Riceviamo e pubblichiamo
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Un disco intimo e stratificato, che attraversa memoria, identità, relazioni e bisogno di appartenenza, restituendo una fotografia sincera sia dell’uomo che dell’artista, nel suo momento di maggiore consapevolezza. Il nuovo album è in uscita il 17 marzo su tutte le piattaforme digitali e in formato vinile.

Ognuno ha un posto che si chiama casa” è il secondo album di Dario Greco, in uscita il 17 marzo su tutte le piattaforme digitali e in formato vinile. Un disco intimo e stratificato, che attraversa memoria, identità, relazioni e bisogno di appartenenza, restituendo una fotografia sincera sia dell’uomo che dell’artista, nel suo momento di maggiore consapevolezza. Musicalmente, l’album si caratterizza come un progetto pop cantautorale identitario, dove scrittura, melodia e produzione convivono in equilibrio. Gli arrangiamenti, prodotti insieme a Giuseppe Nasello, già chitarrista di Mario Venuti, accompagnano il racconto senza sovrastarlo, lasciando spazio alla voce e alle parole, veri centri emotivi del progetto.
L’album nasce da una domanda semplice e universale: che cos’è davvero casa? Non solo un luogo fisico, ma una condizione emotiva, uno spazio interiore in cui sentirsi al sicuro, riconosciuti, liberi di essere. Per qualcuno è una persona, per altri una voce, un ricordo, una canzone. Il disco si muove lungo una linea sottile tra introspezione e apertura verso l’altro, alternando brani più intimi a episodi luminosi e danzanti, senza mai perdere coerenza narrativa. È un lavoro che non rincorre i ritmi frenetici della musica attuale ma sceglie di abitare le emozioni, lasciando spazio all’ascolto e alla risonanza emotiva.
Questo disco è il mio modo di tornare a casa ogni volta che mi perdoracconta Dario GrecoÈ un album che parla di verità, di appartenenza e di libertà. Per me, casa è la musica. E spero che, ascoltandolo, ognuno possa riconoscere la propria”.

Il racconto track by track
Ad aprire la tracklist è 3 Settembre 2020, una intro dal forte valore simbolico. Un punto di partenza, un promemoria da cui ripartire con lucidità e autoironia. mood che continua nella traccia seguente che inizia con un verso che rappresenta la carta d'identità del cantautore siciliano: “Vivo con la testa per aria.” È qui che il disco prende davvero forma e irrompe con La cura dei miei mali, brano che racconta la fragilità senza pudore, ribaltando il concetto di forza: la vera cura, spesso, è saper chiedere aiuto. Sotto un milione di stelle celebra, invece, un amore che illumina e fa sentire a casa, un sentimento che riempie e libera, trasformandosi in movimento, in danza, in luce condivisa. In Samurai, l’amore diventa responsabilità e scelta quotidiana: Il mantra finale “ci penso io” è la forma più alta di dedizione e presenza. Leggera miopia è uno dei brani più delicati del disco, una lettera a chi vede la felicità sfocata, un augurio a non smettere di nuotare, ricordando che la felicità, come le onde, va e viene. Poi arriva Lavica, cantata con Mario Venuti, una dedica viscerale per Catania, città madre, imperfetta e viva, che pulsa nello stesso ritmo del cuore di chi la abita e Se chiudo gli occhi, lettera intima dedicata a chi non c’è più, ricordo che diventa presenza, un’amicizia che continua a vivere nel silenzio. Poi arriva Chagall, una dichiarazione d'amore intensa e viscerale. Ritmo incalzante, passione e desiderio, fuoco che arde "senza dolore", mentre Volevo fare il cantante è una dichiarazione disarmante, un bilancio sincero tra desideri, ostinazione e amore per la musica. A chiudere il viaggio è L’ultima occasione, una canzone sull’urgenza della verità, sul coraggio di dire ciò che conta prima che sia troppo tardi. Un brano che sintetizza il senso profondo dell’intero album: non rimandare l’amore, non rimandare se stessi, non rimandare la vita.
Dario Greco è un cantautore siciliano con oltre trent’anni di esperienza. La sua scrittura nasce dall’osservazione delle relazioni umane e dallo studio del proprio animo. Il suo stile unisce sensibilità cantautorale e linguaggio pop, con una forte attenzione alla parola e all’emozione condivisa. Ha costruito un percorso indipendente, coerente e profondamente personale, portando la propria musica in contesti intimi e su palchi più importanti, come opening act di artisti del calibro di Marco Masini e John Legend. Ha collaborato con colleghi come Mannarino, Mario Incudine, I Lautari, Miele, Cordio e Mario Venuti. Tra il 2021 e il 2024 avvia una fortunata collaborazione con Radio Deejay e Linus, che trasmette diversi suoi brani, consolidando il rapporto con un pubblico sempre più ampio e trasversale.  Ognuno ha un posto che si chiama casa è il suo nuovo album, che porterà dal vivo nel corso dei prossimi mesi.

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