Riceviamo e pubblichiamo
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Il nuovo singolo della rock band pugliese ci parla di un cammino costruito su sacrificio, dedizione e rinunce.Le scelte radicali fanno paura, ma a volte sono inevitabili: quando si prende davvero coscienza della propria natura, ignorarla non è più un’opzione. La scelta e il sacrificio diventano così una soglia, l’accesso a una dimensione che resta invisibile e incomprensibile a chi non l’ha attraversata.
Le scelte radicali fanno paura, ma a volte sono inevitabili: quando si prende davvero coscienza della propria natura, ignorarla non è più un’opzione. È in quel momento che la paura lascia spazio all’accettazione. “Gave my Life for Rock’n’Roll”, il nuovo singolo dei Dirty Heavens, racconta proprio l’inizio di questo percorso, un cammino costruito su sacrificio, dedizione e rinunce. Il ritornello restituisce l’immagine della vetta raggiunta, la fierezza e la quiete che arrivano dopo la salita, quando lo sguardo si apre e la fatica si dissolve davanti a ciò che si è conquistato.
La scelta e il sacrificio diventano così una soglia, l’accesso a una dimensione che resta invisibile e incomprensibile a chi non l’ha attraversata.
“Fighting with the wind while you scream, dancing on these streets you’ll never see, sinners welcomed me and now I know what I was born for. I just gave my life for rock’n’roll”: parole che segnano un punto di non ritorno, un’affermazione identitaria che prescinde dal giudizio esterno. Non tutti capiranno, ma smette di avere importanza quando si è esattamente dove si deve essere e ogni cosa trova finalmente un senso.
Piedi ben piantati nell’hard rock dei mostri sacri come Alice Cooper e L.A. Guns, ma sguardo lucido sul presente: i Dirty Heavens invitano a restare focalizzati, a continuare a spingere e a non perdere di vista la propria direzione.

I Dirty Heavens sono una rock band nata a Bari nel 2023. Capitanati da Lucrezia ‘Dirty Hell’ Lamacchia alla voce e chitarra ritmica, Chris Salerno alla chitarra solista, e la sezione ritmica di Alessio Virno (basso) e Angelo Porcelli (batteria), la band scolpisce un sound ruvido, viscerale e carico di emozione. La loro musica nasce dalle ceneri del grunge e dell’hard rock anni ’80, guardando alla forza melodica del pop-rock dei primi 2000. Il loro album d’esordio ‘Drive’ (2026) racconta un viaggio interiore tra determinazione e frustrazione, percorrendo una strada che non esiste ancora. È una raccolta di inni alla libertà e all’autodeterminazione, in cui ogni brano si definisce come un frammento di vetro infranto: autonomo, ma indispensabile per comporre l’immagine complessiva dell’album.
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