a cura della Redazione
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Intervista con l’artista che da qualche settimana è uscito con il suo disco d’esordio dal titolo “Oleandri”. Alberto ha risposto alle nostre domande parlando oltre che del suo album anche di musica e progetti futuri.

Con “Oleandri”, Alberto Conti firma un disco d’esordio che osserva le relazioni nel loro punto più instabile: quando l’amore esiste ancora, ma ha già iniziato a incrinarsi. Nove brani che raccontano attese, promesse non mantenute e distanze emotive, con uno sguardo diretto e generazionale.
Il brano omonimo sintetizza il senso dell’album: un sentimento bello in superficie ma potenzialmente distruttivo, come i fiori da cui prende il nome. Tra momenti intimi ed esplosioni emotive, Oleandri è un lavoro che mette a fuoco il conflitto tra il desiderio di restare e la necessità di cambiare.
Ciao Alberto, benvenuto su Ottiche Parallele! Il tuo amore per la musica è iniziato prestissimo, a soli otto anni con la chitarra classica, per poi passare al Jazz al Conservatorio. C’è stato un momento preciso in cui hai capito che la tua tecnica doveva mettersi al servizio della forma “canzone”?
Ciao, grazie mille per l’invito! Diciamo che era da qualche anno che sentivo la necessità di iniziare a scrivere qualcosa di mio, poi, fortunatamente, ho conosciuto il produttore Alex Bagnoli e abbiamo iniziato effettivamente a comporre dei brani inediti.

Cosa rappresenta per te la musica e, in particolare, il tuo modo di fare musica? Cerchi un equilibrio tra la tua formazione accademica e l’urgenza di raccontare la quotidianità dei tuoi vent’anni?
Per me la musica è fondamentale, mi accompagna in ogni momento della giornata. Nelle mie canzoni cerco di fare sempre una sintesi delle mie influenze e della mia formazione musicale. Mi affascina molto cercare di raccontare il mio punto di vista sulla vita quotidiana grazie alla musica, poiché grazie ad essa si riesce ad arrivare a più persone possibili.
Il tuo stile unisce ricerca sonora e autenticità. Quali musicisti ti hanno ispirato di più? Nel tuo percorso citi spesso riferimenti internazionali come John Mayer, Sam Fender e Jacob Collier: come convivono con la tua scrittura in italiano?Diciamo che ho sempre ascoltato tanta musica e tanta musica diversa, sicuramente gli artisti che hai citato sono sempre stati il mio punto di riferimento. Per quanto riguarda la mia scrittura in italiano, i miei punti di riferimento sono Cesare Cremonini e Fulminacci.

Il 9 gennaio è uscito “Oleandri”, il tuo album d’esordio prodotto con Alex Bagnoli. Di cosa parla questo lavoro e quale messaggio vuoi trasmettere a chi si immerge in queste nove tracce?
Oleandri, in generale, parla di una storia d’amore senza lieto fine, anzi si arriva a pensare che sia stato tutto frutto dell’immaginazione. I nove brani che sono presenti all’interno di questo album corrispondono ai vari momenti che caratterizzano una relazione. Per esempio, brani come Sogni in svendita e Mantra parlano delle emozioni che si hanno i primi tempi, poi successivamente possono arrivare i dubbi (Cuore Dentro), poi magari la rottura (Oleandri) e poi il ricordo o sogno di questa relazione (Frammento o Acrobati).
C’è un filo conduttore che lega i brani dell’album? Il titolo “Oleandri” richiama fiori bellissimi ma velenosi: è questa la metafora delle relazioni fragili che esplori nel disco?
Il filo conduttore di questo album è l’amore, amore inteso come sentimento meraviglioso ma, a volte, doloroso. Ho usato questa pianta come metafora dell’amore poiché è una pianta a cui sono molto legato avendo anche origini marchigiane.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti? Sappiamo che la dimensione live è quella che preferisci: ci sono già dei piani per portare “Oleandri” dal vivo?
Sicuramente la mia priorità è quella di voler suonare dal vivo il più possibile, poiché è anche la cosa che mi rende più felice. Il calendario dei live è in fase di programmazione, ma non vedo l’ora di poter suonare per la prima volta dei miei brani dal vivo.
Ringraziamo Alberto per la disponibilità e Valentina Seneci di Red&Blue Music Relations per la preziosa collaborazione.
