Riceviamo e pubblichiamo
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Maschere tradizionali, sfilate urbane e roghi simbolici animano la “quinta stagione” tra città e borghi della penisola. Un periodo in cui l’ordine quotidiano si capovolge, le maschere prendono simbolicamente il potere e le comunità celebrano, attraverso riti antichi e gesti collettivi, la fine dell’inverno e l’attesa della primavera.

Nell’Istria croata, il Carnevale è molto più di una ricorrenza. È un autentico momentorituale, conosciuto localmente come la “quinta stagione”: un periodo in cui l’ordine quotidiano si capovolge, le maschere prendono simbolicamente il potere e le comunità celebrano, attraverso riti antichi e gesti collettivi, la fine dell’inverno e l’attesa della primavera. Fino a metà febbraio, città e borghi della penisola croata fanno rivivere questa tradizione con sfilate, cerimonie simboliche e feste che intrecciano satira, memoria e identità locale.

Pula (Pola): il Carnevale urbano tra rito e spettacolo

A Pola, il Carnevale si esprime in una dimensione urbana, dove il centro storico e i quartieri diventano palcoscenici di una festa collettiva. Dopo l’avvio simbolico del periodo carnevalesco, il cuore delle celebrazioni è rappresentato dalla grande sfilata dei gruppi mascherati, in programma il 7 febbraio. Il corteo attraversa la città partendo dall’Arena romana – uno dei monumenti più riconoscibili dell’Istria – per poi proseguire verso la Porta Aurea (Arco dei Sergi), tra carri allegorici, costumi satirici e musica. Il Carnevale di Pola continua l’8 febbraio, quando le maschere raggiungono i quartieri di Valmade e Montegrande, rafforzando il legame tra festa e comunità locale. La conclusione arriva il 17 febbraio, con uno dei riti più significativi del Carnevale istriano: il processo e il rogo del Pust, il fantoccio che incarna simbolicamente tutte le difficoltà e le sventure dell’anno appena trascorso. Con la sua distruzione rituale, la città saluta il Carnevale e si prepara all’inizio della Quaresima.

Buzet (Pinguente): la festa della comunità e il rito dell’Igra na ruh

Nel nord dell’Istria, Buzet (Pinguente) è uno dei centri più rappresentativi del Carnevale tradizionale. Qui la “quinta stagione” coinvolge l’intero territorio, con un susseguirsi di eventi che animano la cittadina e i paesi dei dintorni. Il momento più atteso è la grande sfilata in maschera di Buzet, in programma il 15 febbraio, che richiama ogni anno circa mille maschere e numerosi carri allegorici, espressione di una creatività legata alla satira popolare. Accanto alla sfilata principale, il 16 febbraio è dedicato ai più piccoli con la sfilata in maschera per bambini, mentre il 18 febbraio si svolge uno dei riti più affascinanti e singolari dell’intero Carnevale istriano: l’Igra na ruh. Questo antico gioco popolare, che si tiene lungo la strada tra Sv. Ivan e Most, affonda le sue origini in una leggenda locale legata ai mugnai della valle del fiume Mirna (Quieto in italiano) e culmina nel simbolico lancio delle corna. Si narra infatti che un tempo i proprietari dei mulini fossero divisi da una grande rivalità. La tensione durò a lungo, finché un giorno, nel pieno delle festività carnevalesche, si ritrovarono tutti insieme in maschera per condividere una cena a base di montone. Dopo il banchetto, qualcuno afferrò le corna dell’animale e, lanciandole via, proclamò la fine delle ostilità. I mugnai accolsero il gesto con entusiasmo e da quel momento, ogni anno, si rinnova il rito del lancio delle corna nel giorno del Mercoledì delle Ceneri. Nella stessa giornata, con la bruciatura del Fantoccio e la restituzione delle chiavi alle autorità civili, il Carnevale si chiude ufficialmente.

Labin (Albona): maschere tradizionali e riti di passaggio

Ad Albona, sulla costa orientale dell’Istria, il Carnevale conserva un carattere fortemente rituale e identitario. Protagoniste assolute sono le maschere della Labinjonska kompanija – domoća folšarija, custodi di una tradizione che si tramanda da generazioni. Durante la quinta stagione, queste figure guidano simbolicamente la città e i villaggi circostanti, trasformando il Carnevale in un rito di passaggio collettivo. Dopo settimane di eventi diffusi nei borghi dell’entroterra, il momento culminante è “Albona sotto le maschere”, in programma il 14 febbraio, quando la città si riempie di costumi tradizionali e maschere satiriche. La chiusura del Carnevale avviene il 17 febbraio, con il processo e la bruciatura di Messer Carnevale in Piazza dei Minatori,ovvero il responsabile di tutti i mali dell’anno passato: un gesto carico di significato, che affida al fuoco tutto ciò che deve essere lasciato alle spalle prima dell’arrivo della primavera.

I dolci del Carnevale: memoria, gesti e sapori
Nell’Istria croata il Carnevale si racconta anche attraverso la cucina, custode di gesti antichi e ricette tramandate. Le fritule sono le protagoniste indiscusse di questo periodo: piccole frittelle morbide e profumate, preparate in occasione delle feste e condivise durante le sfilate e i ritrovi comunitari. Accanto a loro non mancano le kroštule, sottili strisce di pasta fritta, croccanti e leggere, spolverate di zucchero e simili alle chiacchiere italiane.
Questi dolci non sono solo una golosità stagionale, ma parte integrante del rito carnevalesco: preparati nelle case, offerti agli ospiti e consumati nelle piazze, accompagnano la quinta stagione della regione come simbolo di convivialità e continuità culturale.

Per le informazioni sulla destinazione e i suoi highlights: www.istriavicina.istra.hr