a cura di Fabrizio Capra
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Domani, 8 marzo, si celebra la Giornata internazionale della Donna e Ottiche Parallele Magazine, come ogni anno, vuole ricordarla lasciando la parola alle protagoniste, le donne. Quest’anno abbiamo chiesto a sei donne di renderci partecipi del loro pensiero su quelle che possono risultare le banalità che vengono dette in questa giornata (e non solo). Non voglio sembrare io stesso banale nell’affermare che la donna deve essere rispettata tutti i giorni e non solo in quella che è la Giornata dedicata. La donna è “donna” tutto l’anno: rispettiamola.
Chiara Ragnini
cantautrice

“Sei troppo indipendente.
Sei troppo intelligente.
Sei troppo bella.
Sei troppo in gamba.
Sei troppo operativa.
Sei troppo truccata.
Sei troppo scollata.
Sei troppo vistosa.
Sei troppo aggressiva.
Sei troppo pulita.
Sei troppo semplice.
Sei troppo normale.
Sei troppo speciale.
Sei troppo… “.
No! Non sono troppo, sono me stessa. E tu, forse, non sei abbastanza.
Laura Calogero
redattrice Ottiche Parallele Magazine

Lo dicevamo tra compagne di viaggio, mentre andavamo al lavoro: “Qual è la banalità che non vogliamo più sentirci dire l’8 marzo?”
Non ci abbiamo messo un secondo.
È uscito in coro: “Auguri”.
Una parola leggera.
Detta al volo.
Non chiede niente, non cambia niente.
L’8 marzo non è un compleanno collettivo: è un promemoria di disparità, violenze, stipendi più bassi, carichi più pesanti.
“Auguri” va bene per chi festeggia.
Meno per i diritti.
Ilaria Solazzo
giornalista, autrice di libri, speaker radiofonica
“Quello che le donne non vogliono più sentirsi dire” è una riflessione importante che tocca molti aspetti della vita quotidiana e delle dinamiche sociali.
Come donna, ci sono frasi che, purtroppo, sentiamo spesso e che non solo ci infastidiscono, ma ci fanno sentire sminuite, giudicate o addirittura invisibili.
La prima di queste è sicuramente: “Stai esagerando”, usata per minimizzare i nostri sentimenti o preoccupazioni.
Un’altra frase che sentiamo spesso è “Non sembri il tipo”, come se la nostra personalità o le nostre scelte fossero soggette a un giudizio preconfezionato.
In ambito lavorativo, “Sei troppo emotiva” è un’altra affermazione che non tolleriamo più, perché riduce le nostre capacità a uno stereotipo, ignorando che le emozioni non sono un ostacolo ma una risorsa.
“Perché non hai figli?” o “Quando ti sposi?” sono domande che continuano a essere rivolte a molte donne, come se il nostro valore fosse determinato dalla maternità o dallo stato civile, invece che dalle nostre aspirazioni e realizzazioni personali.
Un’altra frase che suscita molta frustrazione è “Sei troppo bella per essere intelligente”, che riduce la nostra intera identità a un giudizio superficiale, ignorando le molteplici sfaccettature di chi siamo.
E infine, “Non ti arrabbiare, sei una donna”, una frase che implica che la rabbia femminile sia meno legittima di quella maschile, come se avessimo il dovere di restare sempre calme, anche quando le situazioni lo richiedono.
Sophie Lamour
performer burlesque e organizzatrice eventi

Basta con il classico “auguri a tutte le donne, oggi è un giorno speciale!” — frasi che suonano vuote e riducono tutto a un giorno, come se la nostra forza, la nostra creatività, la nostra libertà fossero confinabili in un calendario.
Per me, essere donna non è una celebrazione isolata: è un percorso colorato e poetico quotidiano fatto di piccoli gesti, di occasioni da costruire, di spazi in cui sentirsi felici, libere e autentiche.
Nel mio lavoro, fatto di creatività, performance e coraggio artistico, cerco di offrire luoghi e momenti dove le donne possano restare integre, connesse alla loro “io bambina”, senza dover indossare maschere o aderire a cliché.
È un invito a sostenersi a vicenda, mano nella mano, giorno dopo giorno, creando solidarietà reale, fatta di collaborazione, ascolto e gioia condivisa.
Perché la vera rivoluzione non sta in una frase stampata su un biglietto o in un mazzo di mimose, ma nella possibilità concreta di essere se stesse, ogni giorno, nella propria pienezza creativa, nel proprio valore, nel proprio spazio di libertà apolitico mano nella mano con le altre donne.
Oggi, non vogliamo più sentirci dire queste cose, perché ci trattano come se fossimo meno capaci, meno valide o più facili da giudicare. Le donne meritano rispetto, comprensione e, soprattutto, la libertà di essere se stesse senza dover sottostare a stereotipi e pregiudizi.
Maria Marchese
poetessa e curatrice d’arte

