Riceviamo e pubblichiamo
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Lucio Rossi per Consorzio Tre Cime Dolomitii (BL), Veneto, Italy
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Gli esperti del Consorzio forniscono alcuni consigli per affrontare il trekking in modo sicuro e consapevole. Scegliere il percorso adatto, consultare il meteo, preparare lo zaino e… camminare sugli oltre 200 km di sentieri delle Dolomiti Bellunesi. Il valore aggiunto della guida alpina.

Con le prime giornate tiepide già si comincia a programmare la prossima vacanza in montagna, a studiare itinerari e cammini per scoprire luoghi nuovi o tornare nei posti che ci hanno emozionato. Auronzo e Misurina con i suoi laghi, Vigo e il sentiero dei mulini di Lozzo, ma sono soprattutto le cime alpine con rifugi e malghe che richiamano viaggiatori in solitaria e gruppi di amici appassionati di trekking nel territorio del Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti in Veneto.
Prima di partire, un occhio alla sicurezza. Scegliere l’itinerario giusto, controllare il meteo, preparare lo zaino sono operazioni semplici, ma che possono davvero fare la differenza!

T, E, EE: qual è il tuo sentiero?

Per vivere un’esperienza all’insegna del divertimento, ma anche della sicurezza, bisogna tenere a mente alcune piccole regole di buonsenso che possono tornare utili in montagna. A cominciare proprio dalla scelta del percorso. La tentazione è quella di cercare tra i social le foto più sensazionali, quegli scatti spettacolari da replicare a tutti i costi, e di lasciarsi guidare così nella prossima avventura in montagna. Naturalmente sono altri i fattori determinanti per la scelta. Un aiuto viene dalla classificazione del sentiero che si basa sulla scala di difficoltà. Una strada sterrata o una mulattiera saranno segnalate con la T di turistico a indicare un sentiero facile, che non richiede una preparazione particolare. La E di escursionistico indica un percorso su terreno vario, che richiede un minimo di orientamento e allenamento, quello che ci si aspetta quando si intraprende un’escursione in montagna. La classificazione a cui porre più attenzione è la EE che sta per escursionisti esperti. In questo caso il sentiero è più impegnativo, può avere tratti ripidi o esposti, o ancora scivolosi e va affrontato solo se la preparazione è adeguata.
Oltre alla classificazione, occorre valutare altri elementi fondamentali, tra cui: la lunghezza del sentiero, il dislivello e il tempo necessario. Chi va spesso in montagna e conosce la propria preparazione sa quale lunghezza e dislivello è in grado di percorrere, ma non è così scontato sapersi regolare. A volte non si tiene conto, ad esempio, della condizione fisica del momento oppure si sottovaluta il cammino di ritorno solamente perché in discesa, senza tener conto della stanchezza che nel frattempo rallenta il passo.
Fondamentale poi è controllare le condizioni meteo, affidarsi ai bollettini, soprattutto quelli locali e avere il coraggio di abbandonare l’impresa se ci sorprende il temporale.

Cosa mettere nello zaino

Prima di partire, ancora qualche piccola accortezza. Qualsiasi sia il percorso scelto, anche per una semplice passeggiata, in montagna gli scarponi da trekking sono sempre la scelta giusta. Il terreno è vario e sconnesso, fatto di saliscendi, a tratti il suolo può essere ghiaioso, bagnato, scivoloso, quindi è fondamentale indossare calzature comode e idonee. Anche l’abbigliamento è importante, meglio se tecnico con tessuti traspiranti ed elastici. Visto il clima variabile della montagna, l’ideale è vestirsi a strati e portare sempre con sé una maglia in più e un kway.
Un capitolo a parte è la preparazione dello zaino, amico fidato delle escursioni. Non dev’essere troppo pesante, ma deve contenere tutto il necessario, tra cui acqua a sufficienza e cibo per la giornata, kit di primo soccorso, crema solare, mappa o GPS, powerbank per il cellulare. A seconda del programma possono essere utili anche una coperta leggera per la sosta, un coltellino multiuso, la lampada frontale e i bastoncini da trekking. È buona norma anche portare un sacchetto in più per i rifiuti da riporre nello zaino.

