di Misia Mistrani
Tempo di lettura: 2 minuti – 297 parole

Recensione del lavoro del duo francese che annovera composizioni in francese, inglese, italiano e spagnolo. Il singolo di lancio, “Costa Paradiso” è forse l’episodio più leggero dell’album.

Fusion” del duo francese Pat and Co, edito da La Stanza Nascosta Records, annovera composizioni in francese, inglese, italiano e spagnolo e danza, con energia e ricercatezza, sul filo del Bristol sound, con continue, sorprendenti contaminazioni. I punti di riferimento, dichiarati, non rendono mai l’album un lavoro epigonale ma costituiscono l’innesco di sperimentazioni feconde e slittamenti fra linguaggi contigui. “Costa Paradiso”, il singolo di lancio, è forse l’episodio più leggero dell’album, presentato in una confezione radiofonica e in una veste lounge.
Degno di nota lo strumentale “Move”, ispirato a Doo-Bop di Miles Davis, il primo manifesto di Jazz-hop; sarebbe molto interessante godere delle improvvisazioni vocali che di volta in volta Patricia ci disegna sopra, durante i live.

Dal nu-soul al tango, passando per il pop-rock e le incursioni balcaniche, quella di Patricia è una voce in grado di attraversare i generi in maniera spericolata, restando sempre fedele a se stessa. Elegante chanteuse del blues, front woman di un duo jazz (almeno nello spirito contaminante) tanto atipico quanto straordinario, chansonnier ricercata e immediata,
Patricia costruisce con miracolosa naturalezza una sovrapposizione di registri e stili, punteggiando le sue esecuzioni di acrobatici virtuosismi black.
Claude Lai, diplomato in pianoforte e sperimentatore dell’arte del campionamento o sampling, è compositore di razza, capace di accostare alla retrospettiva nostalgica il ritmo dell’avanguardia.
Menzione d’onore per “Power”, vero e proprio gioiello, e per “La Dechirure”, una “cavalcata” vocale e sonora di rara intensità.
Un disco, “Fusion”, a cui i confini italici stanno sicuramente stretti e che-per il respiro internazionale e la qualità, dovrebbe scalare le chart mondiali.