Riceviamo e pubblichiamo
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Un rito contemporaneo in cui la moda ha superato la forma per diventare racconto, luce e responsabilità culturale è risultato l’evento moda andato in scena lo scorso 25 febbraio ai Chiostri di San Barnaba nel capoluogo lombardo.

Il 25 febbraio 2026 i Chiostri di San Barnaba in Milano, hanno respirato un silenzio vibrante, un attimo sospeso tra storia e sogno, quando la GX Fashion Week ha trasformato la moda in pura emozione, in arte che non si vede solo con gli occhi ma si percepisce con il cuore e con l’anima.
Al buio, illuminati da una sola luce che faceva emergere gli affreschi medioevali come se fossero vivi, le parole hanno iniziato a danzare nello spazio, delicate e potenti allo stesso tempo: “Il bello non è solo ciò che vediamo, ma ciò che accogliamo con il cuore e con la mente. Esso nasce dall’armonia delle forme, dalla cura con cui qualcosa viene creato, e dal rispetto per chi lo percepisce. Il bello ci invita a vivere con attenzione, responsabilità, e gratitudine, perché tocca ciò che è universale nell’uomo e lo eleva. È presente nell’arte, nel gesto, nelle parole, in tutto ciò che esprime sincerità e misura. Chi cerca il bello coltiva anche la propria dignità e la capacità di portare luce nella vita degli altri” e nella voce dolce, intensa e piena di talento di Gentiana Dervishi, organizzatrice, anima e titolare del brand GX, ogni parola era un respiro, una carezza, un invito a vedere la moda come esperienza totale, poesia tangibile, energia che si respira.

Oltre 300 persone sono rimaste incantate dagli abiti scelti con visione, passione e rispetto per chi li osserva, sospese in un tempo che sembrava dilatarsi. Quelle stesse parole hanno poi trovato continuità nel racconto di Alessio Marrari, blogger responsabile della comunicazione GX, che annovera decenni di esperienze mediatiche, il quale ha saputo trasmettere l’anima delle collezioni, trasformando ogni sguardo, ogni respiro, ogni applauso in un unico, grande atto di bellezza autentica, capace di lasciare una traccia indelebile nell’anima di chi ha avuto il privilegio di assistere, come se la moda stessa avesse sussurrato il suo segreto più prezioso: che il vero bello è ciò che accende la luce dentro di noi.
In questo scenario di intensa ispirazione e visione, la passerella della GX Fashion Week ha accolto designer capaci di interpretare il contemporaneo con linguaggi differenti ma accomunati da una profonda identità creativa.

Tra le presenze più autorevoli si distingue Etnik Shala, fondatore e direttore creativo del brand Etinik Shala, nato il 20 giugno 1993 a Peja e oggi riconosciuto come una delle voci più visionarie e rappresentative della moda kosovara contemporanea. In oltre un decennio di carriera ha costruito un’identità stilistica solida e distintiva, capace di coniugare moda contemporanea, patrimonio culturale e memoria storica in una sintesi coerente e profondamente riconoscibile. Le sue creazioni si configurano come vere e proprie narrazioni estetiche: ogni collezione rappresenta un percorso emozionale in cui tradizione e avanguardia dialogano con equilibrio, generando un linguaggio espressivo teatrale, sofisticato e fortemente identitario. Il romanticismo delle radici si intreccia con una visione proiettata al futuro, dando forma a un’estetica ricercata e strutturalmente innovativa. Le collezioni Symphony of Flowers, White Swan, Geisha, Brymé, Muze, Xenon e Alexei 2025 sono state presentate su prestigiosi palcoscenici internazionali, ottenendo significativi riconoscimenti, tra cui il Grand Prix ai Big SEE Fashion Design Awards nel 2019 e nel 2022 e il Public Choice Award a Sarajevo. Già nel 2011 era stato insignito del titolo di Best Albanian Designer, affermandosi fin dagli esordi come figura di riferimento nel panorama regionale. Parallelamente alla propria attività creativa, ha ricoperto incarichi di Direzione Creativa per brand internazionali e si dedica con continuità alla formazione delle nuove generazioni, promuovendo una visione della moda consapevole, sostenibile e culturalmente radicata. Oggi Etnik Shala rappresenta un autentico ponte tra identità e innovazione, tra memoria e futuro, incarnando una progettualità che valorizza le radici reinterpretandole in chiave contemporanea.

