennaio, giorno dell’Epifania: davanti alla chiesa, durante il giro di “sveglia”, Pifferi e Tamburi ricevono una ciotola di fagioli fumanti per “scaldarsi le mani”. È un gesto semplice, nato spontaneamente, che anticipa la festa e che negli anni è diventato tradizione. La degustazione del sabato di Carnevale e la distribuzione della domenica completano un percorso che unisce memoria, musica e comunità.
Dora Baltea – Via Dora Baltea
Nata nel 1969 tra le case degli operai Montefibre, questa fagiolata porta con sé la storia industriale della città. È una fagiolata popolare, diretta, concreta, che fin dall’inizio ha scelto la domenica del Carnevale come giorno di distribuzione. Oggi vengono cucinati 2 quintali di fagioli e 220 kg di cotechini, parte dei quali utilizzati per preparare circa 30 kg di panini distribuiti in piazza. È un appuntamento che unisce generazioni diverse e che conserva il sapore delle tradizioni operaie eporediesi.
Castellazzo – Piazza Maretta
Le sue origini risalgono alle Confraternite del Santo Spirito del Trecento, attive nel rione di San Maurizio, che offrivano pasti completi ai meno abbienti in occasione della Pentecoste e del giorno del Santo Patrono. Nel Settecento queste confraternite si trasformarono nelle Badie dei Giovani, che inserirono i pasti benefici nelle celebrazioni carnevalesche. Un documento del 1878 attesta già l’esistenza di un “Disné d’Beneficenssa in Piazza Maretta”. Oggi il Castellazzo conserva intatto il proprio carattere solidale: oltre alla distribuzione dei fagioli, offre un pranzo completo a molti bisognosi della città.
San Bernardo – Piazza della Chiesa
La fagiolata di San Bernardo, nata grazie ai Coscritti a inizio ’900, veniva originariamente organizzata nella “Cascina Capitul”. Dal 2003 è la Pro Loco a custodirne la tradizione, inserendola stabilmente nella vita del quartiere. La distribuzione avviene la domenica di Carnevale, in un clima di festa semplice e autentica. È anche l’ultima tappa del Passaporto delle Fagiolate 2026, ed è infatti qui che tutti coloro che avranno collezionato almeno otto timbri diversi sul proprio passaporto, potranno ritirare il loro meritato riconoscimento finale, a testimonianza del pellegrinaggio gastronomico eporediese: un modo per chiudere il percorso nel segno della comunità.
