Riceviamo e pubblichiamo
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Concepita come un’unica installazione immersiva realizzata appositamente per gli spazi di Galleria Poggiali la mostra riunisce un totale di tredici opere: tre dipinti di grande formato e dieci lavori su carta che ampliano e approfondiscono la narrazione. Nel loro insieme, le opere invitano lo spettatore a entrare nell’universo dell’artista, muovendosi tra immersione e riflessione. Openining il 9 aprile dale 18:30 alle 21:00.

La Galleria Poggiali presenta Táifinakpo’, la prima mostra personale in Italia dell’artista americana Gisela McDaniel, che inaugura il 9 aprile 2026 nella sede milanese della Galleria, in contemporanea alla mostra Subvert, Repair, Reclaim al Museum of Fine Arts di Boston, in corso fino ad agosto 2026. Parallelamente, nel 2026 l’artista presenterà il proprio lavoro in importanti contesti internazionali, tra cui il Colby Museum of Art e il Museum of Contemporary Art di Detroit.
La pratica di Gisela McDaniel, artista riconosciuta a livello internazionale, restituisce visibilità alle narrazioni ancestrali affrontando al contempo tematiche sociali di grande rilevanza contemporanea. Radicate nella sua eredità nativa americana, di origine Choctaw, le sue opere valorizzano la memoria intergenerazionale e amplificano voci storicamente marginalizzate.

Come scrive Sophia Thowinsson per il catalogo della mostra: “in occasione di Táifinakpo’, l’artista ci invita in un universo in cui l’identità non è fissa, ma un processo vivo e in continua trasformazione e guarigione. Il titolo non è casuale. Táifinakpo’si traduce letteralmente come senza fine, ma a un livello più profondo, arrivando a significare anche senza morte. Piuttosto che una concezione lineare del tempo, propone una persistenza: quella della memoria ancestrale e della presenza attiva di chi ci ha preceduto”.
Attraverso l’integrazione di interviste audio, assemblaggi e dipinti a olio, l’artista incorpora intenzionalmente le voci dei soggetti ritratti sovvertendo i tradizionali rapporti di potere tra artista e modello. I soggetti da lei ritratti sono principalmente donne e persone non binarie che si identificano come micronesiane, indigene di Turtle Island, asiatiche, latine e/o di razza mista. In questo modo, il suo lavoro mette in discussione e risponde al silenzio sistemico imposto a questi soggetti nell’arte, nella politica e nella cultura popolare.

I ritratti presentati in mostra si trasformano in vere e proprie presenze: pietre semipreziose integrate nelle superfici pittoriche e nello spazio espositivo rafforzano i temi di protezione, resilienza e radicamento spirituale.
Concepita come un’unica installazione immersiva realizzata appositamente per gli spazi di Galleria Poggiali, Táifinakpo’ riunisce un totale di tredici opere: tre dipinti di grande formato e dieci lavori su carta che ampliano e approfondiscono la narrazione. Nel loro insieme, le opere invitano lo spettatore a entrare nell’universo dell’artista, muovendosi tra immersione e riflessione.

Gisela McDaniel – foto Natascia Giulivi
Gisela McDaniel (nata nel 1995 a Bellevue, Nebraska. Vive e lavora a New York) è un'artista indigena Chamoru, la cui pratica multimediale coinvolge dipinti a olio, assemblaggi ed interviste audio in cui integra in modo consapevole le voci dei soggetti rappresentati, con l’obiettivo di mettere in discussione e ridefinire i consueti equilibri di potere tra artista e modello. Recentemente l’artista ha presentato mostre personali in istituzioni e spazi di rilievo internazionale, tra cui l’Ogunquit Museum of American Art (2025), The Mistake Room (2021) e la galleria Pilar Corrias (2020; 2022). Nel 2026, oltre alla mostra presso Galleria Poggiali, l’artista presenterà il proprio lavoro in importanti contesti internazionali, tra cui 20 Years of MOCAD: A Practice of Multiplicity al Museum of Contemporary Art di Detroit e Imagining an Archipelago: Art from Cuba, Guam, the Philippines, Puerto Rico, and Their Diasporas al Colby Museum of Art. Parallelamente, ha partecipato a importanti mostre collettive in contesti museali e istituzionali, tra cui la Hawai‘i Triennial (2025), il Museum of Fine Arts Boston (2023), la Kunsthalle Düsseldorf (2023), l’ICA Boston (2022) e il Kemper Museum of Contemporary Art (2022). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche, quali Aïshti Foundation di Beirut, Baltimore Museum of Art, Blenheim Art Foundation di Woodstock - Regno Unito, Christen Sveaas Art Collection di Oslo, Elie Khouri Art Foundation di Dubai, Frye Art Museum di Seattle, Hudson Valley MOCA di Peekskill, Institute of Contemporary Art (ICA) di Miami, Kadist di San Francisco, Museum of Fine Arts di Boston, New Orleans Museum of Art, Pérez Art Museum di Miami, Samdani Art Foundation di Dhaka, The Mer Collection di Madrid, The Perimeter di Londra, University of Michigan Museum of Art (UMMA) di Ann Arbor.

GALLERIA POGGIALI Milano
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