Kurumi Yokoyama, fondatrice e direttrice creativa del brand Kurumi, ha intrapreso il proprio percorso nel mondo della moda come modella professionista, maturando un’esperienza diretta e profonda del potere trasformativo dell’abbigliamento, quel preciso istante in cui un capo non modifica soltanto l’estetica, ma ridefinisce postura, sicurezza ed energia di chi lo indossa. È proprio da questa consapevolezza vissuta in prima persona che prende forma la sua filosofia creativa. Profondamente influenzata dall’estetica giapponese, dai motivi tradizionali all’eccellenza artigianale, fino alla forza espressiva della semplicità, Yokoyama rielabora questi codici trasformandoli in un concetto di lusso quotidiano. Elementi un tempo riservati a ritualità e occasioni formali vengono reinterpretati in chiave contemporanea, tradotti in silhouette essenziali e sofisticate, capaci di inserirsi con naturalezza nella vita moderna. Il fulcro identitario del brand si concentra nel concetto di “Wa”, termine che in giapponese esprime armonia, un principio culturale ed emotivo che diventa ponte tra tradizione e presente, tra individuo e collettività, tra culture differenti. Indossare le sue creazioni assume così un valore simbolico che va oltre l’estetica, favorendo dialogo, comprensione e connessione. Le collezioni Kurumi non mirano esclusivamente a valorizzare l’immagine, ma a generare fiducia, entusiasmo e consapevolezza. Unendo la sensibilità acquisita sulle passerelle internazionali a un autentico rispetto per la tradizione giapponese, Kurumi Yokoyama dà vita a capi che esaltano l’identità di chi li indossa, trasmettendo una presenza elegante, luminosa e profondamente sensazionale.

Álex Cortéz Carreras, titolare del brand Alex Menorca, ha presentato Resilienza, una collezione che ha raccontato la forza silenziosa di andare avanti quando il peso della vita è diventato invisibile agli occhi degli altri, che è stata dedicata a chi convive con ansia e depressione e, nonostante tutto, ha affrontato ogni giorno con dignità e coraggio. Non è stato un racconto sulla fragilità, ma sull’eleganza del resistere, sul mostrarsi al mondo con luce mentre si combattono battaglie interiori. La collezione si è espressa attraverso tessuti fluidi, volumi avvolgenti e una palette capace di accompagnare il movimento del corpo. Lacci e legature sono diventati simbolo di pressioni sociali e tensioni invisibili, in dialogo con silhouette morbide che hanno evocato libertà, costruendo un equilibrio costante tra costrizione e liberazione. È stato anche un omaggio alla nonna del designer, icona di eleganza senza tempo e forza quotidiana, pilastro identitario del brand. Fedele al proprio DNA, Álex Cortéz Carreras ha posto sostenibilità e materialità al centro del progetto creativo, concependo la moda come linguaggio narrativo ed emozionale. Con Resilienza, si è affermato come voce emergente internazionale, capace di trasformare la moda in un potente racconto contemporaneo.

Nina Tsiklauri, georgiana con “anima” italiana, titolare del brand Unique Milano, ha presentato creazioni che sublimano la tradizione sartoriale in un’estetica sofisticata ed esclusiva, fondendo magistralmente la purezza della tradizione italiana con un linguaggio audace e contemporaneo. Formatasi sotto la guida del maestro Paolo Lentini, oggi Accademico Nazionale dei Sartori, ha realizzato nel suo atelier capolavori che incarnano l’incontro perfetto tra artigianalità e innovazione, trasformando ogni capo in un’esperienza di eleganza contemporanea. La stilista ha espresso una concezione del dettaglio che va oltre la mera decorazione, infondendo grinta e autorevolezza caratteriale in ogni cucitura, in ogni finitura, in ogni elemento che compone le sue collezioni, facendo sì che i particolari dialoghino con chi li osserva e li indossa, amplificando la personalità e la presenza di chi li sceglie. I suoi modelli si distinguono per una tensione estetica mozzafiato, dove ogni dettaglio sartoriale diventa un’affermazione di carattere e forza, raccontando una femminilità consapevole, determinata e profondamente elegante. Grazie a questa visione, la stilista si è affermata come una delle protagoniste più raffinate e visionarie della scena internazionale, confermando la propria firma come sinonimo di creatività, distinzione e impatto estetico memorabile.

