Riceviamo e pubblichiamo
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Il nuovo lavoro dell’artista è disponibile dallo scorso 3 aprile. Lungo tutto il disco, si intrecciano costantemente il mutare delle stagioni, la forza dei sortilegi, la fragilità della fede, la solitudine, il desiderio di trascendenza e il confine sottile tra luce e oscurità. Ciascun pezzo è come un rito, un passaggio, in cui il suono si fa evocazione e l’intimità si intreccia con il simbolismo arcaico. 

La songwriter e producer Charlie Risso ha presentato venerdì 3 aprile il suo nuovo album “Rituals“, di cui avevamo già avuto un assaggio negli scorsi mesi con l’uscita di due singoli.
Lungo tutto il disco, si intrecciano costantemente il mutare delle stagioni, la forza dei sortilegi, la fragilità della fede, la solitudine, il desiderio di trascendenza e il confine sottile tra luce e oscurità.

dalla pagina Facebook dell’artista

Le atmosfere sonore oscillano tra il dream pop, il dark folk e l’avant-pop, creando un universo sospesoonirico e ipnotico, che avvolge l’ascoltatore.“Rituals” è un concept album che esplora le zone notturne dell’animo umano, un viaggio mistico – e ogni brano ne è una tappa – nelle profondità del mistero, della trasformazione e della sospensione. Ciascun pezzo è come un rito, un passaggio, in cui il suono si fa evocazione e l’intimità si intreccia con il simbolismo arcaico
Il percorso parte in modo introspettivo con “Bad Instinct” che esplora la delusione e il tradimento intrecciando elementi elettronici ipnotici con tonalità più oscure e cinematografiche sostenute da un ritmo pulsante che mantiene la tensione emotiva. 
Il tono si fa poi più profondo e malinconico con “No One Knows” che evoca terre fredde e lontane con un paesaggio sonoro etereo e sospeso.
L’ascolto prosegue con un’atmosfera più incalzante e cinematografica, tra tensione e fascinazione (“I’m Coming”) per passare all’unica cover del disco, “When You Finish Me” –originariamente dei The Black Heart Procession – qui reinterpretata in modo intimo e struggente, trasformandola in una confessione al femminile ma mantenendo il pathos notturno e la malinconia originali.
La title track – impreziosita dalla chitarra di Brian Lopez (Calexico) – apre pienamente la dimensione simbolica dell’album: una navigazione tra immagini alchemiche e interrogativi esistenziali, antichi riti di passaggio tra bellezza e inquietudine.

foto Marcella Marraro – dalla pagina Facebook dell’artista

Under A Spell”, una delle vette più eleganti e sognanti del disco, racconta l’amore delicato e proibito tra due donne, evocando la bellezza sospesa e la magia di una ballata ottocentesca.
In “The Dust” il tema della violenza domestica emerge con forza, con un ritmo ipnotico e viscerale, senza perdere la propria anima profondamente umana.
La ballata “Let’s Move Somewhere Else” apre un varco luminoso sospeso, in cui questa volta, oltre alla chitarra, è presente anche la voce vellutata di Lopez . 
Arriva poi “Free to Leave”, un brano energico e liberatorio trasformando un addio in atto di emancipazione, su un ritmo oscuro e pulsante.
È il turno di “Winter Games”, un momento più caldo e agrodolcesognanteimmersivo ed emotivamente stratificato.
Stray Dog”, interamente strumentale, chiude il disco con un racconto di solitudine, istinto di sopravvivenza e alienazione preparando l’ascoltatore all’atto finale di liberazione.
Rituals” , dunque,non è solo una raccolta di canzoni: è un percorso cerimonialenotturno e magico

https://open.spotify.com/intl-it/album/6mj4SMZupBauJh988ZWS7a