di Miriana Kuntz
foto Miriana Kuntz
Tempo di lettura: 6 minuti – 1098 parole
Recensione dello spettacolo ispirato all’immaginario gotico del regista Tim Burton ripercorrendo i suoi più grandi capolavori. Un insieme di fattori hanno fatto si di trasportare lo spettatore in un mondo gotico e onirico.
Si è tenuto al Teatro Palapartenope di Napoli il 20 Febbraio 2026, “The spleen orchestra Tim Burton Show”, il circo freak ispirato all’immaginario gotico del regista Tim Burton. Lo spettacolo ripercorre in maniera fedele i più grandi capolavori del regista. Non solo ottima musica, ma anche una serie di costumi, scenografie, dialoghi ed effetti speciali, che hanno trasportato lo spettatore in un mondo gotico e onirico. La data specifica è stata prodotta da Miza productions.
Non una semplice tribute band, la spleen orchestra, offre un’esperienza teatrale completa che fa immergere in maniera totale lo spettatore nell’universo Burton. Il progetto nato nel 2009 dall’incontro tra un gruppo di artisti uniti dalla stessa passione, ha conquistato platee non solo italiane, ma anche europee. Lo show ripercorre in maniera fedele la poetica gotico fiabesca di Burton. Al centro del palco, una band assortita di sette musicisti e cantanti, la cui performance è rigorosamente dal vivo, reinterpretando i brani iconici firmati da Danny Elfman, compositore storico dei film del regista statunitense.



Il repertorio ha attraversato i capolavori più iconici con musiche e atmosfere tratte da film come: La sposa Cadavedere, Edward mani di forbice, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, Batman, Nightmare Before Christmas, Beetlejuice, Mercoledì ecc.
La Spleen Orchestra (composizione)
Voce: Moreno Teriaca – Voce e narrazione: Niccolò De Santis – Voce: Giorgia Borlotti – Batteria: Davide Ceiner – Direttore artistico e Bassista: Simone Pirovano – Chitarre: Carlo Fontana – Pianoforte: Daniele Bettini – Ballo: Alessia La Cavalla, Make-up e costumi: Daria Bonini.
La data di Napoli al Palapartenope
Lo spettacolo ha aperto le porte al suo pubblico con un’atmosfera soffusa e misteriosa. “Con questa mano io dissiperò i tuoi affanni. Il tuo calice non sarà mai vuoto perché io sarò il tuo vino. Con questa candela illuminerò il tuo cammino nelle tenebre. Con quest’anello io ti chiedo di essere mia.” Questo il monologo del film “La sposa Cadavere” che dà il benvenuto agli spettatori. Per poi lasciarli divertiti dinanzi alla canzone “Il Jazz dell’adilà”, dove i tre artisti della Spleen Orchestra hanno deliziato il pubblico con le loro voci forti e calzanti. A chiudere l’emozionante blocco dedicato alla Sposa Cadavere, è stata la malinconica canzone “Se toccassi una candela” dove la dolce Emily fa seriamente i conti con il suo essere ormai trapassata. Gli iconici capelli blu e il vestito da sposa sgualcito, insieme alla strabiliante vocalità della cantante, hanno regalato alla platea una caterva di emozioni.


Di grande impatto il blocco dedicato al film “Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato”. Emozionante la storia di Charlie Bucket, fino a raggiungere un ritmo piuttosto concitato, con l’aiuto del battito di mani del pubblico. La Spleen Orchestra, ripercorre in maniera divertente, esattamente come nel film, la storia di alcuni ragazzini ospiti alla Fabbrica di Wonka. Prima con la canzone dedicata ad Augutus Gloop e poi su Violetta Beauregarde. Entrambe le situazioni sono ben raccontate dalla Spleen Orchestra, con colori ed abiti dedicati.
A rendere l’atmosfera disturbante di Mars Attack meno spaventosa, è stato l’aggancio musicale dell’Orchestra, con la canzone It’s not Unusual di Tom Jones. L’alieno del film, fedelmente ricostruito in ogni sua parte, si è mosso sul palco con l’estrema ironia che in qualche modo contraddistingue il film. La platea ha accolto l’atmosfera festosa battendo le mani e muovendosi a tempo.
A luci spente, si è poi espansa nella sala l’iconica intro della serie di successo Mercoledì. Qui uno degli artisti ha cantato magistralmente la canzone dei The Cramps “Goo goo Muck”. Sullo sfondo una disturbante Mercoledì, che ha riprodotto l’iconico ballo del film, con movenze riconosciute da tutto il pubblico in sala.


La modernità di Mercoledì ha poi lasciato il posto all’incredibile storia di Alice in Wonderland. Qui, costumi e voci si sono mescolati insieme, regalando al pubblico uno spettacolo emozionante e magico. A regalare allo show dedicato a Tim Burton, un momento sensuale, è stato il blocco dedicato a Batman e a Catwoman. L’artista ha eseguito una serie di movenze acrobatiche con frusta e luci blu.
A seguire c’è stato il blocco dedicato a Edward Mani di Forbici, con la nostalgica storia di Edward, dove il monologo sulla sua vita si è intrecciato con una musicalità eterea, a concludere tale momento è stato l’iconico abbraccio tra Kim Boogs ed Edward.
“È stato molto tempo fa, più di quanto ora sembra
In un posto che forse nei sogni si rimembra
La storia che voi udire potrete
Si svolse nel mondo delle feste più liete
Vi sarete chiesti magari dove nascono le feste
Se così non è, direi, che cominciare dovreste”.



Con questo monologo si apre il blocco più atteso dal pubblico che lo accoglie con un boato energico. È quello dedicato a Nightmare Before Crhistmas. Note rock e forti hanno spalancato le porte dello strabiliante mondo capeggiato da re delle zucche Jack Skeleton. Grande attesa per la canzone “Re del blu re del mai”, per poi lasciare spazio alla performance artistica dedicata a Sally, a Mr Bau Bau e molti altri. A chiudere il blocco è stata la canzone Sally song, magistralmente reinterpretata da una delle artiste della Spleen Orchestra. La sua voce si è mescolata con quella dell’artista che ha dato corpo e voce a Jack, avvicendandosi sulla famosa rupe del film. Romantico e gotico il loro momento, regalando al pubblico uno spettacolo senza pari.
A chiudere l’intero show è stato il blocco dedicato al film Big Fish. La storia di Karl the giant ha aperto il pubblico ad una profonda riflessione sull’essere diversi, e non necessariamente cattivi, e che spesso le persone socialmente riconosciute diverse per un qualche motivo, sono spesso sole.


Sul finale, una chiusa coinvolgente e allegra sulle note di Shake Senora di Harry Belafonte. Il pubblico in piedi ha salutato festosamente la Spleen Orchestra, ringraziando a passi di danza per lo strabiliante spettacolo offertogli.
Un grande show, quello realizzato dalla Spleen Orchestra, monologhi, voci e scenografie, si sono fuse insieme, regalando momenti eterei e magici. Un mondo dove “i respiranti” hanno avuto la possibilità di passare una serata nell’aldilà. Una serata libera dalla routine grigia e repressiva del mondo dei vivi. E come direbbe un personaggio del mondo Burtoniano: Salta campana!