Michele Umberto Perrera è uno stilista di fama internazionale, attivo da sessant’anni nella moda maschile e femminile e quest’anno compie 88 anni. Ha partecipato al Festival della Moda di Sanremo nel 1968, è stato invitato all’Accademia dei Sartori di Roma nel 1971 e dal 1974 è presenza fissa alle sfilate annuali del Teatro Regio di Torino. Negli anni ’80 e ’90 ha condotto ricerche sartoriali innovative, raccolte nel celebre Trattato per le Sartorie, apprezzato nei salotti più influenti del settore. Nel 1970 si è classificato secondo al concorso “Forbici d’Oro”, vincendo il premio “Il Centimetro d’Oro”, e da allora contribuisce all’organizzazione dell’evento con la sua esperienza. Negli ultimi cinque anni ha partecipato a tutte le GX Fashion Week, consolidando la sua autorevolezza e influenza nel panorama sartoriale internazionale. In questa edizione, Perrera ha stupito ancora una volta, non limitandosi a presentare modelli perfettamente realizzati e rifiniti a mano, ma scegliendo il colore “tutto giallo” come filo conduttore della sua visione, trasformando la passerella in un’esplosione di luce, energia e gioia. Una scelta audace e poetica, che ha catturato lo sguardo e il cuore del pubblico, culminando in un’ovazione che ha celebrato non solo l’eccellenza sartoriale, ma anche la capacità di trasmettere emozione, personalità e vita attraverso ogni singolo capo.

“Cinque nazioni, cinque culture distinte si sono intrecciate in un dialogo di rara armonia, ognuna portando con sé l’essenza più profonda e autentica della propria tradizione. Ho avuto il privilegio di ammirare un’eleganza sublime e una collaborazione impeccabile tra designer, staff tecnico e artistico. Sul piano umano, l’atmosfera non ha mai assunto toni freddi o distaccati, ma ha rivelato un’armonia genuina, alimentata da una passione che ha attraversato lingue diverse, tenendo tutti uniti verso un obiettivo condiviso. Le collezioni hanno raggiunto vette straordinarie, e nelle espressioni del pubblico ho colto stupore sincero e ammirazione profonda per i designer selezionati. Ho osservato ogni singolo lavoro con rispetto e gratitudine, ed è stato per me un privilegio sostenere la creatività degli stilisti, offrendo loro l’opportunità di vedere autentici capolavori prendere vita in passerella.”  afferma Gentiana Dervishi, ideatrice e patron del consolidato appuntamento milanese di febbraio.

Il direttore del coordinamento, Alessia Xhafa, ha orchestrato con maestria un ulteriore capolavoro organizzativo, poco più che ventenne, possedendo una padronanza professionale rara, ha assunto il controllo di ogni contesto con impeccabile lucidità, trasformando complesse situazioni in successi unanimemente riconosciuti, cresciuta nel contesto dell’alta moda fin da piccola e oggi capace di padroneggiare ogni situazione con le competenze di un direttore navigato.
Gli Hair Make-up Artist, autentici artefici di bellezza, hanno sublimato l’estetica in visione scenica attraverso un’applicazione rigorosa e sensibile della propria competenza tecnica, venendo coordinati con impeccabile regia da Diana Jaupi, Alex Radulescu, Sachie Kishihara e Corrado Costanzo. A dare forma concreta a tale eccellenza professionale sono stati Motoc Monica Alexandra, Adrian Colesniuc, Lirije Dema, Giada Costanzo, Bardas Alexia, Maletaj Boris, Ally Konci, Mishaela Zefi, Elisa Murru e Alice Russo, protagonisti di un lavoro corale che ha esaltato l’identità di ogni creazione in passerella, conferendo armonia, carattere e raffinatezza all’intero impianto estetico della manifestazione.
Credits Photo: Nicola GiordanoMaria Sanchez Duran@labizarre.studioFanni Nyikos