Ho il diritto di… stare zitto/a…
Quando sono stata invitata a elencare le banalità che una donna non vorrebbe sentirsi dire oggi, per la prima volta sono andata in crisi; non mi è mai accaduto scrivendo di arte, alta cucina, letteratura poesia…
Estendo il mio pensiero ben oltre l’8 marzo e oltre l’identità di genere, perché guardandomi in giro, tra strada e social, vedo atteggiamenti sintetizzati in parole come catcalling ,body shaming, grassofobia e magrofobia…; assisto a video dove, in nome di un atteggiamento “open mind” , si promuove la s-vendita della propria dignità – oppure il contrario, in una società fluida anti-patriarcato, anti-clericale, anti–guerra, antiperbenista… -.
In nome del sacrosanto diritto di parola, si aggredisce verbalmente chiunque, il/la quale, talvolta, si avvale della facoltà di non rispondere. Quasi mai accade, però, che ci si avvalga del sacrosanto diritto di stare in silenzio.
Ecco!… oggi voglio godere di quel diritto.
Marchese filosofeggi? — chiederete voi.
Assolutamente sì — vi rispondo.
Proverò a chiedere ad Alexa, Siri o Chat GPT se possono rispondere loro in merito a cosa le donne non vorrebbero sentirsi dire durante la Festa della Donna.
Forse, leggerò le risposte domani.
Magari.
Sssshhhh…!
Melania Iacobellis
modella

L’8 marzo utilizziamolo per riflettere!
Domani si celebra la Giornata internazionale della Donna, una data simbolica per ricordare una storia di lotte per i diritti delle donne, di conquiste sociali, economiche e politiche. Un punto di arrivo per la donna, dopo tante battaglie per raggiungere la libertà e la completezza dei propri diritti di cittadina al pari di quelli dell’uomo.
Nonostante ciò ancora oggi assistiamo a scenari di discriminazione e di violenze che purtroppo subiscono molte donne e questa giornata vuole contenere un unico messaggio di augurio… che è quello di essere l’occasione per celebrare le battaglie vinte e ricordare quelle ancora da combattere.
Spesso si fanno gli auguri alle donne senza riflettere sul vero significato. Non è occasione per regalare mimose o cene speciali, ma è una giornata di riflessione, di lotta, di consapevolezza.
Io sono una donna… ma prima di tutto voglio essere una donna libera di essere me stessa, senza essere sottomessa o giudicata male per questo e a tal proposito ricordo una frase di Simone de Beauvoir (filosofa, insegnante e femminista francese, ndr): una donna libera è il contrario di una donna leggera!
Siamo stanche di trovarci quotidianamente a dover affrontare aspettative enormi, essere sempre forti, sorridenti ma nello stesso tempo anche invisibili nei contesti come il lavoro e la famiglia, che dovrebbero invece riconoscere il nostro valore! Siamo stanche di non essere ascoltate o valorizzate abbastanza nonostante i risultati eccellenti.
Ci sono frasi che oggi non vorremmo più sentirci dire perché ledono in profondità il nostro “essere donna ” e questi sono solo alcuni esempi tra i tanti:
– Non siete mai contente
Siamo pretenziose?! Forse si! Forse preziose: anche!
– Se l’è cercata
Qualsiasi cosa cerchi in una donna, certamente non è abuso.
– Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna
Non c’è né dietro, né davanti… c’è di fianco!
– Se io avessi una donna come te
Non vogliamo maschi alfa, ma maschi alfabetizzati!
La speranza per il futuro è che questa giornata possa essere davvero lo spunto e il punto di partenza per accogliere maggiormente il vero significato culturale che questa giornata racchiude in sé e che sia pertanto l occasione per festeggiare le battaglie vinte e ricordare quelle ancora da combattere affinché alle donne vengano riconosciuti diritti , rispetto e parità. Questo è l’augurio che noi donne ci facciamo per il futuro!
