a cura di Ilaria Solazzo
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Il nuovo romanzo è disponibile da oggi, venerdì 3 aprile, edito da Newton Compton Editori ed è un viaggio tra ombre e coscienze, tra colpi e redenzioni. L’autrice ci porta nella Francia del Seicento, tra monasteri austeri e salotti aristocratici dove il potere si muove silenzioso, spesso invisibile, ma sempre presente. Intervista con la scrittrice.

C’è un tempo lontano che continua a parlarci. Un tempo fatto di silenzi imposti, di sguardi trattenuti, di verità nascoste tra le pieghe della Storia. Ed è proprio lì che ci conduce Simona Teodori, con passo elegante ed sguardo sveglio, nel suo nuovo romanzo “La marchesa dei veleni”, un viaggio tra ombre e coscienze, tra colpe e redenzioni.

È una storia che profuma di mistero e di ribellione, quella che prende forma tra le pagine di questo libro, disponibile finalmente dal 3 aprile 2026 in tutte le librerie e negli store online, pronto ad incontrare i lettori come si incontrano certe storie: quasi per destino.
La Teodori, autrice che ama scavare nei lati più oscuri dell’animo umano, torna ad intrecciare la precisione della ricerca storica con il battito narrativo del noir. E lo fa portandoci nella Francia del Seicento, tra monasteri austeri e salotti aristocratici dove il potere si muove silenzioso, spesso invisibile, ma sempre presente.
Al centro della scena c’è Cécile, una giovane donna che nasce nel silenzio e cresce nell’obbedienza, ma che dentro custodisce una voce destinata ad emergere. Attorno a lei si muove la figura enigmatica e reale della marchesa de Brinvilliers, donna affascinante e controversa, sospesa tra seduzione e dannazione.
E poi ci sono i veleni. Veleni reali, certo. Ma anche simbolici. Perché in questo racconto il veleno diventa parola, relazione, destino. È lo strumento di chi non ha voce, di chi cerca uno spazio in un mondo che non lo concede.
Simona Teodori non racconta solo una storia: restituisce dignità ad un coro di voci femminili rimaste troppo a lungo inascoltate. Donne che attraversano la pagina con forza, fragilità, contraddizioni. Donne che, anche nel buio, trovano il modo di esistere.

C’è, in queste pagine, il fascino inquieto della grande storia e la tensione del thriller, ma anche qualcosa di più profondo: una riflessione sottile sul potere, sull’identità, sul prezzo della libertà.
E allora “La marchesa dei veleni“, pubblicato da Newton Compton Editori, non è soltanto un romanzo. È un invito. A fermarsi. Ad ascoltare. A lasciarsi attraversare.
Dal 3 aprile, lo si trova sugli scaffali di tutte le librerie italiane e tra le proposte degli store online… questo libro inizia con gioia il suo viaggio più importante: quello dentro lo sguardo dei lettori.
Perché ci sono storie che non chiedono solo di essere lette.
Chiedono di essere sentite.
E, forse, ricordate.

immagine dalla pagina Facebook della scrittrice

Cari lettori, se queste parole sono giunte fino a voi, significa che il mio silenzio non è stato vano. Mi chiamo Cécile De Lacey, o almeno così mi è stato concesso di chiamarmi. Sono nata nell’ombra, cresciuta tra mura che insegnano più a tacere che a parlare, più a obbedire che a desiderare. Per lungo tempo ho creduto che quella fosse la mia unica sorte: esistere senza lasciare traccia, come un respiro che non disturba. Poi il mondo ha aperto una crepa. Sono uscita dal silenzio del monastero e ho incontrato un altro tipo di silenzio: quello dei salotti, dei sorrisi misurati, delle parole mai dette fino in fondo. È lì che ho conosciuto la marchesa. Ed è lì che ho imparato che il potere non alza la voce… sussurra. Mi hanno insegnato molte cose. A osservare. A comprendere. A sopravvivere. E sì, anche a conoscere i veleni. Ma non temete: non sono soltanto quelli che scorrono in una fiala a rendere pericoloso il mondo. I veleni più insidiosi sono invisibili. Sono nelle promesse tradite, nei giudizi sussurrati, nelle catene che non si vedono ma stringono ugualmente. Ho amato. Ho avuto paura. Ho scelto, anche quando scegliere significava perdere una parte di me. Se oggi vi scrivo, è perché la mia storia non resti prigioniera del tempo che l’ha generata. Perché possiate guardarmi non come un’ombra del passato, ma come una voce che ancora cerca ascolto. Forse, tra queste righe, troverete qualcosa di me.
O forse qualcosa di voi. Se sarà così, allora non sarò vissuta invano. Dal 3 aprile potrete incontrarmi tra le pagine de La marchesa dei veleni, in tutte le librerie e negli store online. Ma sappiate che io esisto già, ogni volta che qualcuno ha il coraggio di interrogarsi, di dubitare, di non accettare il silenzio come destino. Vi attendo“, Cécile

Tra segreti antichi, veleni nascosti e voci che finalmente trovano ascolto, Simona Teodori ci conduce nel cuore della Francia del Seicento, svelando con delicatezza e tensione le storie delle donne che il tempo ha tentato di far tacere. In questa intervista, l’autrice ci racconta la genesi de “La marchesa dei veleni” e il potere silenzioso delle parole.

