Riceviamo e pubblichiamo
Tempo di lettura: 2 minuti - 466 parole
Dal 20 marzo al 2 aprile l’esposizione, organizzata dall’Associazione degli Artisti Coreani in Italia, esamina un’ampia gamma di opere che utilizzano una varietà di mezzi espressivi. Questa mostra invita gli spettatori a pensare all’identità e all’appartenenza come a qualcosa di fluido, continuamente plasmato dal tempo, dalla memoria e dall’esperienza relazionale.
L’Istituto Culturale Coreano ha invitato ARCOI (Associazione degli Artisti Coreani in Italia) alla sua mostra annuale che si terrà dal 20 marzo al 2 aprile, segnando la nona edizione che ha concretizzato le prospettive degli artisti coreani residenti in Italia, che si sforzano di trovare un compromesso equilibrato tra le loro identità, una delle quali è geneticamente ereditata e l’altra assorbita attraverso la loro esperienza nel tempo. Abbracciando le contraddizioni che incontrano nella loro vita quotidiana, esplorano la possibilità di trasformarsi in altre identità, che coesistono armoniosamente con gli altri, ancora in fase di formazione. Gli artisti elaborano le loro narrazioni e lo status quo riflesso nel passare del tempo attraverso il loro linguaggio artistico, realizzato in dipinti, sculture e installazioni, svelando così le spiegazioni della loro “esperienza vissuta”.

Organizzata dall’Associazione degli Artisti Coreani in Italia (ARCOI) e con la partecipazione della curatrice Youmi Efurd del Richardson Family Museum del Wofford College di South Carolina, negli Stati Uniti, la mostra esamina un’ampia gamma di opere che utilizzano una varietà di mezzi espressivi – alcuni realizzati in marmo di Carrara, tela con base di canapa o con hanji (la tradizionale carta fatta a mano coreana) al centro – le cui pratiche sono plasmate da esperienze di migrazione, vita transnazionale e impegno costante con molteplici contesti culturali e sociali.
Posizionata tra il “qui” e “l’oltre”, la mostra esplora l’identità e l’appartenenza non come stati fissi o predeterminati, ma come condizioni dinamiche continuamente formate da incontri, negoziazioni ed esperienze transfrontaliere.
Allo stesso tempo, “Qui e oltre” sottolinea l’importanza dell’azione e delle possibilità accanto all’incertezza. La migrazione può comportare sfide e adattamenti a strutture sconosciute, ma apre anche spazio alla riflessione critica, alla trasformazione creativa e a nuove forme di comprensione. Questa mostra invita gli spettatori a pensare all’identità e all’appartenenza come a qualcosa di fluido, continuamente plasmato dal tempo, dalla memoria e dall’esperienza relazionale. Ponendo gli artisti come individui della diaspora che portano con sé ricordi, tracce e nuove prospettive, “Qui e oltre” li presenta come un fenomeno vissuto e in evoluzione, radicato in una doppia cultura derivante dall’Italia e dalla Corea.
Artisti: Kang Eemyun, Kim Younghoon, Kim Giuno, Kim Jisang, Kim Hajin, Kim Hwal Kyung Maria, Moon Sangmi, Park Seungwan, Son Hyun Sook, Shim Nan Young, Lee Geum Muk, Jung Hanna, Joh Gyung Hee, Jo Hyeon Deok, Hong Woogi, Hwang Inkyung
Istituto Coreano in Italia
Via Nomentana 12 - Roma
Orario
lunedì - venerdì 10:00 /18:00
ultimo ingresso ore 17:30