Dai Cadini alle Marmarole, dalla Croda dei Toni al Sorapiss

Il territorio del Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti mette a disposizione oltre 200 chilometri di sentieri ben segnalati e curati, dalle passeggiate rilassanti ai trail più impegnativi, passando per vie ferrate, strade forestali e traversate di alta quota.
Camminare è il modo migliore per godere dei paesaggi montani, ammirare i panorami a ritmo lento, accorgersi di come cambia l’ambiente naturale circostante che in poco tempo passa dal bosco fitto alla radura, al ghiaione. Sono questi gli ingredienti che rendono unica l’esperienza.
Ma le vere protagoniste di questi luoghi sono naturalmente le montagne. Ad Auronzo e Misurina si trovano alcuni tra i gruppi montuosi più iconici e tra questi sicuramente le note Tre Cime di Lavaredo, uno dei simboli assoluti delle Dolomiti. Ma non sono le sole adatte a un trekking primaverile.
Frastagliati, ricchi di guglie e forcelle, i Cadini di Misurina offrono una fitta rete di sentieri, percorsi attrezzati e vie ferrate. Non solo escursioni impegnative ma anche percorsi che conducono ai rifugi appena sopra al Lago di Misurina, come Col de Varda, Malga Maraia e il Rifugio Città di Carpi. Dal centro di Auronzo si raggiunge invece il Gruppo delle Marmarole e la vicina cima del Monte Agudo con scorci panoramici sul lago di Santa Caterina. Ideale per escursionisti esperti è la Croda dei Toni, meno frequentata, più autentica e selvaggia.Alla base della montagna si trova il Rifugio Carducci, punto di riferimento per escursioni e traversate. E poi ancora il gruppo del Sorapiss, noto per l’inconfondibile lago color turchese, tra i più fotografati e suggestivi delle Dolomiti.

Il valore aggiunto della guida alpina

Un’idea valida per affrontare il trekking in totale tranquillità è affidarsi alle guide alpine. Esperte e competenti, la loro professionalità trasforma l’escursione in un’esperienza qualitativamente superiore, non solo dal punto di vista tecnico con consigli preziosi su come gestire il fiato, come tenere il passo costante, come usare correttamente i bastoncini. Il valore aggiunto è anche culturale, grazie alla loro profonda conoscenza del territorio e della montagna, di flora e fauna, di leggende e aneddoti, di punti panoramici e rotte lontane dal turismo. Grazie alla formazione tecnica e medica, infine, le guide alpine sono di supporto anche per quel che riguarda la sicurezza e la gestione di eventuali imprevisti che possono presentarsi lungo il cammino.
Insomma, un’esperienza sicuramente da provare! Basterà rivolgersi al Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti per avere tutte le informazioni utili sulle attività organizzate nel territorio e i contatti delle guide alpine a cui rivolgersi a seconda delle proprie esigenze.

Tre Cime Dolomiti, slow mountain

Lento, sostenibile, consapevole. Lo slow tourism si applica alla montagna e caratterizza la filosofia del Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti in Veneto. Qui, nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, la vacanza è autentico relax che nasce da paesaggi ancora incontaminati, dove la natura è la vera protagonista.
Non è la montagna delle catene alberghiere, delle piste affollate, dei grandi numeri. È la terra delle Tre Cime di Lavaredo, di Auronzo e Misurina. Un paradiso naturale dove trovare la propria dimensione e il giusto ritmo, assaporare accoglienza e genuinità. Per una vacanza che rigenera

Info: Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti, Via Corte 18, Auronzo - tel. +39 0435 99603 - www.auronzomisurina.it