Buongiorno Simona, il suo nuovo romanzo si intitola La marchesa dei veleni. Qual è stata l’ispirazione per questa storia?
Buongiorno Ilaria! L’ispirazione nasce da un periodo storico affascinante e complesso: la Francia del Seicento, fatta di salotti aristocratici e monasteri austeri. Mi ha colpito la figura della marchesa de Brinvilliers, donna enigmatica e controversa, sospesa tra seduzione e dannazione. Ma più che raccontare fatti storici, volevo esplorare le voci femminili rimaste troppo a lungo inascoltate.

Parla di veleni, non solo quelli materiali ma anche simbolici. Può spiegare meglio?
Certo. Nel libro il veleno diventa metafora: è parola non detta, è relazione che corrode, è destino. Serve a raccontare il potere silenzioso, invisibile, e lo strumento di chi cerca di affermare la propria voce in un mondo che spesso non la concede.

Il personaggio di Cécile sembra avere un ruolo centrale. Come l’ha costruita?
Cécile nasce nel silenzio e cresce nell’obbedienza, ma dentro custodisce una voce pronta a emergere. Attraverso di lei ho voluto mostrare la forza, la fragilità e le contraddizioni delle donne del suo tempo. È una guida emotiva per il lettore, un ponte tra passato e presente, tra regole imposte e desideri interiori.

Il romanzo mescola la precisione della ricerca storica con il battito del noir. Come è riuscita a bilanciare questi due aspetti?
Per me è naturale intrecciare storia e tensione narrativa. La ricerca storica mi permette di costruire ambientazioni credibili e dettagliate, mentre l’intreccio da thriller mantiene il lettore sospeso, curioso, emotivamente coinvolto. L’uno arricchisce l’altro: la storia rende il noir più profondo, e il noir dà vita alla storia.

Ci sono riflessioni più ampie dietro la vicenda, oltre al racconto storico?
Assolutamente sì. La storia di Cécile e della marchesa invita a riflettere sul potere, sull’identità, sulla libertà e sul prezzo che spesso richiede. Credo sia importante che i lettori sentano la voce dei personaggi non solo come figure del passato, ma come specchio di questioni ancora oggi attuali.

Se dovesse dire qualcosa ai lettori che incontreranno Cécile tra le pagine, cosa vorrebbe che ricordassero?
Vorrei che ascoltassero. Cécile non vuole solo essere letta, vuole essere sentita. È una voce che emerge dall’ombra per dire che il silenzio non deve essere destino, che dubitare, interrogarsi e scegliere sono azioni che ci rendono vivi. Spero che ogni lettore possa trovare un pezzo di sé in lei.
Nei salotti aristocratici, i sorrisi erano misurati e le parole pesate come monete d’oro… ogni gesto poteva essere veleno“, Simona Teodori.
A marzo, Simona Teodori è stata ospite di Alberto Raffaelli nel famoso e seguitissimo programma di YouTube “Segnalazioni letterarie”, dove ha parlato approfonditamente del suo nuovo romanzo “La marchesa dei veleni”. Durante la conversazione, l’autrice ha condiviso aneddoti, curiosità sulla ricerca storica e il percorso creativo che l’ha portata a dar voce a Cécile e alle altre protagoniste. Per chi se la fosse persa, vi lasciamo il link per rivedere la live e scoprire tutto sul libro direttamente dalla voce dell’autrice.
Apri le pagine e lascia che le voci silenziose de La marchesa dei veleni.
ti parlino: scoprirai che ogni segreto ha il suo prezzo… e ogni voce la sua libertà
“, Alberto Raffaelli.

E allora, lettore, immagina di varcare una soglia dove il tempo si piega, dove le ombre sussurrano segreti e ogni silenzio ha un peso che non conosci. La marchesa dei veleni non è solo un romanzo da leggere: è un labirinto da percorrere, un bisbiglio che ti sfiora l’anima, un battito sospeso tra storia e mistero. Tra le pagine troverai veleni che pungono e parole che liberano, ombre che insegnano e luci che mostrano vie insospettate. Non è una storia che passa: è una storia che resta, che ti interroga, che ti scuote con delicatezza e ferocia insieme.
Acquistare questo libro significa accettare un invito: a fermarti, a guardare oltre il velo del tempo, a sentire voci che cercano ascolto da secoli. Significa prendere Cécile per mano e camminare con lei tra mura antiche, salotti silenziosi e desideri nascosti. Significa ricordare che il potere non sempre urla, che il coraggio nasce anche nel sussurro e che ogni scelta, per quanto nascosta, lascia un’impronta.

Non è solo lettura: è un passaggio, un’esperienza, un incontro che potrebbe cambiare il modo in cui guardi il mondo e te stesso. Dal 3 aprile, quando il libro toccherà le tue mani, permetti che la storia ti attraversi, ti scuota e ti accompagni, perché ci sono pagine che non chiedono solo di essere lette: chiedono di essere sentite, di essere vissute, di essere ricordate. E tu sei pronto a sentirle?
Non perdere l’occasione di scoprire “La marchesa dei veleni”: acquistalo subito su Amazon e lasciati travolgere dalle voci e dai segreti della storia.

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